Come si formano le carie?

La carie è una patologia molto diffusa e può portare fino alla perdita del dente. Ma da cosa dipende e quali sono i fattori di rischio che ne aumentano l'incidenza?

di Regina Geloso

prevenzione carie, dentista

Secondo la World Health Organization (W.H.O.), la carie rappresenta una delle patologie più diffuse tanto da essere considerata una malattia sociale con alti tassi di incidenza in tutti i paesi del mondo. 
Definita una malattia a eziologia multifattoriale, localizzata, cronico-degenerativa e post-eruttiva, interessa il tessuto duro dentale, determinandone la distruzione con formazione di una cavità (Brown JP, 2015; Wu A, 2014; Hayes M, 2015; Ito A, 2012; Söderström U, 2014). Può manifestarsi anche in età precoce e colpisce sia la dentatura decidua (denti da latte) sia quella permanente.  
Ma in cosa consiste, come si cura e come si può prevenire? A queste domande risponde la Prof.ssa Antonella Polimeni Responsabile del DAI Testa-Collo del Policlinico Umberto I di Roma che ci spiega: "la carie è un processo nella cui fase iniziale si disgrega lo smalto dei denti, la cosiddetta fase inorganica. Man mano che procede, questa lesione va ad approfondirsi fino alla polpa del dente".

"In questo senso - prosegue la Polimeni - possiamo individuare quattro stadi: il primo, più superficiale, quando solo lo strato dello smalto è lesionato; al secondo stadio la carie si approfondisce fino alla dentina; al terzo e quarto stadio la lesione si approfondisce ulteriormente, arrivando fino al connettivo del dente, la polpa, dove ci sono vasi e nervi".


Cosa provoca la carie?

Nel cavo orale sono presenti centinaia di specie microbiche e, di queste, almeno 20 specie batteriche hanno la capacità di produrre acidi deboli.

"Il principale interprete nella carie è un batterio, lo streptococco mutans che si trova nella nostra bocca e si nutre di zucchero. Metabolizza gli zuccheri ed abbassa il ph, l'acidità della saliva. L'acidità più bassa determina la disgregazione iniziale dello smalto (demineralizzazione della sua componente inorganica) e, se non si interviene per tempo, oltre a dissolversi lo smalto, si distrugge anche la componente organica del tessuto dentale; continuando a lavorare, questi batteri portano al danneggiamento irreversibile dell'architettura del dente".  

Le principali caratteristiche di questa popolazione microbica sono, infatti: l’adesività, la capacità di favorire la fermentazione di alcuni carboidrati assunti con la dieta (max. saccarosio, glucosio, fruttosio e lattosio), la capacità di sintesi di polisaccaridi intra ed extracellulari, insieme alla facilità di crescita in ambiente acido (Kaidonis J, 2015; Hirschfeld J, 2015; Law et al., 2007).

Quali sono i fattori di rischio per la carie?

  • mancanza di igiene orale

"La base fondamentale per prevenire la carie è l'igiene orale che va considerata nel contesto di una alimentazione che può essere più o meno cariogena".

  • alimentazione scorretta

"Numerosi studi clinico-epidemiologici hanno messo in relazione il consumo di zuccheri fermentabili con l’alta incidenza di carie". 

  • fattori genetici 

"Tendenzialmente si ha una predisposizione o carioprotezione geneticamente determinata; ciò significa che la patologia può presentarsi con maggiore incidenza in soggetti cariorecettivi pur in condizione di buona igiene orale". 

  • nascita prematura 

"I bambini che nascono pretermine hanno uno smalto che non si è maturato bene; sono soggetti, quindi, che vanno considerati a monte come a rischio di carie. In questi casi bisogna intervenire con delle manovre preventive molto precoci".

  • celiachia 

"La celiachia si può manifestare spesso con delle lesioni che si chiamano ipoplasie, a volte clinicamente presenti, a volte non presenti. Quindi, anche nel soggetto celiaco, lo smalto non è completamente maturo".

Le carie sono tutte uguali? Ci sono differenze tra bambini, adulti ed anziani?

"Prima di tutti i bambini sono tutti potenzialmente a rischio di carie avendo uno smalto molto sottile e più soggetto agli attacchi dei batteri. Inoltre la polpa dei denti da latte è molto più superficiale e la carie passa rapidamente da stadio 1 a 4. 
I denti più esposti alla carie, tra bambini ed adulti, sono i molari. Nei bambini le carie si instaurano più frequentemente tra un dente e l'altro proprio perché ci sono delle superfici a contatto e dove la pulizia è più difficile. Per gli adulti, invece, sono più frequenti sulle superfici masticatorie.
Negli anziani la carie si manifesta prevalentemente sul colletto dei denti.  Questo principalmente per due ragioni: la prima è che con l'età i tessuti gengivali si ritraggono e si espone il colletto dentale; la seconda è la fisiologica diminuzione della saliva che può essere peggiorata da alcuni farmaci. La saliva è, infatti, carioprotettiva grazie a sistemi enzimatici anti-microbici e immunitari capaci di avere una risposta locale sinergica nel controllo della flora batterica cariogena". 

Come riportato nelle Linee Guida del Ministero della Salute, la saliva ha funzione carioprotettiva grazie ai sistemi tampone che, durante le fasi iniziali della demineralizzazione del dente, riequilibrano il valore del pH quando questo scende sotto la soglia di rischio, neutralizzando l’azione degli acidi deboli prodotti dalla degradazione degli zuccheri.

Quali sono i sintomi?

"Inizialmente può essere asintomatica o manifestarsi con una irritazione. In una fase successiva i sintomi, ancora regredibili, sono elicitati dagli stimoli chimico e termico; dunque il dolore può essere indotto da masticazione, calore e cibi acidi. Quando si arriva al connettivo, il dolore è spontaneo e diffuso".

Come si cura?

"Si preferisce sempre un trattamento conservativo per evitare di arrivare alla protesizzazione.  I materiali utilizzati sono diversi: nei bambini, ad esempio, contengono tipicamente anche del fluoro che consente di proteggere continuativamente; negli adulti si utilizza tendenzialmente il composito".

Igiene orale, quante volte bisogna lavarsi i denti e come?

"Il consiglio è di lavarsi i denti almeno due volte al giorno e,  agli adulti,  di utilizzare anche il fio interdentale. Un altro strumento importante è lo scovolino, consigliato per adulti e ragazzi/e con apparecchi ortodontici fissi. Scovolino e filo interdentale sono, invece, da evitare nei bambini. Una visita periodica dal dentista, meglio se ogni 6 mesi e a partire dai 3 anni, contribuisce alla prevenzione ed alla diagnosi precoce".