Screening uditivo neonatale: primo Corso di Formazione al Policlinico Umberto I

Capire se il piccolo sente bene, diagnosticare già alla nascita eventuali deficit uditivi è fondamentale perché l'ipoacusia impedisce un normale sviluppo cognitivo

di Alessandra Binazzi

Test uditivi nei primi giorni di vita, prima della dimissione del neonato dal punto nascita, per sapere prematuramente se il piccolo è in grado di percepire quegli stimoli sonori che lo aiuteranno a sviluppare il linguaggio entro i primi due anni di vita e di conseguenza il normale apprendimento che lo faciliterà nelle relazioni umane. Lo screening audiologico neonatale proprio per il suo grado d’importanza è stato inserito nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza).

Finalmente obbligatorio in Italia, e già attuato in alcune regioni italiane, ha preso il via anche nel Lazio il primo corso di formazione per il personale sanitario - medici, infermieri, tecnici audiometristi delle strutture sede di Punti nascita del Lazio – coinvolto nell’effettuazione/gestione dello screening uditivo neonatale. Il percorso formativo che si compone di due fasi, ha per la parte teorica sede presso il Policlinico Umberto I, centro audio-otologico di III livello insieme a Policlinico A. Gemelli e Ospedale pediatrico Bambino Gesù.

Dallo screening uditivo neonatale alla riabilitazione: il fattore tempo

Gli obiettivi principali del corso sono: aggiornare le conoscenze tecniche in tema di ipoacusie infantili e programmi di diagnosi precoce della sordità nel bambino e la loro importanza nel recupero del precoce del bambino sordo.

“Deve funzionare tutta la catena – spiega, infatti, Mario De Curtis, Unità di Neonatologia, Patologia e Terapia intensiva neonatale del Policlinico Umberto I - dallo screening, prima indicazione della sordità del bambino, fino all’ultimo anello, la riabilitazione, il cui percorso deve essere assicurato dalla Regione Lazio.

Di fatto, il problema serio non è la copertura economica per lo screening ma poter assicurare l’intero percorso che deve concludersi con l’atto integrativo e riabilitativo. E sappiamo che diversi Centri riabilitativi pubblici sono ancora molto carenti”.

"Questo è il primo corso che organizziamo sugli screening uditivi aperto a tutti gli screener”, evidenzia Rosaria Turchetta, che insieme a Giancarlo Cianfrone, dipartimento Organi di senso del Policlinico Umberto I, ha ribadito l’importanza della diagnosi precoce dell'ipoacusia per il normale sviluppo cerebrale:

“Nel momento in cui non abbiamo percezioni uditive la parte del cervello preposta a riceverle, non si sviluppa e più tempo passa tra la privazione e il ripristino funzionale attraverso una protesi acustica o un impianto cocleare, meno saranno le possibilità di un buon recupero".

I punti nascita e il loro ruolo cruciale per implementare lo screening

Ma lo screening già si fa nei centri di III livello (Policlinico Umberto I, Policlinico Gemelli e Ospedale Bambino Gesù) e in alcune unità operative del Lazio.

“Il problema è che questo tipo di esame richiede un coordinamento e una presenza in tutti i punti nascita per essere realmente efficace – sottolinea Guido Conti, Uosa di Audiologia Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli - Il corso di oggi si propone proprio come primo momento di formazione di tutti gli operatori dei punti nascita, è un momento importante per la effettiva implementazione dello screening. Prossimo obiettivo la costituzione di una rete efficiente per la gestione centralizzata e la raccolta di dati".

L’importanza di questo primo corso di formazione per il personale sanitario coinvolto nella effettuazione/gestione dello screening uditivo neonatale è evidenziata anche da Pasquale Marsella, responsabile dell'Unità di Audiologia e Otochirurgia dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù:

"È un corso che vuole implementare le conoscenze dei centri dei punti nascita che sono fondamentali proprio per la prima selezione. È rivolto anche ai pediatri di famiglia perché fra le maglie dello screening qualche neonato per sordità ad insorgenza tardiva o sordità acquisita devono essere intercettati dal pediatra e riferiti nel sospetto di sordità ad un centro di terzo livello come il nostro. A quel punto arrivano da noi per una presa in carico, nel senso che facciamo una definizione diagnostica e un trattamento che non deve essere per forza un trattamento impiantologico, ma può essere anche audio protesico".