Quanto vale la mia salute?

Cercare informazioni online sulla salute è prassi comune. Ma come riconoscere l'informazione scientifica corretta dalle bufale del web? L'intesa Ministero della Salute - FNSI per corsi ai giornalisti.

di Regina Geloso

uomo che cerca informazioni online

Sono 15 milioni gli italiani che, in caso di piccoli disturbi (dal mal di testa al raffreddore), cercano informazioni sul web. Ma di questi, 8,8 milioni sono stati vittime di fake news nel corso dell’anno. È quanto emerge da una ricerca del Censis realizzata in collaborazione con Assosalute. In particolare, sono 3,5 milioni i genitori che si sono imbattuti in indicazioni mediche sbagliate. 

Il dato è davvero preoccupante ed il problema non va preso sotto gamba. Quante volte ci è capitato di imbatterci in “diete miracolose”, cure “definitive” ma senza alcuna evidenza scientifica, o di temere di aver preso il lupus solo per aver visto troppe puntate di Dr. House?
Se il medico di medicina generale (53,5%) e il farmacista (32,2%) restano le principali fonti di informazione, decolla il ricorso ai diversi canali web (28,4%). Il 17% degli italiani consulta siti web generici sulla salute, il 6% i siti istituzionali, il 2,4% i social network. 
In particolare, tra i millennials sale al 36,9% la quota di chi usa autonomamente il web per trovare informazioni su come curare i piccoli disturbi.

“Uno dei temi che ho lamentato istituzionalmente come ministro, anche rispetto alla stampa e alla televisione, - interviene il Ministro della salute Beatrice Lorenzin - è che nella cosiddetta ‘par condicio scientifica’ si utilizza per la scienza lo stesso metodo che si utilizza per la politica. Ma non si può mettere sullo stesso piano un Nobel, un grande ricercatore o un’istituzione scientifica riconosciuta con il blogger di turno o il sedicente medico radiato dall’Albo. Questo crea grande confusione perché mette sullo stesso piano fonti che hanno un livello completamente diverso. La scienza non è democratica nel senso politico del termine, ma lo è sul merito e sulla valutazione oggettiva delle scoperte che vengono fatte. Questo – ha concluso – richiede anche un aumento dell’alfabetizzazione culturale in una società che sta cambiando alla velocità della luce. Bisogna per cui dare ai cittadini un’offerta di informazione il più corretta e oggettiva possibile”.

Ministero della Salute e FNSI insieme contro le Fake News

Diventa, dunque, urgente fornire ai giornalisti, attraverso corsi di formazione gratuiti, conoscenze in ambito sanitario provenienti da fonte istituzionale, autorevole e indipendente, e dare così ai cittadini un’informazione corretta e scientificamente validata, contrastando il fenomeno della disinformazione e soprattutto quello delle fake news.

È con questo obiettivo che la settimana precedente al Natale è stato siglato un Protocollo d’Intesa dal Ministro della salute Beatrice Lorenzin e dal Segretario Generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana Raffaele Lorusso per la realizzazione di corsi di formazione in materie scientifiche di largo interesse rivolti ai giornalisti nell'ambito della Formazione Professionale Continua (FPC) obbligatoria per tutti i giornalisti in attività.

“Stiamo cercando di dare una risposta a una problematica antica ma attualissima, quella delle fake news – prosegue il Ministro - che un tempo chiamavano i falsi miti della salute. Con questo protocollo di intesa che firmiamo oggi facciamo quindi un passo in avanti mettendo a disposizioni della Federazione nazionale della stampa italiana tutti gli skill, gli strumenti e gli esperti del ministero della Salute e dell’Istituto superiore della Sanità per contribuire alla formazione professionale dei giornalisti in questo settore. Per dare più strumenti di orientamento. Insomma, con questo memorandum ci siamo vaccinati contro le fake news”.

“Formare i giornalisti è fondamentale per avere un’opinione pubblica correttamente informata su quelli che sono i temi della medicina e dell’informazione scientifica – ha aggiunto il Segretario generale della FNSI Raffaele Lorusso – diventa un antidoto fortissimo contro i troppi ciarlatani che puntano a mettere in discussione, se non cancellare, quelle che sono state conquiste e scoperte che hanno rivoluzionato il mondo scientifico e migliorato la vita dei cittadini. Abbiamo quindi conquistato un ulteriore step nell’attività di collaborazione con il ministero della Salute perché crediamo nel valore dell’informazione e in quello che può dare nel rendere i cittadini correttamente informati”.

Formazione scientifica obbligatoria per i giornalisti

Gli 11 articoli del Protocollo d’Intesa, in sintesi, prevedono:

  • la realizzazione di corsi di formazione gratuiti nell'ambito della Formazione Professionale Continua obbligatoria per tutti i giornalisti in attività specificamente dedicati alla informazione sui temi della salute e contraddistinti da approcci innovativi volti alla promozione di una informazione corretta che incrementi le conoscenze e le consapevolezze dei cittadini in tema di tutela della salute, con particolare riferimento alle buone pratiche ed alla ricerca coerente delle fonti informative;
  • l'impegno del Ministero della salute ad elaborare un progetto condiviso di corsi di formazione e mettere a diposizione del progetto, sia in fase di elaborazione, sia in quella di docenza, i suoi esperti scientifici e di comunicazione;
  • l'impegno della Federazione Nazionale della Stampa ad inserire gli incontri formativi approvati nei programmi obbligatori di FPC; attivare le iniziative previste dal Protocollo attraverso il coinvolgimento dei propri esperti, mettere a disposizione il patrimonio di competenze acquisite, di relazioni associative e scientifiche.

Per la realizzazione degli obiettivi del Protocollo, che ha durata di tre anni ma è rinnovabile, verrà costituito un Comitato paritetico coordinato da un rappresentante del Ministero che garantirà anche la piena operatività delle attività; in relazione agli argomenti trattati saranno inviati a partecipare in qualità di esperti anche rappresentanti di altre istituzioni pubbliche.