Codice Rosa contro la violenza sulle donne

Codice Rosa è un codice attribuito a donne (e minori) vittime di violenza, che attiva un percorso preferenziale con una task force inter-istituzionale a supporto della persona.

di Regina Geloso

violenza contro le donne

11 violenze carnali al giorno. 11 donne la cui vita è segnata per sempre. 11 famiglie che dovranno ‘fare i conti’ con una simile tragedia. 2.438 nei primi 7 mesi del 2017 secondo i dati diffusi dal Viminale. Ma è solo un quadro parziale del fenomeno. Perché la violenza contro le donne (tra le violenze di genere), che è in primis violenza domestica, spesso non viene denunciata. Per paura, per solitudine, per rassegnazione. 114 le donne uccise nei primi 10 mesi del 2017, dato in costante crescita.

Dichiara, infatti, Joseph Polimeni commissario straordinario del'AOU Policlinico Umberto I commentando gli accessi al Pronto Soccorso del Policlinico di donne e minori che hanno subìto violenza:

“Non parlo di numeri, perché questa è sicuramente solo la punta dell'iceberg: le persone che si presentano sono purtroppo solo una piccola parte rispetto alla numerosità dei soggetti che hanno subito violenza”.

L'ultimo rapporto Istat sulla violenza di genere supporta drammaticamente le parole del commissario. Secondo quest’ultimo, infatti, in Italia dal 2006 le donne tra i 16 e 70 anni vittime di violenza fisica o sessuale sono 6 milioni e 743mila, quasi il 32% del campione totale.

 Una donna vittima di violenza che arriva in un Pronto soccorso deve trovare personale formato e in grado di capire subito come intervenire.  Per questo è stato creato un ‘Codice Rosa’ che identifica un percorso preferenziale specifico supportato da personale interistituzionale. Dichiara a tal proposito Joseph Polimeni:

“Prendersi cura della donna o del minore che hanno subito violenza attraverso un percorso ad hoc è una delle mission della nostra azienda. Una presa in carico della donna o del soggetto fragile che inizia in ospedale, ma che non si esaurisce qui; prosegue poi nella coda post-ospedaliera. Queste persone devono, infatti, essere reintegrate nel territorio in modo sicuro” riprendendo anche in mano la propria vita. “Per questo stiamo anche lavorando con Angelo Tanese, responsabile della ASL di riferimento di questo presidio, con le realtà sul territorio e le Associazioni di volontariato”.

Codice Rosa, come funziona

La donna vittima di violenza che si rivolge al pronto soccorso riceve, in affiancamento al codice di triage (giallo o rosso a seconda della gravità dei casi), un codice situazionale, il codice rosa che le consente la priorità nell’essere accolta con una modalità specifica sia sanitaria che sociale.

“Una volta attribuito il Codice Rosa, infatti, le pazienti vengono trasferite in delle sale apposite - prosegue dott. Polimeni - in cui far entrare soltanto il personale medico e gli agenti di polizia, una équipe interistituzionale di medici, infermieri, ostetrici, magistrati, agenti, assistenti sociali, psicologi, che prende in carico la paziente nel rispetto della riservatezza. L'intervento sinergico dei componenti di questa task force, ognuno secondo le proprie competenze, significa: immediate cure mediche, sostegno psicologico, sostegno sociale ed assistenza giudiziaria”.

Un elemento molto imporante è la compilazione del referto su cui sono riportate oltre le informazioni cliniche fisiche, anche quelle riguardanti lo stato emotivo manifestato dalla donna e/o dal minore al momento dell’accesso al triage, e il contesto socio-familiare. Vengono anche riportate indicazioni in riferimento all’autore del reato, qualora la vittima lo dichiari.

Contestualmente la donna può incontrare l’operatrice specializzata dello spazio antiviolenza Codice Rosa che, dopo averla ascoltata, grazie all’uso dello strumento Screening Codice Rosa, redige l’anamnesi del malessere e della violenza. Tale strumento aiuta la donna a ripercorrere il suo vissuto di maltrattamento in relazione alle eventuali patologie sviluppate; allo stesso tempo è di ausilio nella stesura di una relazione tecnica sul danno biologico-esistenziale correlato alla violenza, qualora ne venga fatta richiesta dal tribunale. Utilità:

  1. rendere consapevole la donna della correlazione tra malattia e condizione stressogena
  2. raccogliere le informazioni cliniche per la redazione della relazione tecnica sul danno
  3. pianificare gli interventi sanitari necessari per la ri-acquisizione del benessere psico-fisico.

In un secondo momento viene anche compilata una check list che permette di comprendere in modo più ampio oltre i fattori di rischio rispetto al reo che ha usato violenza (stereotipi, abuso di sostanze, indole violenta, precedenti episodi di violenza, elementi correlati alla specifica condotta), anche i fattori di vulnerabilità (condizioni sociali, culturali e psicologiche) rispetto alla donna che potrebbe rischiare ulteriori violenze. Il S.A.R.A. (Spousal Assault Risk Assessment) si rivela efficace anche per individuare il percorso più utile perché la donna possa sottrarsi alla violenza.

Codice Rosa al Policlinico Umberto I

Differenza Donna è l’Associazione che all’interno del Policlinico Umberto fa da collegamento da ospedale ed i servizi psico-sociali e di assistenza legale sul territorio.

L’obiettivo del servizio Emergenza Codice Rosa è quello di fornire l’intervento più idoneo alla gestione del caso, attraverso l’attivazione di un piano progettuale d’emergenza, che prevede:

  • percorsi celeri e dedicati di diagnosi e cura;
  • interventi psico-sociali;
  • segnalazione alle forze dell’ordine, Tribunali, Servizi Sociali territoriali;
  • collocazione in strutture protette.

Come contattare lo sportello di Emergenza Codice Rosa - Presso il Policlinico Umberto I dal lunedì al venerdì 9-13 tel. 3461805605