Il bisogno di esser presi per mano

A volte nella malattia il primo sospiro di sollievo non arriva quando si comincia a stare meglio, ma quando qualcuno ti tende la mano e ti aiuta a capire cos'hai.

di Regina Geloso

medico tiene la mano del paziente

Una bambina che non cresce e la preoccupazione di due genitori che non sanno come poter aiutare la propria figlia e quanto ‘è lecito’ preoccuparsi, quanto invece sono solo paure infondate.

Per questo si rivolgono a dei centri specializzati ma, nella lettera che ci scrivono i genitori, la soluzione sembra ancora lontana. Ad un certo punto, ad anni di distanza, arrivano al Reparto di Endocrinologia Pediatrica del Policlinico “Umberto I” di Roma, diretto dalla Prof.ssa Maria Segni.

Ascoltate la mia voce!

“Nel corso degli anni, dopo aver sottoposto nostra figlia a numerosissime visite specialistiche presso altri prestigiosi centri endocrinologici di Roma per un problema di rallentamento della crescita, segnalato da noi genitori e sempre invece considerato inesistente, abbiamo avuto la fortuna di incontrare la Prof.ssa Maria Segni e la Dott.ssa Ida Pucarelli presso il reparto di Endocrinologia pediatrica dell’ospedale Umberto I di Roma”, scrivono i genitori della piccola Martina (nome di fantasia per privacy).

Camminare insieme

Qualcosa finalmente cambia. Perché quando qualcuno ti prende per mano e ti dice che ti aiuterà a risolvere il tuo problema, al meglio delle proprie possibilità, ti torna l’energia per camminare, per iniziare un nuovo percorso.

“Le dottoresse, con scrupolosa cura ed attenzione, con grande professionalità e delicatezza nei confronti della bambina, hanno esaminato e studiato la problematica, fino ad ora sottovalutata. Tempestivamente la bambina è stata sottoposta ad approfondite e accurate ricerche diagnostiche e, individuata la patologia, è stato immediatamente messo a punto dalla Prof.ssa Segni un piano di terapia, che già dai primi mesi si è rivelato efficace.

Vogliamo, pertanto, pubblicamente ringraziare la Prof.ssa Maria Segni e la Dott.ssa Ida Pucarelli per aver preso nella giusta considerazione il caso di nostra figlia, per l’impegno, l’accuratezza e la competenza con cui la stanno curando, nonostante le note difficoltà in cui attualmente versa la Sanità pubblica italiana”.