Giornata Internazionale dell'infermiere 2018

Laureati e abilitati dall'Ordine Professionale, quella del 12 maggio 2018 è stata per gli infermieri un'occasione per eventi divulgativi sul ruolo, competenze e valore della professione

di Roberta Manfredini

Ci sono impronte che non si cancellano. Noi infermieri: la nostra impronta sul sistema salute

Questo lo slogan scelto per la giornata internazionale dell’infermiere 2018, promossa dall’International Council of Nurses (ICN) che si è celebrata lo scorso 12 maggio e che ha registrato diverse attività divulgative in numerose città del mondo. Tra queste anche Roma e, in particolare, l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico Umberto I, grazie al Dipartimento delle professioni Sanitarie e al Polo Didattico aziendale, è stata protagonista di eventi dedicati all’infermiere, realizzati in collaborazione con l’Ordine degli Infermieri di Roma e gli studenti dei Corsi di Laurea in Infermieristica della Sapienza, svolti sia all’interno dell’ospedale che nella grande Piazza del Popolo.

Presso i ‘gazebo della salute’ infermieri e studenti offrivano ai cittadini, pazienti e parenti informazioni non solo di educazione alla salute ma anche sul percorso formativo, gli sbocchi professionali, le competenze e il ruolo dell’infermiere nel sistema sanitario.

Per la Dott.ssa Laura Tibaldi, Responsabile del Dipartimento delle Professioni Sanitarie era importante essere presenti.

“Abbiamo dato modo ad un gruppo di professionisti e di studenti di rappresentare quella che è l’evoluzione della figura infermieristica ma anche proprio il ruolo di cui viene investito l’infermiere in tutte le strutture di continuità assistenziale qui all’interno del Policlinico. Siamo circa 1.500 e siamo presenti in tutte le aree di complessità, in termini di continuità assistenziale, di accoglienza, di pronto soccorso e in tutti i momenti nei quali c’è bisogno, non solo di cure, di assistenza ma anche di accettazione e di presa in carico.

L’Umberto I di Roma è una struttura che ha forte integrazione con la didattica e, proprio per le sue caratteristiche, offre agli infermieri, quindi a noi, anche possibilità continue di formazione e di aggiornamento su quelle che sono le competenze specialistiche che poi l’infermiere stesso ha modo di esperire nei vati ambiti e di continuità di cure”.

Studenti infermieri motori del futuro!

“Il Policlinico Umberto I è la culla della formazione degli infermieri, dove abbiamo la Facoltà di Medicina della Sapienza, la più grande università europea e in cui il nostro scopo è quello di dover formare questi futuri professionisti nell’ottica di ciò che ci ha trasmesso. Ciò che insegnamo ai nostri studenti è racchiuso in tre parole fondamentali: prevenzione, collaborazione e, soprattutto, counselling nei confronti del cittadino – ha dichiarato il Dott. Alessandro Delli Poggi, Coordinatore Responsabile del Polo Didattico aziendale - I nostri 1800 studenti che vengono formati all’interno di questa azienda, oltre a fornire un notevole contributo all’attività assistenziale svolta all’interno in termini di qualità e di quantità delle prestazioni erogate dal punto di vista assistenziale, sono anche il motore del futuro e quì oggi celebriamo sicuramente questi ragazzi, all’insegna soprattutto di ciò che ci è stato trasmesso da chi ci ha preceduto”.

Per il futuro gli infermieri sono chiamati ad esercitare un ruolo sempre più incisivo anche attraverso aree di intervento autonomo, in sinergia con i medici e gli altri professionisti della salute e sono stati coinvolti nel processo di rilancio del Ssn (istituito 40 anni fa - Legge n. 833 del 23/12/1978) e la sicurezza degli operatori che culminerà negli Stati Generali del 2019.

A maggio 2018 è stato siglato un accordo tra la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FnomCeO) e la FNOPI, che insieme rappresentano oltre 800.000 professionisti della salute, la metà dei quali lavora nel SSN.

Una data importante da ricordare!

Il 12 maggio del 1820 nasceva a Firenze (città che ha ispirato il suo nome), da genitori londinesi in viaggio in Italia, Florence Nightingale, considerata la prima ‘infermiera’. La signora con la lanterna fondò a Londra la prima scuola per infermieri, che è stata poi ispiratrice di molte altre scuole in Europa e in Italia; si ritiene che questo abbia segnato il passaggio alle scienze infermieristiche moderne.

Cresciuta in una famiglia benestante la Nightingale, fin dalla giovane età, ha mostrato interesse per le sorti dei sofferenti, dei ricoverati in ospedale, all’epoca luogo soprattutto per i poveri; si è dedicata in prima persona a dare assistenza, a curare l’aspetto igienico e, durante la notte, per controllare se i malati stessero bene senza svegliarli, si avvicinava a loro munita di lampada ad olio!

Dall’inizio del secolo scorso ai nostri giorni molta strada è stata fatta in campo scientifico, sanitario e assistenziale e gli infermieri (circa 447 mila in tutt’Italia) che hanno un ruolo sempre più incisivo nel sistema sanitario, oggi per esercitare la professione devono conseguire una laurea in Scienze infermieristiche ed essere iscritti all’Ordine Professionale, attualmente 102 in Italia.

Per la Dott.ssa Barbara Mangiacavalli, Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (FNOPI, istituito con la Legge Lorenzin, ‘Delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali nonché disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della salute’, Legge 11 gennaio 2018 n.3, entrata in vigore il 15 febbraio 2018), già Collegi IPASVI, (acronimo di Infermieri Professionali, Assistenti Sanitari e Vigilatrici d'Infanzia), “…dobbiamo promuovere una nuova cultura nella professione e nel garantire sicurezza agli operatori: l’infermiere deve pensare al cittadino ed essere sereno e sicuro nella professione”.