Legge Gelli: il ruolo del Risk Management

Gestire il rischio e sviluppare strategie per governarlo servono a ridurre i costi e migliorare la qualità dell'assistenza.

di Alessandra Binazzi

Forum Nuova Responsabilità sanitaria

Qualità e sicurezza delle cure, miglior gestione del rischio clinico e prevenzione degli errori di terapia. La legge 24.2017 che porta il nome del promotore, Federico Gelli, e che è stata approvata nella primavera scorsa, ha introdotto grandi novità in tema di responsabilità in campo sanitario e sicurezza delle cure. 

“E’ una legge che segna un passaggio di civiltà perché cerca di garantire i diritti dei cittadini ma allo stesso tempo di dare sostenibilità al sistema in cui compagnie assicurative ed aziende devono fare la propria parte”.  

Una legge, quindi, con una visione a 360 gradi, almeno negli intenti, ma che “dovrà essere implementata progressivamente attraverso i decreti attuativi, in particolare quelli sulla definizione delle polizze assicurative”, ha dichiarato il commissario straordinario del Policlinico Umberto I di Roma, Joseph Polimeni, in occasione del convegno 'Nuova responsabilità sanitaria' organizzato a Roma da Assiteca il 6 novembre scorso. Ma quello che è “molto ma molto importante”, ha sottolineato ancora, è che all’interno della legge “sia stato stabilito che la sicurezza delle cure è un elemento fondante del diritto alla salute”. 

Gestione diretta del rischio e collaborazione con compagnie assicurative

Il Commissario straordinario dell’azienda ospedaliero-universitaria più grande d’Europa è convinto, comunque, che si possa già lavorare molto bene anche con questa legge che è entrata in vigore sette mesi fa.

“Le aziende dovranno poi capire bene come organizzarsi, nel senso che dovranno molto probabilmente gestire una quota parte dei propri sinistri attraverso una gestione diretta del rischio, mentre dovranno invece definite fuori dal perimetro una collaborazione con le compagnie assicurative che possano gestire e garantire in termini di solvibilità i risarcimenti per i pazienti”. 

L’azienda ospedaliero-universitaria Policlinico Umberto I sta investendo moltissimo sulla gestione del rischio clinico attraverso la valutazione degli audit (sulle diverse attività strutturate, revisione e studio dei report per indicazioni finalizzate al miglioramento), degli eventi sentinella ma anche dei ‘quasi eventi’, in  “un percorso molto complesso ma che deve essere portato avanti con grande determinazione”, secondo Polimeni che ha partecipato alla tavola rotonda insieme ai direttori generali delle altre importanti aziende sanitarie universitarie romane: il Campus Bio-Medico, il Policlinico Gemelli, Tor Vergata.

Un nuovo sistema: certezza dei costi per le aziende e garanzia di risarcibilità ai cittadini

Enzo Grilli, responsabile della divisione sanità di Assiteca, primo broker assicurativo italiano, ha spiegato le motivazioni di questa intera giornata dove legislatore (l’onorevole Gelli), Istituzioni e operatori si sono riuniti per fare il punto sullo stato dell'arte dell'iter di approvazione degli 8 decreti previsti, sulle prime esperienze e le criticità riscontrate dalle aziende sanitarie pubbliche e private: 

“Fare il tagliando alla nuova normativa è molto utile per una legge che offre opportunità di ricostruire un patto tra assicurati, la aziende sanitarie pubbliche e private,  e l’assicuratore. Un patto che si era rotto nel corso degli anni in conseguenza di un aumento dei costi assicurativi (dovuto ai numerosissimi ricorsi per vere o presunte malpractice sanitarie, ndr), di una fuga delle compagnie assicurative dal mercato e di una difficoltà nell’ottenere il risarcimento. Un patto che si può ricostruire attraverso una gestione del rischio diversa da quella attuale.  Per cui è opportuno che le aziende continuino a gestire il proprio rischio certo, che si può individuare attraverso un’analisi della sinistrosità pregressa, per trasferire agli assicuratori il rischio che può mettere in difficoltà se tenuto internamente, che è il rischio possibile e il rischio catastrofale. Questo sistema darebbe certezza dei costi alle aziende e garanzie di risarcibilità ai cittadini che hanno diritto di vedere ristorato un danno ingiustamente patito”. 

Le criticità della Legge Gelli, articolo 18 inaccettabile

Posizione critica, invece, del direttore generale del Policlinico Tor Vergata, Tiziana Frittelli, in particolare sull’articolo 18 della Legge Gelli, quello che stabilisce per le aziende ‘l'invarianza di costi’: “Un concetto inaccettabile perché è impossibile a invarianza di spesa investire nella gestione del rischio. Se le aziende non investono nessuna compagnia di assicurazioni può avere interesse a investire in un'azienda". Nel suo intervento il direttore generale del Policlinico Tor Vergata ha anche sottolineato il peso dei risarcimenti gravi sulle aziende ospedaliere e quindi sul servizio sanitario nazionale: "Siamo il Paese che investe meno in sanità e che ha la più alta evasione fiscale. In termini di danno non patrimoniale siamo il Paese che paga di più risarcimenti sanitari, come una vittima della mafia. Tutto a carico del servizio sanitario nazionale: soldi che vengono sottratti dalle cure".