Innovazione terapeutica e sostenibilità del SSN

Un gioco di squadra è la sfida per raggiungere l'obiettivo di far stare meglio i malati

di Alessandra Binazzi

Convegno sostenibilità del SSN presso La Sapienza

Sono anni che si discute della sostenibilità del nostro Servizio, o Sistema, Sanitario Nazionale (SSN), in particolare per la preoccupazione sempre più pressante per l’esiguità delle risorse, le spese in costante aumento - soprattutto nel settore farmaci e tecnologia - l’invecchiamento della popolazione, l’aumento della cronicità, etc. 
L’innovazione terapeutica mal si contempla in un panorama del genere perché potrebbe configurarsi come un ulteriore impedimento al contenimento di una spesa pubblica per la quale, comunque, una quota “giusta” non esiste.
Se ne è parlato il 17 maggio scorso all’università romana ‘Sapienza’, in un dibattito incentrato su ‘Innovazione Terapeutica e Sostenibilità del SSN… Interessi in Conflitto, Interessi Allineati: il caso dell’Oncologia'.

Mettere a sistema le responsabilità

Il nostro “è un sistema che ha dato molto. Eventuali defaillance creerebbero un vero disagio sociale e un rischio socio politico da non sottovalutare”. Esordisce così il prof. Eugenio Gaudio che in quanto rettore della prima università romana, Sapienza, rimarca subito le responsabilità di pertinenza da mettere a sistema: 

  • la formazione dei medici, 
  • i contributi alla ricerca - “oggi sempre più applicabili nel campo della scienza della vita alla cura del malato”-, 
  • il coordinamento tra i tre ospedali d’insegnamento, legati alla Sapienza, Umberto I, Sant’Andrea e Polo Pontino di Latina. 

Fatte salve le basi organizzative solide, il Rettore ha parlato di “sinergia forte” (non solo in house, tra i tre Poli, ma anche all’esterno) molto utile, ad esempio, nel campo più delicato della medicina moderna, la malattia oncologica. 

“È una sfida che vale la pena di essere combattuta – ha sottolineato – ma siamo sicuri che l’ottimismo della volontà, che ha sempre avuto la meglio sul pessimismo della ragione, sarà in grado di dimostrare che è una sfida possibile e vincente. Soprattutto che ha un unico obiettivo: far stare meglio i malati”. 

Così come la ricerca oggi non è più interdisciplinare ma transdisciplinare “il medico che risolve da solo i problemi non esiste più”. 

”Dobbiamo quindi stare in rete tutti insieme, non in maniera virtuale ma cosciente. Con spirito di collaborazione, consapevoli dei propri limiti ma anche delle proprie responsabilità. Sono sicuro – ha concluso Gaudio -  che con intelligenza, generosità e cuore avremo qualche ottimo risultato da commentare a breve”.

Da Bruxelles un segnale forte e chiaro

Il dibattito che ha animato l’aula multidisciplinare della Sapienza per Walter Ricciardi, presidente Istituto Superiore Sanità (ISS),  è “uno dei tentativi per allineare gli attori protagonisti intorno a un tavolo, in uno scenario estremamente complesso”. Perché, osserva: “Da Bruxelles, nel nuovo bilancio 2022/27 un segnale più di tutti appare forte e chiaro: i Paesi se la devono vedere da soli. La salute dopo 10 anni di enfasi nello scambio comunitario e nel tentativo di attenuare attraverso la collaborazione tra Stati quelle situazioni che i paesi piccolissimi o poveri non possono affrontare, come nel capo dell’oncologia ad esempio, l’UE fa capire che gli sforzi comuni saranno riservati alla ricerca, al fondo sociale, alla connettività, alle nuove tecnologie. Ma all’assistenza sanitaria ognuno pensi per sé”. 

Questo per l’Italia significa che le Regioni se la devono vedere ognuna per la sua parte, mentre si sa che la frammentazione non è una conditio adeguata a sfide importanti. Ricciardi ha fatto l’esempio degli Stati Uniti d’America, il Paese più ricco al mondo, dove il Pil corre verso il 20 per cento. “Eppure non riescono ad aggregarsi per risolvere problemi come gravidanza e nascita, con la conseguenza che la mortalità per parto è troppo elevata per un Paese così avanzato”.

Per il presidente dell’ISS deve essere corretto lo scenario iniziale, allineando Istituzioni, professionisti e cittadini: “È il momento di essere pro-attivi, per scongiurare ad esempio quello che succede in Gran Bretagna dove oltre all’umiliazione dei professionisti nella sanità, ai quali si chiede di lavorare di più con stipendio inferiore, i malati subiscono l’interruzione di terapie, come quelle oncologiche, per mancanza di personale”.  

“È positivo invece che in Italia tutte forze politiche in Parlamento siano a favore dell’attuale sistema di erogazione di assistenza. Allora – conclude Ricciardi - reimmettiamo nel SSN tutte quelle risorse che gli sono state tolte, paghiamo meglio il personale sanitario, integriamo il territorio con ospedale. Cerchiamo, insomma, di garantire il miglioramento delle condizioni di lavoro. Cosa occorre? Allinearsi per realizzarlo”. 

‘Sinergia’ il leitmotiv della prima delle due giornate su innovazione per la sopravvivenza del SSN

Ad integrare il dibattito il prof. Mario Melazzini, direttore generale AIFA, agenzia italiana farmaco, pienamente consapevole della serie di “sfide poste dalla crescente domanda di assistenza, legata in particolare alla cronicità, dalle novità farmacologiche emergenti e dalla difficoltà di liberare risorse e rendere più efficiente la macchina organizzativa della Sanità”.

“Siamo pronti ad affrontare la consequenzialità di tutto ciò con strumenti diversi ma in un’ottica di interazione e lavoro sinergico – istituzioni, mondo accademico e mondo delle professioni – per dare ai pazienti le risposte che diversamente non riusciremmo a dare. 

Oggi ci troviamo sempre più spesso davanti a pazienti cronicizzati ed altri potenzialmente guariti grazie a ricerca e sviluppo che hanno messo a disposizione strumenti terapeutici incredibili. Che sono sì dei forti investimenti, ma non vanno visti come semplici costi.

Si tratta quindi, con un lavoro di gruppo interattivo – ha osservato Melazzini - di capire quanto questo investimento comporti in termini di ritorno/risparmio. Questo, per un potenziale reinvestimento in tutto ciò che è sistema, per garantire la sostenibilità di questo bellissimo SSN che ha ormai 40 anni di vita”.

I fondi nel tempo si assottigliano, diminuendo progressivamente i fondi statali destinati a welfare e cure. Come continuare, allora, a sostenere tutto ciò che è innovativo ed efficace e deve necessariamente essere disponibile in modo omogeneo per tutti i pazienti?
Per il dg dell’AIFA il punto di arrivo è lo stesso dei suoi illustri predecessori: “Le risposte si possono avere solo con un gioco di squadra. L’interazione diretta, il confronto, l’interpretazione e l’utilizzo dei dati sono fondamentali per una corretta programmazione, per gestire in maniera corretta la spesa farmaceutica e costruire modelli nuovi utili a soddisfare i reali bisogni dei cittadini”.