L'Arte colora la Pediatria

Opere di artisti contemporanei in dono al Dipartimento di Pediatria del Policlinico Umberto I di Roma.

di Alessandra Binazzi

Inaugurazione mostra permanente in Pediatria Policlinico Umberto I

Per i bambini che hanno necessità di ricovero nella Pediatria dell’Umberto I non sono 'solo' quadri, possono significare molto di più: uno sguardo oltre le sofferenze delle cure, un viaggio con la fantasia oltre le mura di quelle stanzette che per quanto confortevoli e a misura, sempre anguste appaiono a chi è costretto a soggiornarvi non per piacere. Sono sette finestre che si aprono sul mondo.

Sono sette, infatti, le opere pittoriche donate da altrettanti artisti contemporanei attraverso l’associazione ‘Arte Altra’. L’impulso all’iniziativa è partito dall’interno del nosocomio, dall’interesse di Metello Iacobini, professore aggregato presso il dipartimento di Pediatria e anche artista per l'occasione (una delle opere esposte è sua), che ha messo a punto la sua idea con l’aiuto di Simona Sarti, direttrice artistica dell’associazione.

"Lavoro in questo reparto da più di 35 anni - dice Iacobini - Ho conosciuto Simona Sarti, che ha tirato fuori la mia vena artistica, e con lei abbiamo deciso questa iniziativa. Grazie a Simona e agli altri artisti speriamo di lasciare un piccolo dono ai bambini perché la sofferenza si trasformi in allegria. Abbiamo già avuto qualche riscontro: in attesa di un prelievo o della terapia si fermano e guardano i quadri". 

Alleggerire le cure ed educare all'arte

Un insieme di pixel ingranditi e multicolore possono dare l’idea di un paesaggio con persone, fiori, prati e colline. Ma possono rappresentare anche dell’altro, a seconda dell’immaginazione di chi lo guarda. È una delle sette opere esposte, elaborata al computer con pazienza ma pensando proprio ai bambini che con la loro fantasia possono vederci di tutto e ispirarsi per costruire altre immagini. Come l’altro quadro raffigurante un lupo bianco al fianco di una pecora nera: una inversione dei ruoli - il cattivo fa il buono e viceversa - che può indurre anche una qualche riflessione.

Sette, dicevamo, le opere donate dagli artisti Norberto Cenci, Giovanna Casté Gandini, Metello Iacobini, Michel Patrin, Elisabetta Piu, Gabriella Sabbadini.

Contentissimi tutti di questa operazione a favore della Pediatria del Policlinico: “Gli artisti molte volte sono impegnati in diversi temi sociali, dalla lotta alla mafia ai diritti umani, con centinaia di mostre nel corso degli anni – fa presente Simona Sarti, direttrice artistica di Arte Altra -  Lavorare per i bimbi dà estrema felicità, e noi siamo felici se questo può servire a dare loro un momento di gioia, a rendere i tempi delle cure più leggeri. Aggiungo poi che questo è anche un modo di educarli fin da piccoli all’arte e a capire come l’arte contemporanea racconta il suo tempo”.

L'accoglienza fa parte del processo di guarigione

Questa nuova iniziativa rafforza la politica della Direzione Generale del Policlinico Umberto I, ovvero l’attenzione non soltanto alla qualità delle cure ma anche all’accoglienza, al modo nel quale le persone vivono il periodo di degenza ospedaliera.

“A maggior ragione quando si tratta di bambini e dei familiari che tengono loro compagnia – sottolinea il Direttore Generale Vincenzo Panella -  Questa simbiosi con il volontariato, messa insieme grazie anche alla presenza di qualche artista nella nostra équipe, può essere di aiuto perfino per gli operatori, per vivere meglio il loro rapporto con i malati. E’ inoltre una indicazione su come le amministrazioni pubbliche, gli ospedali pubblici, debbano tenere in conto alcune cose importanti che spesso vengono lasciate in disparte. Oltre ad essere la riprova della validità del rapporto con le associazioni che sono sempre portatrici di idee e vanno vissute come risorse. Come oggi hanno dimostrato di essere”.

“Quando il ricovero ospedaliero interessa un bambino, cambia la situazione anche familiare e nella psicologia del bambino. Noi come pediatri, medici che curano i bambini, dobbiamo sicuramente occuparci prevalentemente del loro aspetto fisico, dei problemi per i quali ricorrono all’ospedale, ma anche del contesto complessivo. Creare quindi un reparto di pediatria che sia umanizzato, che abbia contatti con esterno attraverso la scuola, i  mass media, i  giochi è fondamentale. Attraverso l’arte ancora meglio – osserva il prof. Bruno Marino, responsabile della UOC Cardiologia Pediatrica – Contentissimi quindi di questa iniziativa che rende il reparto di Pediatria più allegro e vivibile e accanto alla tecnicità delle cure inserisce anche l’accoglienza dell’arte”.