L'epilessia non è una malattia mentale!

A causa di pregiudizi ancora radicati, questo disturbo neurologico viene considerato in modo errato una malattia mentale.

di Roberta Manfredini

Solitudine e disagio psichico di una bambina epilettica

L’epilessia, dal greco epilambanein, ‘essere sopraffatti, essere colti di sorpresa’, è caratterizzata dalla predisposizione ad avere crisi epilettiche (espressione di un’alterata funzionalità dei neuroni cerebrali) che tendono a ripetersi nel tempo in modo spontaneo, con frequenza diversa e non prevedibile.

Questa patologia cronica che interessa tutte le età ed ha forme molto diverse tra loro, è una delle più diffuse malattie neurologiche ed è riconosciuta dall’OMS come malattia sociale, ma non è una malattia mentale!

I pregiudizi verso l’epilessia spesso nascono dall’ignoranza, nel senso di ‘ignorare’ la vera natura di questa condizione, e per sconfiggerli è necessario percorrere la strada della conoscenza.

Ne parliamo con il Prof. Oriano Mecarelli, Presidente della Lega Italiana Contro l’Epilessia (LICE) e Responsabile del Centro per la Cura dell’epilessia presso la Neurologia A del Policlinico Umberto I di Roma.

L’epilessia è una patologia cronica di cui soffre un italiano su 100

“In Italia quasi una persona su 100 soffre di epilessia. Si stima che nel nostro Paese l’epilessia colpisca circa 500.000 persone, con 30.000 nuovi casi l’anno; ha un picco di incidenza in età infantile e adolescenziale e, tra i bambini, la fascia di età più a rischio è quella sotto l'anno (130 casi su 100.000); inoltre, con l’aumento dell’età di vita, sono sempre più frequenti anche i casi di dell’anziano. L’epilessia quindi è una patologia cronica che interessa tutte le età della vita e che spesso accompagna l’individuo per gran parte della sua esistenza”.

Come e perché si scatena una crisi epilettica

I neuroni comunicano tra loro grazie a scambi biochimici che si traducono poi in correnti elettriche.

I neuroni, per cause diverse, (es. per fattori genetiche, traumatici, febbrili, per carenza di sonno o abuso di alcol e droghe) possono diventare ‘iperattivi’. Tra i fattori che possono determinare questa iperattività:

  • fattori genetici,
  • eventi traumatici,
  • stati febbrili,
  • carenza di sonno
  • abuso di alcol e droghe.

In questi casi possono scaricare impulsi elettrici in modo eccessivo, provocando una crisi epilettica.

Come si manifestano le crisi epilettiche

Le crisi si manifestano con sintomi diversi in relazione alla funzione cerebrale ad essa correlata e non sempre c’è una compromissione della coscienza.

Invece, nella forma generalizzata detta tonico-clonica (conosciuta come crisi di Grande Male), la persona perde coscienza improvvisamente, cade a terra irrigidito (fase tonica) e, successivamente, è colto da scosse in tutto il corpo (fase tonico-clonica) e potrebbe mordersi la lingua o perdere il controllo degli sfinteri.

Quale differenza tra epilessia e crisi epilettica?

“Con il termine epilessia si intende un disturbo neurologico caratterizzato da un'imprevedibile periodicità del verificarsi di crisi epilettiche.

Con il termine crisi epilettica si intende una varietà di sintomi neurologici dovuti a una scarica elettrica anomala, sincronizzata e prolungata, di cellule nervose della corteccia cerebrale”.

Ancora oggi l’epilessia è una patologia che fa paura!

“L’epilessia non è una malattia mentale, sebbene a causa di pregiudizi ed ignoranza molto radicati spesso venga considerata tale. Ciò si può tradurre in atteggiamenti discriminatori verso le persone con epilessia che frequentemente non denunciano la loro patologia e possono sviluppare un disagio psichico”.

Come aiutare chi ha una crisi epilettica?

Per aiutare le persone affette da questo disturbo è necessario sapere cosa possiamo e cosa non dobbiamo fare quando si assiste ad una crisi epilettica.