I pericoli nascosti della fibrillazione atriale

Questa aritmia cardiaca, che in Italia colpisce oltre un milione di persone ed è la più frequente tra quelle di rilevanza clinica, aumenta di 4 volte il rischio di ictus cerebrale

di Regina Geloso

fibrillazione atriale, visita medico

La fibrillazione atriale colpisce soprattutto gli ultrassessantacinquenni, che in Italia rappresentano circa un quarto della popolazione e, più in generale, la sua prevalenza è strettamente correlata all'età. La rilevanza clinica della FA è determinata in larga parte dal fatto che è uno dei più importanti fattori di rischio per ictus cerebrale (se ne registrano 200mila casi l'anno solo in Italia); patologia quest'ultima, che rappresenta la prima causa di disabilità nel soggetto anziano, la seconda causa di morte e di demenza nei paesi occidentali. 

"La fibrillazione atriale è spesso particolarmente grave in quanto l'attivazione elettrica rapida e apparentemente caotica del tessuto atriale aumenta il rischio di formazione di trombi, che possono portare ad ischemie ed ictus", dichiara a tal proposito Prof. Antonio Ciccaglioni, Reponsabile dell'Unità Operativa di Elettrostimolazione ed Elettrofisiologia, Policlinico Umberto I di Roma

Uno studio recentemente pubblicato ha dimostrato, infatti, che i pazienti con fibrillazione atriale avevano con frequenza significativamente maggiore una diagnosi di ipertensione arteriosa, precedente infarto miocardico, scompenso cardiaco, altra aritmia cardiaca, iperglicemia, diabete mellito, ipercolesterolemia, consumo di alcol e alterata funzionalità renale. Inoltre, in questi soggetti si era già verificato un ictus cerebrale, con una frequenza 4 volte superiore ai soggetti senza fibrillazione atriale (Progetto FAI: la fibrillazione atriale in Italia).

Quali sono i sintomi?

I principali campanelli d'allarme sono:

  • palpitazioni,
  • scompensi cardiaci,
  • dolori al petto e sincope

"Si tratta di sintomi che possono assumere varie intensità: per questo è importante sottoporsi periodicamente ad un controllo cardiologico. Gli opportuni esami e l'aiuto degli esperti possono diagnosticare questi problemi cardiaci e curarli meglio.

Negli anziani, solitamente, è più semplice mettere in evidenza sintomi e problematiche. Al contrario, soprattutto nei giovani, l'aritmia è pericolosa perché si manifesta anche in modo asintomatico. Ecco perché è fondamentale, per tutti, eseguire controlli cardiologici di tipo periodico". 

Come fare la diagnosi

Purtroppo non è infrequente che la FA non venga diagnosticata e che la prima diagnosi avvenga in concomitanza di un ictus invalidante, quando ormai il paziente è vittima di un evento vascolare maggiore, con gravi conseguenze sia sull’aspettativa che sulla qualità di vita.  

Gli accertamenti che vengono effettuati sono, in genere:

  • l'elettrocardiogramma base
  • l'Holter, elettrocardiogramma dinamico
  • l'ecocardiogramma

"Questa importante serie di accertamenti testimonia al meglio quanto tali problematiche cardiache siano, talvolta, difficili da diagnosticare, specialmente se asintomatiche".

Come curare la fibrillazione atriale?

Le strategie terapeutiche che possono essere adottate in risposta a questa condizione, spiega l'esperto in una sua intervista a La Repubblica, sono generalmente di tre tipi: 

  • la cura farmacologica, che vuole prevenire gli episodi più gravi, 

"i farmaci anticoagulanti attualmente disponibili consentono una notevole riduzione del rischio di ictus nei giovani come negli anziani" 

  • la terapia elettrica, tramite ablazione a radiofrequenza, 

"le terapie di tipo elettrico, dette anche ablative, possono davvero fare molto per quei pazienti per i quali non si rivela sufficiente la cura farmacologica. Le scariche elettriche cui viene sottoposto l'atrio di sinistra, infatti, permettono di regolarizzare il ritmo cardiaco, ottenendo il medesimo effetto dei farmaci.
L'utilizzo di questa tecnica riesce a risolvere la fibrillazione atriale e il conseguente rischio di trombi, ischemia e ictus in molti dei pazienti"

  • la regolamentazione tramite farmaci, che agiscono in situazioni croniche

"il trattamento tramite farmaci, nelle situazioni ormai croniche ha il pregio di regolarizzare il battito del paziente, consentendogli di convivere con questa problematica".

"La scelta della terapia più corretta, per ogni paziente, viene effettuata in relazione a diversi fattori, che possono incidere allo stesso tempo sul paziente. Età, tolleranza emodinamica, entità dei sintomi, epoca di insorgenza della fibrillazione ed eventuale storia di recidive precedenti, sono alcuni dei fattori da tenere in grande considerazione. Non vanno dimenticate, inoltre, le dimensioni degli atri e la presenza di rimodellamento strutturale, oltre alla tolleranza ai farmaci antiaritmici e anticoagulanti da parte del paziente".

La fibrillazione atriale può essere dunque finalmente curata tramite diagnosi e terapie, negli anziani come nei pazienti più giovani. Fondamentale però è sotoporsi a periodici controlli e aderire alla terapia prescritta.