Di più, insieme

Il presente ed il prossimo futuro è all'insegna di un nuovo progetto di collaborazione tra Sanità Militare e Civile, presentato in occasione del 185° anniversario del Corpo Sanitario dell'Esercito

di Regina Geloso

Lo scorso 7 giugno si è celebrato il 185° anniversario della costituzione del Corpo Sanitario dell'Esercito, istituito con Regio Decreto nel 1833.

Commemorazione che si è svolta nell'Aula Magna dell’Università degli Studi di Roma “Sapienza” alla presenza di una sala gremita e di una prestigiosa platea in rappresentanza delle massime cariche di Istituzioni Militari, Sanitarie Civili, Universitarie e Religiose. La scelta di questa sala è stata profondamente simbolica, a voler rappresentare la sempre più stretta collaborazione sinergica tra sanità militare, sanità civile, istituzioni e università. Collaborazione che tutti concordano essere necessaria, oltre che auspicabile, sia perché l’evoluzione continua dei saperi e delle tecnologie determina una rapida obsolescenza della conoscenza e degli strumenti a disposizione, dunque la necessità di un continuo aggiornamento, sia perché in termini operativi lo scambio di competenze ed esperienze reciproche è un plus sempre più irrinunciabile.

La situazione attuale, spiega il Comandante di Sanità e Veterinaria dell’Esercito, Maggior Generale Antonio Battistini “ha richiesto una accelerazione dei nostri processi formativi, ha richiesto di maturare rapidamente delle capacità e delle competenze che ci mettessero in grado in termini di dotazioni, attrezzature e competenza clinica di poterci esprimere per la cura dei nostri militari in contesti non permissivi. Una sfida importante che stiamo affrontando con il supporto del SSN, delle Università, del Ministero della Salute, perché siamo a tutti gli effetti una espressione del sistema Paese che viene proiettata all’estero”.

Processi formativi che, come ha ribadito nella sua lectio magistralis Prof. Eugenio Gaudio, Magnifico Rettore “Sapienza”, Università di Roma, hanno subito nel corso dei secoli notevoli cambiamenti anche di approccio.

“Già nel XVIII secolo si è acceso un dibattito sulla formazione medica, da un modo antico di trasmettere le conoscenze all’approccio empirico, anatomico e sperimentale. L’accesso a fonti in rapida evoluzione, come internet, richiede una selezione dell’informazione da trasmettere e dall’altra parte un’analisi critica delle fonti di informazione: il sapere si specializza, si parcellizza e subisce una rapida obsolescenza. Da qui la necessità di una formazione continua.

La formazione knowledge-based deve essere integrata con una skill-based, in un naturale passaggio che l’Università sta compiendo dall’insegnare la medicina all’insegnare come si fa il medico. L’interdisciplinarietà e la flessibilità devono muovere l’agire del medico nel rispetto del motto sapere, saper fare saper essere”.

Il protocollo d’intesa tra Sanità Militare e Sanità Civile

“La Regione Lazio ha stipulato con la Sanità Militare due protocolli d’intesa - dichiara Vincenzo Panella, Direttore Generale del Policlinico Umberto I - che prevedono un uso pieno delle strutture regionali e la riutilizzazione di una parte dell’Ospedale Celio da parte della Regione, quindi gli ospedali regionali, mettendo a disposizione 40 posti letto, qualora si dovesse presentare la necessità”. Protocollo che, d’altra parte, consentirà ai medici militari “di operare su alcuni discipline particolarmente utili per i teatri nei quali l’esercito opera all’estero, potendo addestrarsi e continuare il loro training anche presso strutture ospedaliere. In tal senso il nostro Policlinico è riferimento prioritario in quanto al suo interno sono presenti tutte le specializzazioni che sono state riportate nel protocollo d’intesa, e riguardano soprattutto ematologia, traumatologia, medicina d’urgenza, chirurgia, oculistica, ortopedia ovvero quelle specialità nelle quali si è più coinvolti anche nei teatri all’estero”.

Assistenza sanitaria come cura e strumento di coesione sociale

“Oggi, come ieri – dichiara nel suo intervento l’Ispettore Generale della Sanità Militare Maggior Generale Aldo Nicola Sebastiani - la nostra missione professionale è quella di sostenere la salute dei nostri militari in qualsiasi circostanza e in qualsiasi luogo e farla con coraggio, rispetto, generosità, dedizione del servizio e professionalità”.

Missione che, aggiunge il Maggiore Generale Battistini, “non si limita solamente a curare, ma si estende anche ad implementare le risorse alimentari a beneficio delle popolazioni, perché la nostra componente veterinaria è molto attiva nella cura e nella vaccinazione del bestiame. Siamo di fatto degli operatori sanitari che diventano anche uno strumento della ricostruzione della coesione sociale in aree fortemente critiche ed ostili”.

“Compiti – conclude - di cui siamo molto fieri, che cerchiamo di assolvere al meglio e che possiamo onorare con il supporto di tutte le istituzioni”.

A dar lustro alla commemorazione, alla presenza della Bandiera di Guerra del Corpo Sanitario dell’Esercito e del Gonfalone di Roma Capitale (decorato di medaglia d’oro al valore militare), il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, Generale di Corpo d'Armata Salvatore Farina che, nel suo intervento a chiusura della celebrazione, ha ringraziato tutti gli appartenenti alla sanità militare per il loro operato in Italia e all’estero; lavoro basato su principi e valori racchiusi nei due impegni che ogni medico militare assume nei confronti della Patria e della professione medica con il giuramento d’Ippocrate. Ha poi sottolineato come la sanità militare stia vivendo un processo di integrazione con il sistema Paese in chiave interforze e come l’Esercito Italiano sia in prima linea in questo processo. Ha poi ricordato i tanti progetti già realizzati e quelli in via di realizzazione grazie agli sforzi sinergici e concreti da parte di tutti i soggetti istituzionali per fare sempre di più insieme. “Di più insieme come sistema Paese, come esercito e colleghi delle Istituzioni universitarie e del sistema salute, di più insieme in campo internazionale e tra le diverse componenti dell’esercito. Il mio impegno è che tutti questi sforzi siano sinergici e concreti. Di più insieme anche tra di voi, operatori della sanità”.

Durante la cerimonia, a cui era presente anche il Comandante Logistico dell'Esercito, Generale di Corpo d'Armata Luigi Francesco De Leverano, sono state consegnate due croci di bronzo al merito dell’Esercito a medici militari che si sono particolarmente distinti nelle attività svolte in contesti operativi all’estero. L’evento si è concluso con la conferenza sul tema “Le sfide internazionali della Sanità Militare”.