Se ho la tosse devo prendere farmaci?

Niente farmaci: la tosse deve fare il suo corso. Questa la raccomandazione dello pneumologo per uno dei sintomi maggiormente frequenti che compaiono nella stagione fredda. Ma ci sono delle eccezioni.

di Regina Geloso

tosse, sintomo influenza

I primi freddi, un abbassamento repentino della temperatura, il passaggio dall’esterno a stanze riscaldate in cui magari l’aria è troppo secca. Alzino la mano quanti di voi non si sono trovati ingannati dal tempo incerto e dalle temperature ballerine. L’attimo dopo inizia a pizzicare la gola, quel bruciore fastidioso che preannuncia i primi colpi di tosse.

Ma, in pratica, che cos’è la tosse? Perché ci viene? Quando bisogna iniziare a preoccuparsi?

Ne abbiamo parlato con Prof. Paolo Palange, Responsabile UOC Medicina Interna e Disfunzioni Respiratorie del Policlinico Umberto I di Roma.

Cos’è la tosse?

“Innanzitutto la tosse non è una malattia, ma un sintomo. Si tratta di un naturale meccanismo di difesa, una risposta naturale dell’organismo che si protegge, cercando di espellere sostanze irritanti, virus o batteri che ostruiscono o limitano il normale passaggio dell’aria” interferendo con il normale atto del respirare. Il cervello, in questi casi, trasmette immediatamente ai muscoli del torace e della pancia l’input di contrarsi.

Ma quali sono le cause?

“Le cause possono essere molteplici. Le più frequenti sono le infezioni virali delle prime vie aeree. Il cambio di stagione, ma anche la riapertura delle scuole comportano una maggiore circolazione di virus come serbatoio. Spesso, in questi casi, la tosse è associata a raffreddore, congiuntivite e stati febbrili. È del tutto normale e non bisogna preoccuparsi”.

La tosse però è un disturbo comune a molte patologie più o meno gravi, come ad esempio la  broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO); può anche essere sintomo di allergia, o ancora dipendere dall’inalazione di sostanze irritanti come il fumo, l’inquinamento, la polvere. Per questo, se persiste oltre un certo periodo di tempo, non va sottovalutato ed è opportuno consultare un medico.

Tosse ‘sospetta’ se dura più di una settimana

“Quando la tosse non è chiaramente legata ad una infezione, soprattutto se comincia a durare più di una settimana, è necessario porsi altre domande. Il paziente potrebbe, ad esempio, essere allergico: la virosi potrebbe aver innescato anche una reazione di tipo broncospasmo, simil asma bronchiale”.

Allarme rosso se dura più di tre mesi

“Se dura molto più a lungo bisogna valutare altre possibili cause. Nella tosse cronica, che dura oltre tre mesi, una delle cause più frequenti è il reflusso gastroesofageo. Meccanismo molto insidioso in cui parte dell’acido risale un po’ attraverso l’esofago e può andare ad irritare le vie respiratorie”. In altri casi può dipendere, ad esempio, da malattie cardiocircolatorie o neoplastiche.

Ma è possibile non accorgersi di avere una patologia?

“Assolutamente si, purtroppo. Nel caso di reflusso lieve, ad esempio, quando non è associato a patologie più evidenti quali l’ernia iatale, può capitare che il paziente non associ il sintomo della tosse al reflusso gastroesofageo”.

Quali sono le precauzioni da prendere?

“La tosse, in quanto processo di difesa, non andrebbe abolita perché il meccanismo serve a rimuovere le particelle nocive. Come principio generale è, quindi, meglio che faccia il suo corso naturale; anche nei bambini. Se molto fastidiosa si può ricorrere a dei sedativi".

"Consiglio di bere molto (acqua, spremute d’arancia, bevande calde) e di frequente per fluidificare le secrezioni e ridurre l’irritazione delle prime vie aeree. È bene anche prestare attenzione all’umidità e temperatura degli ambienti, mantenendole adeguate”.

Quando recarsi dal medico e cosa fare?

Come abbiamo visto, una tosse persistente necessita di indagini più approfondite. Prof. Palange ci spiega alcuni degli esami più comuni.

“Ne elencherei principalmente tre, a seconda della situazione: screening allergico, spirometria e radiografia del torace. Se la tosse è associata ad altri disturbi respiratori, ad esempio sibili, si può effettuare una spirometria per verificare se il paziente soffra d’asma. Se, invece, è associata a dolore toracico od espettorazione di un pochino di sangue, è meglio fare subito una radiografia del torace”.