Alcol, quanto posso bere?

Sono ultrasessantacinquenni, giovani di 18-24 anni e adolescenti di 11-17 anni, ad eccedere più frequentemente nel consumo di alcol, rispetto alle raccomandazioni del Ministero della Salute

di Redazione

giovani ubriachi

Il consumo e l’abuso di alcol fra i giovani e gli adolescenti è un fenomeno preoccupante se si considera che, chi inizia a bere prima dei 16 anni, ha un rischio 4 volte maggiore di sviluppare una dipendenza da alcol in età adulta, rispetto a chi inizia non prima dei 21 anni.

Si inizia spesso con una trasgressione, ma poi alcuni finiscono con l’avvicinarsi al binge drinking, così si chiamano le abbuffate alcoliche sempre più di moda tra i giovanissimi.

I più ‘a rischio’ secondi i dati Istat sono i frequentatori (almeno una volta al mese durante l’anno) di locali, soprattutto le discoteche. Sembrerebbero, infatti, più inclini a bere in modo non moderato.

A cambiare nel corso di questi ultimi anni non è solo l’età, ma il ‘profilo’ stesso del consumatore abituale di alcol.

"Una volta gli uomini bevevano più delle donne – spiega, infatti, Maria Luisa Attilia, responsabile clinica del Centro di riferimento alcologico della Regione Lazio all'interno del Policlinico Umberto I di Roma. Ora più diminuisce l'età e meno è evidente la differenza nell'abuso. C'è un progressivo avvicinamento da parte delle donne alle percentuali degli uomini.

L'altro dato che ci colpì da diversi studi è che vedemmo come le donne con elevata cultura bevevano di più rispetto a quelle con un titolo di studio più basso".

Non sottovalutare sintomi ed effetti a lungo termine

Molti di voi avranno visto, magari solo di sfuggita, nei locali dove vengono vendute bevande alcoliche, le due tabelle del Ministero della Salute: la tabella descrittiva dei principali sintomi correlati ai diversi livelli di concentrazione alcolemica e quella con i livelli teorici di alcolemia raggiungibili dopo assunzione di alcol.

Le tabelle sono finalizzate ad informare i frequentatori dei locali sugli effetti del consumo delle diverse quantità e tipologie di bevande alcoliche, per prevenire i danni alcolcorrelati e, in particolare, gli incidenti stradali.

Può bastare anche una birra leggera da 0,33 cl per avvertire sintomi quali la riduzione delle inibizioni, del controllo e della percezione del rischio e riscontrare anche una riduzione delle capacità di attenzione, del coordinamento motorio e dei riflessi.

Non siamo tutti uguali: stessa quantità, ma effetti diversi

Occorre inoltre ricordare che, bere ‘solo un paio di birre’ con gli amici, può non avere lo stesso effetto su di te e sugli altri. A parità di quantità di alcol consumate, infatti, individui differenti possono registrare variazioni anche notevoli nei livelli di alcolemia, in funzione di:

  • genere (con differenze tra maschi e femmine),
  • età,
  • massa corporea (magrezza o obesità),
  • assunzione o meno di cibo (se a stomaco pieno o a digiuno),
  • consuetudine con cui si assume alcol,
  • presenza di malattie o condizioni psico-fisiche individuali o genetiche,
  • assunzione di farmaci anche di uso comune (es. aspirina, antistaminici, anticoncezionali, antinfiammatori, antipertensivi, anticoagulanti, antibiotici, farmaci per il sistema nervoso).

Si può evitare?

Informazione e prevenzione sin da giovani sono due elementi chiave ed inoltre, prosegue l’esperta in una intervista ad AdnKronos "è importante non sottostimare alcune abitudini. Per esempio, a molti la birra non fa paura - mamma e papà non si spaventano -, ma non dimentichiamo che i ragazzi potrebbero sempre appartenere a quella fascia di persone predisposte ad abusare di sostanze psicoattive.

Esiste anche una predisposizione genetica: chiediamoci perché alcuni cominciano ad assumere alcolici in modo compulsivo e stabilmente. Oltre il 60% dei nostri pazienti hanno una familiarità positiva per alcolismo".

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