Curare i neonati nei Paesi in via di sviluppo, con video-lezioni

Molte malattie oggi mortali potrebbero essere adeguatamente prevenute e curate con interventi semplici e facilmente realizzabili anche nelle realtà territoriali con limitate risorse economiche

di Alessandra Binazzi

corso online neonatologia

Nel mondo la mortalità infantile, in 25 anni, si è dimezzata: da 12 a 6 milioni i bambini che non raggiungono il quinto anno di vita, secondo le stime OMS.  Sono notizie confortanti, ma la tendenza positiva non riguarda la percentuale di decessi nel corso del primo mese di vita, il periodo neonatale; le percentuali, in questo caso, sono invece ancora molto alte, addirittura in aumento in Paesi come l’india (più del 30% decessi neonatali) o l’Africa Sub-Sahariana dove il rischio che un bambino muoia prima di completare il primo anno di vita (68 per 1000 nati vivi) è  circa 6 volte maggiore rispetto a quello registrato nella Regione Europea  (11 per 1000 nati vivi). In alcuni Paesi del Centrafrica la mortalità neonatale è addirittura 50 volte più elevata di quella registrata in Italia.

Se però ancora oggi sono circa 20 milioni le persone che ogni anno muoiono prematuramente per malattie prevenibili e curabili, risulta difficile poter parlare di salute globale, perché la diseguaglianza a causa di motivi economici, sociali, politici, culturali e ambientali crea un gap difficilmente colmabile; diseguaglianza che è la prima responsabile anche dei processi biologici differenti, di quel mancato benessere bio-psico-sociale che dovrebbe considerarsi diritto umano fondamentale per ogni nuovo nato. Che sia un nuovo cittadino del Nord o del Sud del Pianeta.

 

Migliorare la formazione per ridurre la mortalità neonatale

Ma c’è ampio spazio per iniziative mirate a ridurre la mortalità neonatale, migliorando la formazione di medici e infermieri. Per questo è stato creato un corso di Neonatologia per Paesi con limitate risorse economiche16 video lezioni, che possono essere viste su internet, quando e dove si vuole; sono state organizzate da Unitelma, l’università telematica della Sapienza e dirette da Mario De Curtis, Ordinario di Pediatria presso Sapienza Università di Roma e Direttore dell’Unità di Neonatologia e Terapia Intensiva neonatale del Policlinico Umberto I, tenendo presente la gravissima situazione assistenziale nei paesi più poveri del mondo, dove ancora è altissima la mortalità neonatale e dove è insufficiente la formazione del personale sanitario.

In cosa consiste il corso?

“Si tratta di un corso di base, in lingua inglese, finalizzato a migliorare la formazione di medici e infermieri in quei Paesi soprattutto Asia e Africa, in cui la mortalità infantile è particolarmente elevata. Ogni anno nel mondo nascono 130 milioni di bambini e circa 6 milioni muoiono nei primi cinque anni di vita. La metà di questi bambini muoiono nei primi 28 giorni di vita, cioè nel periodo neonatale, il periodo che rappresenta il periodo più critico dell’esistenza di un individuo. Pensate che il alcuni paesi del Centro Africa la mortalità è 40/50 volte superiore rispetto all’Italia”.

Chi sono i relatori di questo corso?

“Tutte le 16 video lezioni sono presentate da pediatri neonatologi che lavorano in importanti ospedali italiani – spiega De Curtis - ma che hanno avuto tutti un’esperienza nei paesi in via di sviluppo. Gli argomenti trattati sono argomenti di base. Si tiene conto delle situazioni locali proponendo semplici protocolli diagnostici e terapeutici che possono essere facilmente seguiti anche in Paesi con limitate risorse economiche. I relatori sono neonatologi che lavorano in qualificati ospedali italiani e tutti hanno avuto un’esperienza internazionale in Paesi in via di sviluppo che hanno un impatto significativo nel migliorare la cura dei bambini nelle prime ore di vita”.

 

Cosa bisogna fare per migliorare la situazione in questi Paesi svantaggiati dove l’emergenza da affrontare cresce anziché regredire?

“Intanto si possono migliorare le condizioni sociali con l’aiuto di Paesi più sviluppati – osserva il direttore dell’ dell’Unità di Neonatologia e Terapia Intensiva neonatale del Policlinico Umberto I - Mettiamo a disposizione con entusiasmo per via telematica i nostri studi e la nostra esperienza. Dal punto di vista medico significa soprattutto poter intervenire migliorando la condizioni della donna in gravidanza e al parto e proporre una serie di interventi semplici, che si sono dimostrati particolarmente efficaci, come una migliore assistenza alla nascita, la promozione dell’allattamento al seno, la prevenzione e la cura delle infezioni. Il miglioramento della cura dei bambini nei Paesi più poveri rappresenta una concreta azione per favorire lo sviluppo e le condizioni di vita di questi Paesi meno fortunati”.

A chi è rivolto?

Iniziative come questo corso on line di medicina neonatale sono molto valide e da ripetere anche in altre situazioni, osserva il prof. Eugenio Gaudio, Rettore dell’università romana ‘Sapienza’:

“Le possibilità tecnologiche aumentano progressivamente e sono proprio Paesi come il nostro, con scarse risorse economiche ma con una sanità tra le migliori a livello europeo, che possono dare una mano ad altre realtà non altrettanto positive con uno strumento importante per realizzare gli obiettivi formativi e didattici. Che non è certamente sostitutivo del rapporto tra docente e discente, ma diventa di estrema utilità a chi non può permettersi scambi diretti. Fruire delle nostre esperienze tramite queste 16 video lezioni vuol dire, in questo caso, abbassare il tasso di mortalità neonatale in quei Paesi dove è ancora altissimo e garantire allo stesso tempo una buona qualità di vita a chi sopravvive.  Ecco perché ritengo il corso organizzato dal prof. De Curtis in collaborazione con Unitelma Sapienza un’iniziativa molto valida, che possiamo ripetere anche in altre situazioni”.