Il futuro della cardiochirurgia è in 3D

L'introduzione del sistema 'Heart Navigator' facilita gli interventi cardiochirurgici, rendendoli più sicuri ed efficaci per pazienti ed operatori grazie alla tecnologia avanzata

di Redazione

Nell’ottica di un ammodernamento tecnologico utile alla diagnosi e alla terapia, il Policlinico Umberto I di Roma compie un ulteriore passo in campo cardiologico con un sistema all’avanguardia per l’impianto percutaneo di valvole artificiali.

Il sistema 'Heart Navigator', nuova struttura integrata di emodinamica ed ecocardiografia donata dalla Fondazione Roma, è stato recentemente inaugurato presso il Dipartimento di Scienze Cardiovascolari diretto dal Prof. Francesco Fedele. Si tratta di un complesso di apparecchiature caratterizzate da immagini di fusione radiologiche ed ecocardiogafiche, di fondamentale ausilio diagnostico durante l’impianto percutaneo di valvole mitraliche, aortiche e nel futuro tricuspidali e di ogni altro “device” interventistico impiantato per via percutanea.

Tra le autorità accademiche e sanitarie presenti all'inaugurazione il Rettore della Sapienza Università di Roma, Prof. Eugenio Gaudio; il Direttore Sanitario del Policlinico Umberto I di Roma, Prof. Ferdinando Romano; il Direttore DAI Cardio Toraco -Vascolare, Chirurgia e Trapianto d’Organo, Prof Pasquale Berloco; il Preside della Facoltà di Farmacia e Medicina, Prof. Carlo Della Rocca; il Preside Vicario della Facoltà di Medicina e Odontoiatria, prof. Giorgio De Toma; il Direttore del DU Scienze Cardiovascolari e Respiratorie, Prof. Carlo Gaudio; il Direttore della UOC di Cardiologia, Prof. Francesco Fedele; per ‘Fondazione Roma’, il Presidente, Prof. Emmanuele FM Emanuele.

“Una tecnologia – dichiara il Direttore Sanitario dell’Umberto I - che non solo arricchisce una delle eccellenze per professionalità su scala nazionale ed internazionale, ma soprattutto dimostra una tendenza che il Policlinico comincia ad avere: ristrutturarsi, aggiornare le tecnologie, assumere personale. Segnale di una riconfigurazione complessiva del Policlinico che serve sia a mantenere la nostra Azienda Ospedaliero-Universitaria al passo con i tempi, sia a confermare/restituire quel valore di eccellenza che il Policlinico ha sempre avuto”.

Navigare il cuore virtualmente per operare

Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte a livello mondiale (circa 17.3 milioni all’anno) e si stima che nel 2030 il dato salirà in modo preoccupante, giungendo a quota 23.6 milioni di vittime.

L’allungamento della vita media dell’uomo ha fatto registrare un sensibile aumento dell’incidenza delle valvulopatie di tipo degenerativo. Parallelamente si verifica un aumento delle comorbidità che, a propria volta, facilitano l’usura e la degenerazione degli apparati valvolari.

In questi pazienti l’intervento cardiochirurgico tradizionale è spesso troppo rischioso. Proprio per questi pazienti si apre oggi un’alternativa: l’impianto percutaneo delle valvole aortica e mitralica.

“Il Sistema Heart Navigator, secondo in Italia con queste caratteristiche – spiega Prof. Luciano Agati, Responsabile UP Percorsi Terapeutici e Diagnostica Cardiovascolare, Policlinico Umberto I di Roma, che ha presentato il progetto insieme a Prof Gennaro Sardella Direttore UOS Emodinamica - permette, infatti, di lavorare con l’imaging più avanzato per la cura di tutte le cardiopatie strutturali. Integrando l’imaging ecocardiografico tridimensionale con le immagini radiologiche, consente di effettuare una sorta di navigazione virtuale all’interno del cuore, facilitando enormemente il complesso impianto di valvole artificiali a torace chiuso sia in termini di rapidità che di sicurezza. Al momento questa tecnologia viene impiegata soprattutto negli anziani, ma il futuro della chirurgia è quella di intervenire in modo sempre meno invasivo nei pazienti”.

Maggiore efficacia e riduzione delle complicanze

I primi dati provenienti dai pochi Centri al mondo già dotati di questa tecnologia, riferiscono un aumento del successo procedurale e una netta riduzione di complicanze intra e post procedurali. La nuova Sala “Heart Navigator” è attiva dal 10 Settembre 2017.

Con le nuove apparecchiature sono state impiantate in questi mesi con successo, 12 valvole aortiche (TAVI), 5 valvole mitrali (Mitral Clips), 2 Reducer in seno coronarico per il trattamento dell’angina refrattaria, 5 devices per la chiusura di forame ovale e 1 device per la chiusura di auricola atriale sinistra in paziente fibrillante ad alto rischio trombotico.

Altro dato importante: il nuovo angiografo digitale, riduce del 50% l’emissione delle radiazioni ionizzanti, con netta riduzione del rischio di cancerogenesi per i pazienti e per gli operatori.

“Le tecniche di intervento sulle valvole – spiega Prof. Sardella - sono cambiate nel tempo. La cardiochirurgia continua ad avere la sua importanza ma la cardiologia interventistica, endoscopica per via percutanea con l’introduzione di una sonda, sta sempre più prendendo piede.

Questa tecnologia ci consente di fare meglio quello che fino ad oggi abbiamo sempre fatto.. con una maggiore rapidità, efficacia e sicurezza per il paziente e per l’operatore”.

“Il progetto ‘Heart Navigator’ – sostiene il Prof. Emanuele, della Fondazione Roma - rappresenta l’ennesima testimonianza della vicinanza della Fondazione Roma alle strutture ospedaliere del territorio, per dotarle di apparecchiature all’avanguardia nel settore, affinché le crescenti esigenze della popolazione siano soddisfatte al meglio, in termini di qualità nell’assistenza e di brevità nei tempi di risposta. Non a caso, il settore della sanità e della ricerca scientifica sono da anni, grazie ad una mia diretta e specifica sollecitazione, le vere priorità d’intervento della Fondazione Roma, poiché sono ben consapevole della fondamentale importanza che l’innovazione tecnologica accompagni i progressi della scienza e della ricerca”.

Sanità e formazione all’avanguardia

Accademici e Sanitari concordano nel ritenere l’introduzione di questa tecnologia un elemento fondamentale non solo per la cura del paziente, ma anche per la formazione del personale medico.

“L’obiettivo è quello di offrire sanità e formazione sempre più all’avanguardia – dichiara, infatti Prof. Della Rocca - Bisogna coagulare queste risorse”.

“Questo incremento delle nuove tecnologie nei protocolli terapeutici – prosegue Prof. Berloco - porta benefici non solo dal punto di vista pratico ed assistenziale ma anche, come università, dal punto di vista didattico per i nostri studenti e laureati. Grazie a tutti gli operatori sanitari che si sono impegnati alla realizzazione di questa unità che porta la Sapienza e il Policlinico ai vertici dell’assistenza a Roma, nel Lazio e non solo”.

“Sono molto lieto di essere qui e poter ringraziare a nome dell’Ateneo la Fondazione Roma ed il suo Presidente – conclude il Magnifico Rettore della Sapienza - per questa innovazione tecnologica che migliora la qualità dell’intervento e consente di addestrare anche i nuovi medici e specializzandi.

Si tratta dell’ultima donazione in ordine di tempo: in questi anni molte innovazioni tecnologiche all’interno della Sapienza sono state possibili grazie all’intervento della Fondazione Roma e costituiscono un importante risorsa”.