Provo lo stesso dolore dei miei pazienti

Non è tanto per dire. Joe Salinas, neurologo del Massachusetts General Hospital, può davvero provare il dolore delle persone come se fosse il proprio

di Regina Geloso

sinestesia del tocco a specchio

Se vi sembra surreale che una persona, guardandone un'altra essere toccata, possa sentire - letteralmente - il dolore che prova, ad esempio mentre viene medicata per una ferita, la storia di Salinas vi sorprenderà.

Joe Salinas, di Boston, scoprì questa sua 'dote' circa dieci anni fa quando purtroppo dovette assistere alla morte di una persona per arresto cardiaco. 

"Mentre vedevo che gli praticavano il massaggio cardiaco, potevo sentire la mia schiena stesa sul linoleum del pavimento, la compressione sul mio torace;  quando lo intubarono ebbi la sensazione che il tubo del respiratore raschiasse la parte posteriore della mia gola", racconta. 

Quando il paziente muore 30 minuti dopo, Salinas prova "un inquietante silenzio. Avevo la completa assenza di sensazioni fisiche". Da allora queste sensazioni divennero progressivamente più forti e vivide. Nel 2008 era uno studente di Medicina ad Harvard, così sentiva il taglio del bisturi, seguito da calore e agitazione per vedere i suoi organi interni.

Sinestesia del tocco a specchio 

La sinestesia, condizione piuttosto diffusa, è la capacità che ha un individuo di percepire contemporaneamente - a seguito di una singola stimolazione -  due eventi sensoriali distinti. Così, ad esempio, la musica ha un gusto e le lettere un colore. 

"La sinestesia è un incrocio tra input sensoriali. Ognuno di noi è sinestetico. Il sapore, infatti, è la fusione di stimoli che arrivano dall'odorato e dal gusto", spiega Prof. Fabio Babiloni del Dipartimento di Medicina Molecolare dell'AOU Policlinico Umberto I - Sapienza, Università di Roma in una intervista ad ANSA Roma. 

"Alcune persone però vanno oltre questo, e vedono per esempio le forme delle lettere con colori o note musicali. Nel loro cervello - continua Babiloni - si attivano simultaneamente le aree cerebrali di lettere e colori, mentre nel resto delle persone se ne attiva una sola.  Questo tipo di sinestesia è presente nel 2-3% della popolazione".

Joe Salinas, invece, vivrebbe quella che gli studiosi della Goldsmith University hanno definito, una decina d'anni fa, sinestesia del tocco a specchio (mirror-touch pain), per la quale una persona può percepire sensazioni tattili osservando un'altra persona che viene toccata. Questo tipo di sinestesia riguarda circa l'1,6% della popolazione e può rendere le persone colpite più empatiche. 

Il benessere dei miei pazienti è il mio benessere

Fin da piccolo sapeva di essere un bambino "speciale", racconta Salinas nella sua lunga intervista alla BBC: il suono della campanella della sua scuola elementare era blu e giallo, il numero uno era giallo mentre il numero due era una persona materna di colore rosso e la lettera B era una particolare sfumatura di arancione.
Crescendo, Salinas si rende conto di avere una potente empatia con le persone ed iniziò ad utilizzare questa sua dote "per curare meglio i miei pazienti".

"In ospedale le persone spesso si sentono sole ed aiutarle ad ambietarsi può significare molto. Mi interessa molto il benessere dei miei pazienti, perchè in quel momento è anche il mio benessere".

Tutta una bufala?

Secondo la letteratura medica tutti nasciamo sinestesici. Un recente studio, infatti, ha dimostrato che spesso i bambini associano forme diverse a colori diversi. Questa fusione delle percezioni diminuisce nella maggior parte delle persone crescendo, poiché il nostro cervello rimuove le connessioni non necessarie attraverso quello che i ricercatori chiamano pruning (letteralmente potatura). "Una delle ipotesi sulle cause della sinestesia è che un pruning difettoso porti a un eccesso di connessioni", dichiara Salinas.

Tuttavia, l'opinione dell'esperto de La Sapienza,  è che quella di Salinas  sia "una sinestesia standard audio-visiva, a cui si unisce una grande capacità di somatizzare efficacemente quello che vede con il suo occhio clinico di medico. Potremmo definirla una forma di auto-suggestione informata. Finchè non è entrato a medicina, infatti, la sua sinestesia riguardava solo forme e colori".