Chi ha paura del morbillo?

In un anno quasi 5000 casi di morbillo in Italia (dati 2017), 862 i contagiati nel 2016. Un'inversione di tendenza netta che preoccupa e ci pone al secondo posto in Europa per numero di contagi.

di Redazione

bambina con morbillo, aumentano i contagiati nel 2017

Il morbillo, per il quale è stato introdotto l'obbligo vaccinale a partire dall'anno scolastico in corso, segna un anno record: dal 1 Gennaio al 31 Dicembre 2017 sono stati segnalati 4.991 casi di morbillo, inclusi 4 decessi. Un terzo dei contagiati è residente nella regione Lazio.
Un dato preoccupante soprattutto se si considerano due elementi: il primo è che il dato 2017  è superiore di ben 6 volte a quello dell'anno precedente; il secondo è che, come riportato da Ministero Salute e Istituto Superiore di Sanità, il 95% dei casi era non vaccinato o vaccinato con una sola dose.

Il Rapporto morbillo 2017

Il rapporto presenta i dati nazionali della Sorveglianza Integrata del Morbillo e della Rosolia, raccolti dal Reparto Epidemiologia, Biostatistica e Modelli Matematici del Dipartimento Malattie Infettive, Istituto Superiore di Sanità. 

Dove ha colpito di più
Il 90% dei casi è stato segnalato da otto Regioni: Lazio (n= 1.699), Lombardia (n= 787), Piemonte (n= 629), Sicilia (n= 425), Toscana (n= 370), Veneto (n= 288), Abruzzo (n= 173) e Campania (n=108).
Nel 2017, l’incidenza di casi di morbillo a livello nazionale è stata pari a 8,2/100.000. La regione Lazio ha riportato il tasso d'incidenza più elevato (28,8 casi/100.000 abitanti), seguita dal Piemonte (14,3/100.000) e dall'Abruzzo (13,1/100.000). 

Quale età la più colpita
Se il 17,4% dei casi (n= 870) aveva meno di cinque anni di età e, di questi, 282 erano bambini al di sotto dell’anno di età, la fascia di età maggiormente colpita è stata quella tra i 15 ed i 39 anni con una media stimata intorno ai 27 anni. Segnale che, contrariamente a quanto si pensi, il morbillo non è 'solo' una malattia esantematica che si prende da bambini; può comportare anche gravi conseguenze. Oltre un terzo dei casi ha, infatti, riportato almeno una complicanza. Il 44,8% dei casi è stato ricoverato e un ulteriore 22% si è rivolto ad un Pronto Soccorso.

Quali le complicanze più comuni
La complicanza più frequente è stata la diarrea, riportata in 793 casi (15,9%). Sono stati segnalati 378 casi di polmonite (7,6%) e 2 casi di encefalite. Altre complicanze riportate includono casi di stomatite (730 casi), cheratocongiuntivite (496 casi) ed epatite (444 casi). 
E cosa succede se si contrae il morbillo in gravidanza?

Morbillo neonatale

Bianca è una bimba nata pretermine a sole 28 settimane con il morbillo trasmesso in gravidanza dalla mamma che non era vaccinata.  A fine del settimo mese la mamma contrae il morbillo ed è la stessa malattia a causare il parto prematuro. 
La piccola, nata di soli 1300 grammi, è salva grazie all’intervento dei medici dell’Unità di Neonatologia, Patologia e Terapia intensiva neonatale del Policlinico Umberto I di Roma

"Il morbillo neonatale - spiega Prof.  Mario De Curtis, Direttore dell’Unità del Policlinico Umberto I nel servizio di Manuela Lucchini per il TG1 - è una malattia particolarmente seria e nei bambini molto prematuri può essere anche letale. La bimba ha richiesto assistenza respiratoria ed un monitoraggio continuo delle funzioni vitali".

"Ora sta bene e cresce" ci rassicurano durante l'intervista la madre di Bianca e gli specialisti. Così non è stato, purtroppo, per altri tre bambini sotto i 10 anni di età che sono stati contagiati nel 2017 e che non ce l'hanno fatta: avevano rispettivamente 16 mesi, 6 e 9 anni si legge nel Bollettino del Ministero e non erano stati vaccinati.

Vaccino che, come si diceva in apertura, prima era solo consigliato; ma a partire dall'anno scolastico in corso è diventato obbligatorio per la frequenza a scuola.
Precisa una nota dell'Istituto Superiore di Sanità "Il vaccino del morbillo appartiene ai vaccini vivi attenuati. Come per tutti i vaccini vivi attenuati, la vaccinazione non viene effettuata negli individui con deficit immunitario o sotto terapia immunosoppressiva (corticoidi, antineoplastici, antirigetto), né, per precauzione, nelle donne gravide o che desiderano esserlo nel mese successivo. Invece, è consigliato alle persone infette da Hiv che non hanno ancora sviluppato l’Aids".