Come si cura l'ernia inguinale?

Colpisce maggiormente gli uomini e nel mondo ne soffrono milioni di persone. Ma grazie alle nuove tecniche mini-invasive, la chirurgia dell'ernia inguinale ha un decorso post-operatorio rapidissimo

di Regina Geloso

ernia addominale, visita medica

L'ernia addominale è la fuoriuscita di un viscere - o di una parte di esso - dalla cavità addominale dov'è normalmente contenuto.

L’ernia addominale è una patologia molto frequente che si stima colpisca il 5-6% dell’intera popolazione globale. Tra i diversi tipi di ernia addominale, l’ernia inguinale è senza dubbio quella con maggiore incidenza: rappresenta, infatti, il 75% di tutte le ernie addominali ed in Italia ne soffrono oltre 2 milioni di persone, stando alle ultime statistiche disponibili.

Cos’è un’ernia addominale e come si forma?

Gli strati più esterni delle pareti addominali sono costituiti da muscoli, tendini, adipe ed infine dalla pelle. Queste pareti hanno, fisiologicamente, dei punti deboli, ad esempio per consentire il passaggio dei vasi sanguigni e nell’uomo anche del funicolo spermatico.

L'erniazione si fa strada, dunque, attraverso un orifizio preformato od un'area di debolezza della parete di rivestimento, provocando una tumefazione, ovvero un rigonfiamento più o meno evidente.

“L’ernia è una protrusione di ciò che dovrebbe essere contenuto all’interno della parete addominale, verso l’esterno”, spiega Prof. Paolo Negro, Direttore della UOC di Chirurgia della parete addominale del Policlinico Umberto I di Roma e professore Ordinario di Chirurgia Generale dell'Università 'La Sapienza' di Roma. “L’ernia inguinale - prosegue - non è altro che la fuoriuscita di un'ansa intestinale attraverso l’orifizio inguinale esterno. Che di solito serve solo a far uscire il funicolo spermatico nell’uomo”.

Chi colpisce?

“Si manifesta soprattutto negli uomini per la conformazione stessa dell'addome. Nella donna il bacino è più largo e la muscolatura addominale è più efficace nel ‘chiudere come una saracinesca’ anche perché nell’uomo, questa deve lasciar scorrere il canale spermatico; ciò può facilitare l'uscita di un'ernia".

Un secondo fattore predisponente è l’età: “con l’avanzare dell’età si presenta una riduzione delle caratteristiche strutturali del collagene, ovvero quel substrato che consente alla parete addominale di contenere, attraverso muscolatura, tendini e legamenti, gli organi interni”.

Lo stile di vita può influire sull’insorgenza dell’ernia?

“La presenza di collagene nei tessuti è inibita da elementi quali il fumo, il regime alimentare, l’uso o abuso di farmaci (ad esempio steroidei, corticosteroidei, alcuni antidiabetici orali). Anche sforzi fisici importanti possono provocare un’ernia”.

Vicevera buoni strumenti di prevenzione sono “una moderata attività sportiva per mantenere una muscolatura dell’addome sana, soprattutto con l’avanzare dell’età, ed una dieta ricca di vitamina C che è un elemento catalitico della sintesi del collagene”.

Quali sono i segni e sintomi dell’ernia inguinale?

Segno dell’ernia inguinale è la tumefazione, cioè una sporgenza visibile, ad uno dei due lati dell’inguine. Principali sintomi, “per quanto è opportuno ricordare che l’ernia inguinale può anche essere asintomatica” specifica Prof. Negro, sono:

  • bruciore nella zona inguinale che può anche irradiarsi anche sulla gamba (nell'uomo anche ai testicoli);
  • senso di peso e/o fastidio;
  • differente sensibilità cutanea;
  • raramente dolore (soprattutto in assenza di complicanze).

Come si fa la diagnosi?

A spiegarcelo è Prof. Stefano Arcieri, specialista in chirurgia del Policlinico Umberto I. “Si visita il paziente in piedi, invitandolo a tossire per meglio evidenziare l’ernia. Poi il paziente viene fatto sdraiare sul lettino in decubito orizzontale, per verificarne la riducibilità e consentire una migliore valutazione del sacco, ovvero l'ansa estroflessa di peritoneo (la membrana che riveste gli organi addominali) in cui si posiziona il viscere erniato. La visita clinica viene poi approfondita con un’analisi strumentale”.

Come si opera un’ernia inguinale?

Oggi la maggior parte degli interventi chirurgici per ernia inguinale vengono effettuati in day surgery quindi con ritorno a casa in giornata.

Ciò è possibile, ci spiega Prof. Negro “grazie all’avvento degli elementi protesici che hanno rivoluzionato la tecnica chirurgica e diminuito il tasso di recidive, passando dal 20% all’1%. Le nuove reti contenitive, microforate, favoriscono la il passaggio dei fibroblasti, cellule deputate alla produzione del collagene” e quindi alla ricostituzione del tessuto.

“Inoltre – aggiunge Prof. Arcieri - oggi le retine pro-grip non hanno bisogno di punti: la superficie ‘ruvida’ è costituita da piccoli uncini, ancorette che si attaccano alla parete addominale; poi si riassorbono entro pochi mesi dopo l'operazione. Ciò diminuisce sensibilmente i tempi di recupero”.

I vantaggi della nuova tecnica operatoria, in sintesi:

  • Day Surgery
  • anestesia locale
  • nessun punto di sutura
  • decorso post-operatorio breve

“Le nuove tecniche – tranquillizza i pazienti Prof. Negro – comportano un limitato discomfort post operatorio (day surgery). Il recupero funzionale è molto rapido”. La convalescenza è inferiore alla settimana, con il consiglio di riprendere sforzi fisici più intensi (come l’attività sportiva) dopo una ventina di giorni.

Da tenere a mente

Prof. Arcieri ci mette in guardia su due dubbi molto comuni.

Un’ernia può riassorbirsi da sola? “No, non può correggersi se non intervenendo chirurgicamente”.

Ho una piccolissima ernia che da sdraiato scompare. Va operata lo stesso? “Si, perché l’ernia tende a peggiorare ed ingrandirsi con il tempo”. Aumenta anche la probabilità di complicanze.

Complicanze: la strozzatura

Spiega Prof. Arcieri: “La complicanza più comune, viene comunemente definita ‘ernia strozzata’ e richiede un intervento d’urgenza che deve essere realizzato entro poche ore".

Come riconoscerla:

  • dolore molto intenso,
  • la tumefazione diventa molto dura,
  • la tumefazione non rientra nemmeno sdraiandosi (irriducibilità del viscere erniato),
  • la cute sovrastante diventa cianotica.

La diagnosi precoce rimane uno dei migliori strumenti di prevenzione a nostra disposizione. Proprio a questo tema è dedicata la IV tappa di Padel&Salute, di sabato 21 e domenica 22 ottobre.