Siete pronti ad esporvi al sole?

Rischi e benefici della tintarella: come proteggersi dai danni dei Raggi Ultravioletti di tipo A e B, meglio conosciuti come raggi UV-A e UV-B?

di Regina Geloso

uomo sdraiato che prende il sole al mare

Tempo di vacanze o, quanto meno, di giornate al mare o in montagna. L'esposizione al sole va sempre bene? Quali sono i rischi per la nostra salute?

Diversi sondaggi hanno messo in evidenza di come gli italiani, per fortuna, oggi siano sempre più consapevoli di un aumento dei casi di tumori della pelle e della necessità di una diagnosi precoce per evitare seri pericoli per la propria salute; tuttavia, nonostante sia altrettanto noto che l'eccessiva e inadeguata esposizione al sole possa costituire un fattore di rischio, soltanto la metà si protegge quando si espone al sole. Troppi, convinti di non essere a rischio, ad esempio per la carnagione scura, non si preoccupano.

Un altro errore molto comune, spiega Prof.ssa Daniela Bianchini Dirigente Medico di Dermatologia del Policlinico Umberto I in una intervista a TV2000 “è sottovalutare l’età pensando che, arrivati ad una certa età, non sia più importante proteggersi. Non è assolutamente così. La pelle è il più grande organo del nostro corpo e, in un certo senso, presenta il conto. Spesso, parlando di invecchiamento della pelle ad esempio, si considera solo il cronoaging cioè l’invecchiamento dovuto all’età, ma ne esiste un secondo: il fotoaging, dovuto all’esposizione al sole”.

I danni del sole, diretti ed indiretti

“L’eccessiva esposizione al sole o anche una esposizione scorretta, come quella nelle ore più calde o in generale senza adeguata protezione, sono sempre dannose. Il sole va considerato come una terapia e come tutte le terapie deve avere il dosaggio giusto”.

Il danno delle radiazioni solari può misurarsi in diretto ed indiretto:

  • diretto - i raggi UVB, rimangono più in superficie e stimolano la produzione di melanina; “fanno un danno diretto al DNA cellulare e lo modificano predisponendolo ad un percorso verso il cancro. La possibilità che ciò accada è ovviamente relativa non ad una esposizione moderata, quanto piuttosto ad una esposizione continua. Le creme, in questo ci aiutano, schermandoci
  • indiretto - i raggi UVA, penetrano più in profondità e sono responsabili di un danno indiretto, “provocano cioè un danno di tipo infiammatorio. Ma l'infiammazione è noto, anche a carico di altri organi, è l'anticamera della neoplasia”.

Come proteggersi?

In affiancamento alle raccomandazioni di non esporsi mai nelle ore centrali della giornata e mai per un tempo prolungato, la protezione di tipo fisico è senza dubbio un buon metodo di protezione aggiuntiva: abbigliamento adeguato, dunque, occhiali da sole e cappello.

Anche perché “lo schermo cosiddetto totale non esiste. Noi suggeriamo sempre di preferire la protezione 50 e di applicarla più volte al giorno”. Ma le creme solari sono studiate per schermare la nostra pelle da ustioni ed eritemi e limitare l’assorbimento degli UV responsabili dei tumori, solo se associate a comportamenti virtuosi, sottolinea l’esperta.

“Mettere la protezione una prima volta e poi scordarla tutto il giorno è un comportamento scorretto. Bisogna ripetere l'applicazione durante l'esposizione al sole”

Va, inoltre, sempre valutata l'ora solare (dunque le 16 dell'orario estivo -ora legale - corrispondono alle 15 dell'ora solare!) ed escludere le ore più calde.

Non solo creme

Esiste anche un tipo di “fotoprotezione per bocca, a base di antiossidanti. Esiste da tanti anni, ma la sua composizione sempre più sofisticata ed attenta, aumenta la protezione dal danno infiammatorio”. Ma attenzione, non è sufficiente prenderli qualche giorno prima: “gli antiossidanti per via orale vanno assunti a partire da circa 4 settimane prima dell’esposizione al sole, per preparare il corpo”.