JuniOrchestra per il Policlinico

Tradizionale appuntamento con la solidarietà all'Auditorium Parco della Musica, a Roma.

di Alessandra Binazzi

JuniOrchestra per il Policlinico Umberto I

“È il decimo anno per questo concerto che è stato di un’importanza fondamentale per l’area dell’emergenza pediatrica perché ha permesso di sviluppare questo settore anche come immagine. Ma soprattutto di acquisire molte delle apparecchiature che quotidianamente vengono utilizzate nella terapia intensiva pediatrica che è stata inaugurata due anni fa. In previsione adesso c’è il progetto di rendere anche più accogliente il pronto soccorso pediatrico e di fornirlo di apparecchiature più moderne. Questo l’obiettivo attuale. E sono sicuro che come abbiamo fatto il resto, faremo anche questo”.

Ne è davvero sicuro il prof. Corrado Moretti, direttore della Terapia Intensiva Pediatrica del Policlinico Umberto I fino a pochi mesi fa. Tanto sicuro che da dieci anni spende entusiasmo ed energie per organizzare l’imponente e attesa manifestazione di raccolta fondi che consenta alla struttura ospedaliera di migliorare il livello qualitativo del proprio lavoro e di ridurre le difficoltà organizzative quotidiane.

Dal 2010 uno dei concerti più apprezzati della stagione dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia è quello che vede i giovani musicisti della JuniOrchestra dell’Accademia impegnati in questo spettacolo di beneficenza a favore della Clinica Pediatrica del Policlinico Umberto I di Roma. Come gli anni passati, in prossimità della ricorrenza di San Giuseppe, festa del papà, la Sala Santa Cecilia presso l’Auditorium Parco della Musica ha accolto i 432 bambini e ragazzi, dai 5 ai 21 anni, che suddivisi in cinque orchestre differenti per età e per livello, hanno suonato con grande impegno brani del grande repertorio sinfonico e cameristico insieme a musica tradizionale, elaborata e diretta da Simone Genuini e da Laura de Mariassevich (JuniOrchestra Kids), per devolvere il ricavato della serata a favore dei loro coetanei meno fortunati.

Il pregio della musica va oltre la solidarietà

“La musica aiuta ad avere una visione sintetica. Basta pensare che per suonare bisogna leggere, comprendere e muovere contemporaneamente le mani, la destra e la sinistra, in maniera armonica. Suonare è un ottimo esercizio di coordinamento psico-fisico, molto importante”.

Il Magnifico Rettore dell’Università Sapienza, Eugenio Gaudio, illustre ospite della manifestazione, conosce bene la musica perché ha studiato pianoforte da piccolo e “tutt’ora, nonostante gli impegni differenti assunti negli anni, il migliore momento della giornata è quando posso suonare o ascoltare musica”. Gaudio, professore ordinario di anatomia umana e clinica, rappresentante istituzionale sempre presente all’evento curato dalla JuniOrchestra, sottolinea i pregi della manifestazione:

“Da un lato ci sono i bambini che aiutano i bambini malati, dall’altro la cultura, nella sua espressione più bella e più alta che è la musica, che aiuta la cultura medica e aiuta i nostri operatori medici, professori, infermieri e precari, così importanti, ad avere un po’ di benzina in più nell’impegno quotidiano. Questa è la vera bellezza della serata”.

Un ‘grazie’ speciale alle famiglie dei piccoli e medi orchestranti

Per il presidente dell’accademia nazionale di Santa Cecilia, Maestro Michele dall’Ongaro, non si può fare a meno di ringraziare anche “le famiglie di questi bambini straordinari che ci aiutano a fare musica insieme”.

“Fare musica insieme – sottolinea dall’Ongaro - vuol dire disciplina, passione, ma anche partecipare alle cose della società. Come questo appuntamento, appunto, che ci consente di fare per la Pediatria del Policlinico Umberto I. Perché la musica è di tutti e può aiutare in tanti modi chi la fa, chi la insegna, chi la suona, chi l’ascolta. E diventare allo stesso tempo un sentimento collettivo che aiuta a costruire una collettività che dia poi attenzione ai più giovani, che faccia capire che la musica non è solo un passatempo ma anche un modo per dedicarsi a un futuro migliore”.

Anche la Fondazione Roma Sapienza dove il prof. Moretti è entrato da due anni come componente del consiglio scientifico, è stata coinvolta nell’annuale concerto benefico che, come spiega il presidente Antonello Folco Biagini, “trova spazio tra le numerose iniziative di lavoro della Fondazione per il sociale”. Tra i vari obiettivi raggiunti ci sono le borse di studio per studenti con disagio economico, in particolare per ragazzi dei comuni nel cratere del terremoto.

La raccolta fondi per l’Umberto I

Se sono con questa edizione dieci anni di raccolta fondi, “ci vorrebbe un pomeriggio intero per raccontare quanto questo concerto abbia aiutato le aree di emergenza pediatrica del Policlinico”, dice Corrado Moretti sempre emozionato da una manifestazione che può considerarsi sua. “Abbiamo ottenuto risultati eccezionali: abbiamo aperto la TIP (ampliata come numero di posti letto e con macchinari di eccellenza) due anni fa, adesso ci stiamo dedicando al miglioramento del pronto soccorso pediatrico affidato alla responsabilità del prof. Fabio Midulla”. I suoi occhi brillano davanti ad una sala gremita come non mai: “Mai vista una sala così piena. Grazie di cuore”, dice. E il suo auspicio è che per tutti coloro che hanno contribuito alla sua riuscita diventi “un bel ricordo rendersi conto di quanto bene hanno fatto in questi dieci anni migliorando l’assistenza di tanti bambini che hanno avuto dei momenti sfortunati”.

E ora, a tutta musica

Terminati i saluti è il momento delle trombe, dei tamburi, delle viole e dei violini. No, ancora un momento. La novità di questa edizione sono Margherita e Carla, le due ‘ragazze’ – si fa per dire, visto che l’età oscilla tra i 7 e i 9 anni - immagine del concerto, alle quali sono state affidate le raccomandazioni di rito: sigilli ai telefonini e niente foto. Ora possiamo finalmente goderci la musica per quello che è, per quello che trasmette e per quello che riesce a tirare fuori da noi.

Ricordando che il bello della musica, come dice Bob Marley, è che quando ti colpisce non senti dolore.