Raucedine e abbassamento di voce

Svegliarsi al mattino senza voce è uno dei "rischi" di stagione. Come curare queste forme acute? Se, invece, l'abbassamento di voce è cronico, i rischi per la salute possono essere molto alti.

di Regina Geloso

cantante perde voce

Febbre, raffreddore, tosse spesso portano con sé un fastidioso abbassamento di voce. Una sensazione che limita fortemente il nostro rapporto con gli altri personale e lavorativo, considerando anche il fatto che spesso ci si relaziona agli altri in ambienti rumorosi in cui il fattore di disturbo è molto alto.
L'abbassamento di voce è un disturbo  molto comune in questa stagione e nella sua forma acuta può essere curata con una terapia farmacologica. Molto diverso qualora l'abbassamento di voce sia cronico. 

Cosa succede al nostro corpo quando va via la voce?

"Quando va via la voce, le corde vocali sono in sofferenza - spiega Prof. Marco De Vincentiis, Responsabile UOC Otorinolaringoiatria del Policlinico Umberto I. Non hanno più una buona funzione: possono gonfiarsi e non muoversi in maniera corretta e, conseguentemente, vi è una alterazione della produzione della voce".

Il sistema fonatorio è un processo complesso fatto di equilibri e 'collaborazioni' tra diverse componenti. 

"Nelle forme acute, quando sono singoli episodi, la causa è spesso un ingrossamento delle corde vocali. Il loro movimento di avvicinamento, che è quello che porta alla produzione del suono, è alterato".

Come si curano le forme acute

In questi casi è sufficiente una terapia farmacologica e riposo, ci spiega l'esperto:

  • farmaci come cortisonici, antistaminici sia per aerosol sia per via generale; talvolta si ricorre agli antibiotici
  • poco uso della voce e riposo della persona per non stressare il corpo. "Insistendo si rischia di portare alla formazione di un polipo".

Il pericolo delle forme croniche

"Nelle forme croniche - prosegue l'esperto - possono esserci molti fattori che determinano lo scarso funzionamento dell'organo delle voce. 

Ad esempio, in persone che  parlano molto per lavoro come insegnanti e cantanti, parlare in modo scorretto - cioè assumendo poca aria - fa si che le corde vocali battano solo in un punto e si formino dei calli, ovvero noduli.

Nei fumatori si può creare un grosso rigonfiamento delle corde vocali che ne impedisce il corretto funzionamento".

Noduli o rigonfiamenti delle corde vocali: cosa fare

"Nelle forme croniche è molto importante fare una visita da un otorinolaringoiatra  che osserverà direttamente con una telecamera le corde vocali. 
Se si individuano dei noduli, due sono le possibilità di cura: la riabilitazione con il logopedista o l'intervento chirurgico".

I noduli  molto spesso dipendono dal tipo di attività. In questi casi è necessario che chi ha i noduli, impari ad utilizzare la voce in maniera corretta per poter svolgere la propria attività con la voce.
Infatti "è difficile che il nodulo  abbia una evoluzione maligna" ci rassicura Prof. De Vincentiis 

Situazione diversa in caso di polipi o di edemi (rigonfiamenti): "è necessario rivolgersi ad uno specialista, soprattutto se fumatori, astenersi dal fumare e rimuovere queste piccole formazioni in endoscopia in regime di Day Hospital".

Nel post intervento, viene poi effettuata una spettrografia, ovvero un esame strumentale della voce che consente di visualizzare graficamente cosa accade durante l'emissione del suono e di verificare se ci sia una adeguata formazione delle principali note. In questo modo "durante la riabilitazione nel post-operatorio è possibile correggere eventuali errori".