Come vogliamo il Policlinico del futuro

Il DG del Policlinico Umberto I di Roma incontra oltre 120 responsabili medici dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria per fare il punto sulla situazione e presentare il piano di rilancio

di Alessandra Binazzi

Economisti della Bocconi ed esperti in sanità dicono che il Servizio Sanitario Nazionale è appeso a un filo e ancora non si riesce a capire come in una situazione di contrazione di risorse, sia finanziarie che di personale, riesca a rimanere in piedi. In questo panorama di incertezza per il futuro rientra anche il vecchio Policlinico romano inaugurato ai primi del Novecento. L’azienda ospedaliero-universitaria Policlinico Umberto I ha fama internazionale grazie ai nomi prestigiosi di medici e professori universitari che lo hanno fatto grande. I numeri – 1200 posti letto, oltre 5000 dipendenti, un traffico di 20 mila persone al giorno, un milione di prestazioni sanitarie anno, ecc. – danno di per sé la misura della dimensione e della vivacità di questa struttura sanitaria, forse la più grande d’Europa, che il direttore generale Vicenzo Panella ha sottolineato più volte essere “piena di potenzialità come un grande ospedale di un grande Ateneo”.

La complessità del Policlinico Umberto I

Una realtà molto complessa già nei diversi aspetti, da quello logistico (46 gli edifici interni e 8 le strutture esterne) a quello gestionale, che ha necessità di una impostazione più razionale. E questo il dottor Panella, già a capo della Direzione regionale Salute e politiche sociali della Regione Lazio, lo sa bene perché lo sta studiando a fondo da quando ha preso le redini dell’Umberto I nel dicembre 2017.

Nell’incontro con i direttori delle numerose Unità Operative dell’Umberto I, il 16 maggio scorso, il Direttore Generale ha messo a fuoco le necessità di un rilancio dell’Azienda che, come tante altre, è in sofferenza per un disavanzo economico che ha risentito negli ultimi anni di entrate stabili a fronte di costi essenziali – in particolare quelli per farmaci, attrezzature sanitarie e personale - che continuano ad aumentare.

“L’assistenza ai pazienti si fa coi soldi, e il Policlinico Umberto I vive attualmente una situazione non bellissima. Ciò che occorre ora, da subito, è incominciare a fare un recupero di efficienza con un piano che includa sia una quota di miglioramento dei risultati economici sia una quota di miglioramento degli esiti di salute”, ha osservato Panella davanti ad una platea di oltre 120 responsabili medici.

Ristrutturazione esterna e.. interna

Evidentemente per l’efficienza occorrono anche i soldi; altrettanto evidentemente essa non dipende soltanto da questi, ma altresì dalla corretta organizzazione dell’attività assistenziale che necessita anche di ambenti adeguati.

Proprio quest’ultimo profilo “ci sono alcune buone notizie”, ha annunciato Panella: “Finalmente il grande piano di ristrutturazione del Policlinico partirà già durante l’estate con i primi progetti esecutivi approvati. L’anno prossimo, quindi, cominceremo a vedere all’interno dell’area Policlinico i vari cantieri”.

“Sarà questo un primo passo, visto che anche la qualità del contenitore non è indifferente. Ovviamente, come abbiamo già detto, ci sarà anche da lavorare sulla qualità del contenuto per migliorare l’organizzazione, per stabilizzare il precariato, per internalizzare alcune funzioni importanti che oggi invece abbiamo all’esterno”, ha aggiunto.

La sinergia tra Policlinico, Sapienza e Regione Lazio come prima risorsa

“Dobbiamo posizionare strategicamente il Policlinico nel futuro. E questo è un obiettivo che ha bisogno anche di un lavoro basato sulla collaborazione quotidiana tra Servizio Sanitario Regionale e Ateneo. Credo che in un momento del genere, per le esigenze che ha l’Umberto I la qualità di questa relazione, la sinergia tra Sapienza, Regione Lazio e Umberto I sia la prima delle risorse necessarie, forse più importante di quelle finanziarie e di quelle tecnologiche”.

Quale assistenza vogliamo per il Terzo Millennio?

Per il Magnifico Rettore della Sapienza, Eugenio Gaudio, l’unico obiettivo da perseguire per raggiungerla è “fare lavorare meglio il capitale umano presente all’interno dell’Umberto I perché è l’unica certezza di enorme valore”.

“Oggi che abbiamo una qualità di management a livello massimo, con una perfetta sintonia con l’istituzione regionale, questa azienda che ha il duplice obiettivo di formazione di qualità e di elezione deve continuare in questa direzione per essere riposizionata, da un punto di vista dell’efficienza della qualità operativa, a livello europeo”.

“L’ambizione di questo sforzo – ha concluso Gaudio – deve essere l’ambizione di tutti noi”.

D’accordo sul punto anche il direttore sanitario dell’azienda Ospedaliera Umberto I, Ferdinando Romano, consapevole di trovarsi oggi davanti ad una situazione impegnativa per far fronte alla quale “occorre un impegno globale e un impegno individuale”. Non deve però mancare l’ottimismo sulla possibilità di raggiungere presto e bene buoni risultati, perché “la competenza professionale c’è tutta – ne è certo il prof. Romano - dobbiamo solo qualificarci meglio. E la responsabilità perché tutto all’interno del Policlinico funzioni meglio deve essere distribuita su tutti, tutti abbiamo meriti ma la responsabilità va divisa. Il sistema si può cambiare anche in tempi brevissimi, basta volerlo”.