Policlinico Umberto I: facciamo il punto per crescere

Per il DG dell'Umberto I di Roma, V. Panella, i middle manager devono essere attori protagonisti del cambiamento.

di Roberta Manfredini

Per un vero cambiamento nella gestione di un’Azienda Ospedaliero - Universitaria molto complessa come quella del Policlinico Umberto I di Roma, è necessario il coinvolgimento diretto dei Quadri intermedi, cioè dei Coordinatori delle Professioni Sanitarie che, per esempio, per gli Infermieri (categoria più rappresentata) sono i professionisti abilitati alle funzioni di Coordinamento, una volta (ma spesso ancora oggi!) Capo Sala, cioè abilitati alle funzioni Direttive.

Ne è convinto il nuovo Direttore Generale dell’Umberto I, il Dott. Vincenzo Panella che lo scorso 4 aprile ha convocato tutti i Coordinatori delle Professioni Sanitarie (infermieristiche, ostetriche, tecniche, riabilitative, ecc.) in un primo incontro generale, presso l’aula ‘Cassano’ (II^ Medica), alla presenza del Direttore Sanitario, Prof. Ferdinando Romano e del Direttore del Dipartimento delle Professioni Sanitarie, Dott.ssa Laura Tibaldi.

Si riparte da qui

Dopo aver illustrato brevemente la situazione economica e finanziaria dell’Azienda, il Direttore Panella ha sottolineato la necessità, in termini di risultati positivi per l’Umberto I, di rimettere in ordine i conti, a partire dal controllo e gestione del peso medio dei DRG, evidenziando il fatto che, rispetto ad altri Policlinici universitari di tale caratura, il Policlinico produce di meno; un esempio è dato dalla durata media della degenza ordinaria e da quella preoperatoria: la più lunga degli standard nazionali!

“Questo è un ospedale grandissimo, storico, che sta in una grande Facoltà di Medicina dell’Ateneo forse più grande d’Europa. 4.700 persone che lavorano in una realtà organizzativa complessa, difficile, piena di affanni, anche di qualche acciacco, in una Regione che è stata per dieci anni in Piano di Rientro, senza assunzioni: quindi elevamento dell’età media delle persone; è una realtà che non si può cambiare solo con una Direzione che funziona un po’ meglio!” - ha sottolineato il DG Panella.

Costruire un’idea comune di Policlinico Umberto I

“Le cose da fare sono veramente tantissime, è impossibile farle solo con gli atti formali, con le delibere perché se non si trasforma in lavoro, in cose che cambiano, è come se le persone non ci fossero e non servissero, non avessero una loro dignità, un loro ruolo. Al di là delle comunicazioni interne aziendali o disposizioni, oltre alle risorse, al cambiamento tecnologico e ad una certa lentezza nell’ introduzione di nuovi modelli organizzativi, a mio avviso, una delle cose che è mancata è stato il fatto di parlarsi, cioè semplicemente il parlarsi tutti i giorni, a fine turno, scambiarsi le sensazioni, dire agli altri quello che si pensa e condividere".

Prospettive per il futuro: ripristinare le regole

“A partire dalla riunione di oggi nasce un’attività, un percorso in cui i nostri middle manager siano parte integrante dell’Azienda, partecipino a condividere le decisioni e a costruire le soluzioni ma, successivamente, anche a praticarle, costruendo un rapporto più profondo con tutti i propri collaboratori. Si può cambiare se le 4.700 persone costruiscono, giorno per giorno, un modo differente di vedere questo ospedale, di farlo funzionare e anche di posizionarlo nel futuro”.

Nel prossimo articolo l'approfondimento sul ruolo strategico dei coordinatori delle Professioni Sanitarie, con una intervista alla Prof.ssa Laura Tibaldi.