Lotta all'obesità, oggi la giornata mondiale

L'obesità colpisce oggi 6 milioni di italiani ed è una patologia in preoccupante aumento in tutte le fasce d'età. Al Policlinico il Centro di Alta Specializzazione per la Cura dell'Obesità.

di Regina Geloso

Lotta all'obesità

Oggi si celebra il World Obesity Day, Giornata Mondiale per la lotta all’obesità nata con l’idea di sensibilizzare la popolazione e le Istituzioni su un problema che, stando alle previsioni, colpirà 2.700 miliardi di persone entro il 2025. Senza contare che, spesso, l’obesità ha come conseguenze indirette l’insorgere di altre patologie come quelle cardiache e respiratorie.

Questo tema è stato ampiamente dibattuto dall’ONU nell’ambito dei Substainable Development Goals (Obiettivi di Sviluppo Sostenibile), che ha inserito “Garantire una vita sana e promuovere il benessere” tra i punti dell’Agenda2030.

L’Italia ha anticipato di un giorno la sua celebrazione, organizzando diversi eventi in tutta Italia. Tema scelto per questa XVII Edizione è la volontà di recuperare le tradizioni e la cultura culinaria mediterranea delle singoli regioni italiane, con l’obiettivo di promuoverli come modelli di vita alimentare utili a prevenire e migliorare patologie come l’obesità e il sovrappeso. Negli ultimi 50 anni, infatti, i consumi alimentari degli italiani si sono progressivamente allontanati dal modello alimentare mediterraneo, passando da un consumo medio di 2956 kcal giornaliere nel 1961 a circa 3627 kcal di oggi.

L’Obesity Day alla Sapienza in collaborazione con CASCO

Le attività previste per l’Obesity Day si sono svolte nell’arco della giornata di ieri presso il Laboratorio di Valutazione dello Stato di Nutrizione dell'Unità di Ricerca in Scienza dell’Alimentazione e Nutrizione Umana, sito nel seminterrato del palazzo di Fisiologia Umana e di Biochimica (CU027) della Città Universitaria Sapienza di Roma. Il Personale che ha aderito all'iniziativa, ha erogato gratuitamente interventi di informazione/educazione in ambito dietetico/nutrizionale. L'intervento prevedeva:

  • somministrazione di questionari per valutare: aderenza al modello alimentare mediterraneo, livello di attività fisica, comportamenti alimentari disfunzionali;
  • valutazione di peso, statura e composizione corporea mediante antropoplicometria e bioimpedenziometria;
  • valutazione della forza muscolare mediante Hand Grip Test;
  • counseling breve di orientamento nutrizionale e promozione di uno stile di vita sano.

I pazienti con problematiche nutrizionali e/o complicanze associate all’eccesso di peso saranno indirizzati presso il Centro di Alta Specializzazione per la Cura dell’Obesità (CASCO) del Policlinico Umberto I al fine di attivare percorsi diagnostico-terapeutici di maggiore efficacia.

Il Centro di Alta Specializzazione per la Cura dell’Obesità del Policlinico

Il Centro di Alta Specializzazione per la Cura dell’Obesità (CASCO) è un punto di riferimento nel Lazio per l’iter diagnostico-terapeutico di questa patologia, da molti considerata tra i “mali” del nostro tempo. Secondo il Rapporto Osservasalute 2016, infatti, la percentuale delle persone in sovrappeso in Italia è passata dal 33,9% del 2001 al 36,2% del 2014, soprattutto è aumentata la quota degli obesi (10,2% vs 8,5%).

Il paziente che accede al Centro è inserito in un programma complesso, multi- ed inter-disciplinare.

“I punti cardine su cui si basa la strategia di intervento – spiega il Prof. Lucio Gnessi - Responsabile di CASCO sono:

  • valutazione multispecialistica (diagnosi e screening delle complicanze e comorbidità correlate all’obesità);
  • accesso ad un percorso integrato che oltre alla terapia medica preveda anche la possibilità di intervento di chirurgia bariatrica;
  • condivisione di strategie e obiettivi con reciproca assunzione di impegno”.

Come è cambiata la dieta

Stando ai recenti dati pubblicati, un contributo sostanziale all’epidemia di obesità e sovrappeso è stato dato dall’incremento nei consumi, sia in età evolutiva che adulta, di alimenti ad alta densità energetica, ma di basso valore nutrizionale (alimenti con grasso visibile, soft drinks con dolcificanti calorici, prodotti da forno/snacks, dolciumi) a cui ovviamente va aggiunta la drastica riduzione dell’attività fisica. Come se non bastasse, il consumo di proteine è aumentato del 110,7% così come quello dei grassi di origine animale (+111,4%); i carboidrati complessi si sono ridotti di circa il 9% e il consumo di zuccheri aggiunti è cresciuto di circa il 20%. Ad essere sbilanciato non è solo l’apporto nutrizionale e la “qualità e quantità” di ciò che mangiamo, ma anche lo stile di vita che ci spinge sempre più verso la sedentarietà e ritmi stressanti.

Si stima che gli obesi in Italia siano 6 milioni ed in continua crescita anche tra le fasce più giovani; “è necessario – conclude il Prof. Gnessi – intraprendere una serie di attività di sensibilizzazione verso i cittadini per promuovere la prevenzione, favorire la diagnosi precoce, spiegare che l’obesità può e deve essere curata”.