Il Policlinico Umberto I verso una direzione strategica

Il primo tassello dell'organigramma della direzione strategica è stato messo con la nomina del nuovo direttore sanitario del Policlinico Umberto I di Roma: Franco Caracciolo

di Alessandra Binazzi

Un Commissario straordinario, nominato quasi due mesi fa dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e ora un nuovo direttore sanitario. Per la struttura più grande d'Europa, l’azienda ospedaliera universitaria Policlinico Umberto I, dove ogni giorno la cura è affiancata dalla ricerca e la didattica, " la fase di crescita è iniziata". A dirlo è Joseph Polimeni, colui che ha sostituito il Direttore Generale uscente Domenico Alessio, presentando alla stampa Franco Caracciolo al comando della Direzione Sanitaria dal 6 novembre. Classe 1960, Caracciolo, tre specializzazioni – Igiene e Medicina Preventiva, Epidemiologia e Sanità pubblica, e Patologia medica - viene dalla sede di Pescara, in Abruzzo, dove ha ricoperto lo stesso incarico.
Polimeni sta lavorando ad un programma di riorganizzazione pluriennale "in sintonia con il rettore dell'Università Sapienza Eugenio Gaudio e con lo stesso Zingaretti".  La fase commissariale – la nomina a commissario straordinario può essere per un giorno come durare vent’anni, dice lui - potrebbe quindi avere in qualche modo una continuità, anche se preferisce non esprimersi in proposito. 

"Il mio lavoro è sempre e comunque di programmazione non solo per il domani, anche per il dopodomani. Ovviamente anch'io auspico che ci sia celermente un orizzonte temporale più definito, ma questo non cambia il mio lavoro", spiega sottolineando che "la fase di crescita del Policlinico comincia a vedersi. In questi primi 40 giorni ho ascoltato molto e ancora sono in ascolto. Ma stiamo anche agendo".  

Se la Sanità cambia, dobbiamo cambiare anche noi

Ed, ecco, il primo tassello di una crescita che consenta all’azienda universitaria di “presidiare in termini di avanguardia, anche anticipare alcuni modelli organizzativi – più moderni, in cui si favorisce l’approccio multidisciplinare, il lavoro di squadra - alcune novità gestionali”. Perché la sanità oggi è profondamente cambiata, ha bisogno di più professionalità e di una tempistica migliore, di adeguarsi al mondo che cambia.

“Credo che un’azienda come questa, che è un baricentro essenziale tra componente clinica e universitaria, debba avere una direzione sanitaria molto forte. Il dott. Caracciolo, che ha lavorato sia a livello aziendale sia regionale (coordinamento di controllo sulle strutture accreditate e monitoraggio obiettivi strategici e della cura delle relazioni) presso l’agenzia sanitaria regione Abruzzo) è persona di fiducia, ha le competenze necessarie per il tipo di lavoro che è stato chiamato a svolgere”.

“Diceva il mio Maestro – ricorda il dott. Polimeni - Chi lavora in direzione sanitaria si deve occupare di questioni generali ma non generiche. In altre parole, deve avere una visione complessiva delle problematiche e un rapporto diretto con coloro che governano l’azienda dal punto di vista clinico: sono proprio loro, insieme al personale sanitario, che attraverso le proprie scelte e decisioni contribuiscono al processo di cambiamento gestionale e organizzativo”.

Per quanto riguarda invece il resto della 'squadra' alla guida dell'Umberto I – con l’arrivo di Caracciolo la posizione apicale è completata essendo la Direzione Amministrativa già ben rappresentata dal dott. Massimiliano Gerli “con il quale ho un ottimo rapporto di collaborazione”- il Commissario Straordinario anticipa che "stiamo definendo un nuovo organigramma".

Ingranare una marcia diversa

La fase di ascolto c’è stata, anche se in realtà il canale di comunicazione non deve mai interrompersi. Quello che risulta ormai chiaro, sia al commissario straordinario Joseph Polimeni, sia all’entrante direttore sanitario Franco Caracciolo, è che la gestione dell’azienda ospedaliera universitaria romana più antica della Capitale è una sfida da cogliere. Perché il Policlinico Umberto I “è una grande eccellenza nel panorama italiano e internazionale, viene da una grande storia”, osserva ancora Polimeni: “presenta alcune criticità importanti che riguardano molti aspetti, da quello strutturale a quello organizzativo a quello gestionale a quello tecnologico a quello informativo. C’è da lavorare molto per dare un futuro degno nei prossimi anni”. Occorre quindi lo ‘scatto’, ingranare una marcia diversa. “Il settore su cui spingere è quello del personale tutto: il vero nerbo, l’arma dell’azienda che vale sì in funzione delle macchine che ha, ma soprattutto in funzione del proprio personale. Avere professionisti motivati, preparati, responsabilizzati è un bene per tutti a cominciare dal cittadino”.
Ascolto comprensione e impegno. È ciò che promette anche il nuovo direttore sanitario:

“La sfida è molto alta – dice Caracciolo - ma sono convinto che con la guida del commissario Polimeni sapremo dare un contributo importante per fornire soprattutto risposte migliori alle esigenze di salute dei cittadini della Capitale d’Italia”.