Colangiocarcinoma, al Policlinico si seguono 400 casi l'anno

I tumori delle vie biliari sono in progressivo aumento di incidenza e mortalità. Urgente identificare e mettere in atto nuove strategie che consentano diagnosi precoce e cure tempestive

di Regina Geloso

Congresso Colangiocarcinoma

Il colangiocarcinoma, che in Italia ha un’incidenza di circa 3,5 casi su 100.000 abitanti per anno è una tumore che colpisce le vie biliari  ed è purtroppo in progressiva ascesa in termini di incidenza e mortalità, tanto che negli ultimi 20 anni i casi sono raddoppiati.

Nel solo Policlinico Umberto I vengono seguiti circa 400 casi all'anno distribuiti tra le unità di gastroenterologia, oncologia, chirurgia epato-biliare e chirurgia generale.

Il tumore delle vie biliari è nella ‘lista’ dei principali tumori maligni e rappresenta circa il 25% dei tumori primitivi maligni del fegato nei maschi e circa la metà nelle femmine.

Ancora oggi un cospicuo numero di pazienti non sono trattabili chirurgicamente per lo stato avanzato della malattia al momento della diagnosi. Inoltre, il tumore è molto resistente a tutti i trattamenti radio-farmacologici finora proposti” spiega Prof. Domenico Alvaro Dirigente Medico di II Livello responsabile della UOC Gastroenterologia del Policlinico Umberto I di Roma, Professore Ordinario di Gastroenterologia, Univ. Sapienza, Roma.

“Occorre assolutamente identificare strategie di screening e sorveglianza delle popolazioni a rischio in modo da consentire una diagnosi precoce ed un trattamento chirurgico radicale”.

Con questi obiettivi e per promuovere uno scambio tra esperti si è svolto a Roma, dal 21 al 23 Giugno 2018, il Secondo Congresso internazionale del Network Europeo per lo studio del Colangiocarcinoma. Organizzato da Prof. Alvaro, presidente della Società Italiana di Gastroenterologia (SIGE), il congresso ha visto coinvolti oltre 200 ricercatori provenienti da 12 paesi europei e dagli USA che si sono riuniti presso l’Aula Magna del Dipartimento di Anatomia dell’Università “Sapienza” di Roma.

Nasce il primo registro europeo del colangiocarcinoma

Il network di ricercatori che si è riunito a Roma ha generato il primo registro europeo con, attualmente, più di 1500 pazienti registrati e con la raccolta di campioni di tumore ed altri materiali biologici che consentono di eseguire ricerche su grandi numeri.

“Il registro Europeo è accessibile solo ai componenti del network ENS-CCA. Tuttavia è Nostro intento rendere pubblici i dati e soprattutto rendere partecipi le associazioni dei pazienti i cui rappresentanti sono stati coinvolti nel convegno”.  

Nuove strategie terapeutiche per i casi gravi

Dal convegno sono emerse possibili strategie terapeutiche per i pazienti in fase avanzata di malattia non trattabili chirurgicamente.

“Purtroppo i tumori delle vie biliari vengono diagnosticati in fase avanzata - spiega Prof. Alvaro - ed almeno il 60% non sono suscettibili di terapia chirurgica risolutiva. In questi casi lo standard of care è la combinazione cisplatino+gemcitabina.

Nel convegno si è parlato di possibili terapie con perfusione del fegato mediante chemioterapici ad alte dosi e di immunoterapia”.

Obiettivo: screening e diagnosi precoce

In che senso?

“La strategia migliore è sicuramente la identificazione di marcatori nel siero o nella bile che consentano di sorvegliare le popolazioni a rischio e di effettuare diagnosi precoci quando la terapia chirurgica è risolutiva. Da questo punto di vista sono state presentate diverse proposte innovative che saranno oggetto di validazione in studi multicentrici".

 

‘Popolazioni a rischio’, chi sono? Quali sono i fattori di rischio?

“Tra i fattori di rischio, l’esposizione all’asbesto ed alle diossine o il fegato grasso hanno sicuramente un ruolo importante nel predisporre alla comparsa del tumore”.