Come sapere se si ha l'ipertensione sistolica isolata

L'ipertensione sistolica isolata, più comune negli anziani è una condizione che può portare a gravi conseguenze per la salute ed è tra i fattori di rischio per l'insorgenza di malattie cardiovascolari

di Regina Geloso

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L’ipertensione sistolica isolata è una condizione patologica in cui la pressione sistolica (la massima) è elevata mentre la minima, ovvero la pressione diastolica, rientra nei valori di norma, o addirittura è più bassa dei valori normali. In pratica si parla di pressione sistolica isolata quando la massima ha valori superiori a 140 mm Hg mentre la minima ha valori inferiori a 90 mm Hg - l'unità di misura della pressione arteriosa è il millimetro (mm) di mercurio (Hg).

In termini semplici, perché aumenta la pressione arteriosa?

"Dobbiamo pensare per prima cosa a come è costituito il nostro apparato cardiovascolare – spiega Prof. Francesco Fedele Direttore DAI Malattie Cardiovascolari e Respiratorie presso “Umberto I”, Policlinico di Roma al microfono di Rai1: il cuore (ovvero la pompa), i vasi più grandi e più piccoli, che costituiscono il circuito. All’interno di questo circuito scorre un liquido (sangue) pompato dal cuore.

La pressione può essere determinata da come funziona il cuore, da come sono i piccoli vasi, e da come sono i grandi vasi, dal liquido che c'è nel circuito”.

Tale condizione è frequente nel paziente anziano (l’età è un fattore di rischio) ed aumenta il rischio di patologia cardiovascolare, che diventa molto elevato. Nei giovani è assai meno frequente e gli studiosi sono concordi nell’affermare che il significato prognostico nel giovane sia incerto.

“Quando si verifica un aumento della rigidità dei grossi vasi – prosegue Prof. Fedele - ovvero ispessimento e sclerosi delle pareti dei vasi arteriosi (prevalentemente delle grandi arterie di tipo elastico), a parità di sangue che scorre, aumenta la pressione sistolica, cioè la massima. Le resistenze, i piccoli vasi, sono ancora elastiche; per questo la minima rimane nella norma”.

Gravi conseguenze dell’ipertensione sistolica isolata

Tra gli elementi utilizzati per una valutazione del problema vi è la cosiddetta pressione differenziale; maggiore è la differenza tra pressione massima e minima, tanto più significativo l’effetto traumatico della pressione intravascolare sulla parete arteriosa.

L’ipertensione arteriosa rappresenta infatti, ad ogni età, un potente fattore di rischio per patologie quali l’ictus, la coronaropatia, lo scompenso cardiaco, la morte cardiaca improvvisa, l’arteriopatia periferica, l’insufficienza renale e, in generale, di mortalità.

Identikit di chi ne soffre e fattori di rischio

L’esperto delinea i tratti del paziente a rischio di sviluppare questa condizione.

La fascia d'età più colpita, come abbiamo già detto, è quella avanzata, dunque gli anziani. La ragione di ciò risiede nelle caratteristiche intrinseche a questa fascia di età: grandi vasi più rigidi, vita più sedentaria.

“Nei giovani si presenta in casi specifici, come ad esempio in presenza di disturbi della tiroide. Avendo un aumento del battito cardiaco, il cuore pompa più rapidamente il sangue con un conseguente aumento della pressione”.

Tra i fattori di rischio:

  • sedentarietà
  • obesità
  • fumo
  • ipercolesterolemia
  • obesità

Quali sono i sintomi più comuni e come si cura

Partendo dal presupposto che può essere anche asintomatica, tra i sintomi più comuni:

  • cefalea
  • vertigini
  • ronzii alle orecchie (acufeni)
  • disturbi visivi (fosfeni)
  • sangue dal naso
  • palpitazioni

“In commercio ci sono tanti farmaci per l'ipertensione. Molto utili i farmaci, sempre assunti sotto controllo medico, che abbassano la frequenza cardiaca, I vasodilatatori, I diuretici”.

Le 4 regole su come si misura la pressione

  1. Sempre da seduti, mai in piedi;
  2. Attendere 4-5 minuti seduti in tranquillità prima di effettuare la misurazione;
  3. La misurazione va effettuata la mattina e, se ipertesi, anche la sera;
  4. No dopo i pasti, meglio se a digiuno.