Santa Agostina Pietrantoni

'Martire della carità'. Una festa in suo onore il 10 settembre 2017 a Pozzaglia Sabina per ricordare il suo servizio ai malati

di Roberta Manfredini

Santa Agostina nella Cappella Maggiore del Policlinico Umberto I Roma

Il Policlinico Umberto I di Roma è legato alla figura della Santa per diversi motivi, in particolare per aver avuto al suo interno per circa 107 anni (sino al 2011), un gruppo di missionarie della Congregazione delle Suore della Carità, dedicato all’assistenza ai malati.

Suor Agostina, proclamata Beata da Papa Paolo VI nel 1972 e Santa nel 1999 da Santo Papa Giovanni Paolo II, venne nominata ‘Patrona degli infermieri’ d’Italia nell’aprile del 2003, dalla Congregazione per il Culto Divino.

Il Policlinico Umberto I di Roma ha ricordato in varie occasioni la figura della Santa, così come ha fatto a fine maggio scorso dove hanno partecipato, oltre ai vertici aziendali e universitari, gli studenti, gli infermieri, il personale medico, sanitario e tecnico amministrativo dell’ospedale universitario. In onore di Santa Agostina, erano presenti anche una delegazione del Comune di Pozzaglia Sabina, tra i quali il Vice Sindaco Renzo Aniballi, il Consigliere Angelino Luzi, le ‘Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thourét’ e alcuni componenti della Commissione del Concorso Nazionale Arte e Fede, tra i quali il Prof. Dino Santoboni, la Prof.ssa Paola Curti e il Dott. Gilberto Greco.

La cerimonia è stata preceduta da una S. Messa celebrata da S. E. Mons. Lorenzo Leuzzi, Vescovo Delegato per la Pastorale Sanitaria e Universitaria della Diocesi di Roma, presso la Cappella intitolata alla Santa (‘Cappellania’) della Facoltà di Medicina e Odontoiatria della Sapienza.

Nel corso della funzione, S.E. Leuzzi ha benedetto un quadro raffigurante la Santa, donato dai dipendenti del Policlinico e dipinto dal collega Luciano Fabbrizio.

benedizione quadro Sant'Agostina

Pozzaglia Sabina ed il legame indissolubile con Sant’Agostina

Rivolgendosi soprattutto ai giovani studenti, suor Fernanda, Madre Superiora delle Suore della Carita' di Pozzaglia Sabina, ricordando il Decalogo dell’Infermiere vissuto da Sant’Agostina ha posto una domanda: “Sant’Agostina può essere un modello per gli infermieri di oggi?" La risposta di suor Fernanda non lascia dubbi: “Dal 1894 molte cose sono cambiate, ma gli ammalati restano sempre gli stessi!”

Legato a doppio filo alla figura della Santa perché dello stesso Paese che Le ha dato i natali, Roberto Curti, un dipendente del Policlinico Umberto I di Roma che ha contribuito per l’organizzazione della festa di maggio scorso, ha sottolineato “Sono orgoglioso che Pozzaglia Sabina venga rappresentata all’interno del Policlinico dove lavoro ormai da tanti anni. Per la partecipazione a questa iniziativa che considero importante, ringrazio tutto il vertice aziendale, i colleghi, gli studenti e le autorità istituzionali di Pozzaglia Sabina che hanno fatto sventolare lo stendardo comunale! Il ringraziamento va anche ai molti paesani presenti che hanno rappresentato la nostra grande appartenenza. Colgo l’occasione per rinnovare a tutti l’invito del vice Sindaco a venire a visitare Pozzaglia il 10 settembre prossimo per partecipare alla commemorazione solenne in onore di S. Agostina: vi aspettiamo!

Arte Sacra al Policlinico Umberto I: la Cappella Maggiore

Grande contributo al ricordo di santa Agostina è stato quello del Prof. Silvio Messinetti, della Scuola del Prof. Pietro Valdoni ed emerito della Sapienza, che ha curato nel 2007 il restauro degli spazi liturgici della Cappella Maggiore di Gesù Misericordioso del Policlinico. In particolare, a destra del Presbiterio, la Santa è stata raffigurata dall’abile Scuola di mosaico di Padre Marko Ivan Rupnik, artista, teologo e direttore del Centro e dell’Atelier di Arte Spirituale del Pontificio Istituto Orientale.

 

Suor Agostina, eroina della carità

Ma vediamo brevemente di ripercorrere le tappe principali della vita della Santa, definita ‘eroina della carità’ perché, nonostante conoscesse molto bene i pericoli legati all’alta contagiosità delle malattie e al clima politico che si respirava in particolare a Roma dopo l’Unità d’Italia (anticlericalismo e laicizzazione degli ospedali), si è dedicata con tutta se stessa alla cura degli ammalati, fino a mettere in pericolo la propria vita!

Livia Pietrantoni, nata il 27 marzo 1864 a Pozzaglia Sabina, un grazioso paesino nelle montagne Reatine, maturato da tempo il desiderio della sua missione di fede, quasi ventiduenne lascia il suo paese e si reca a Roma, presso la Congregazione delle Suore della Carità di S. Giovanni Antida Thouret, dove solo dopo tre mesi, il 23 marzo del 1886 prende i voti e il 13 agosto dell’anno successivo (1887) veste l’abito religioso, con il nome di ‘Suor Agostina’.

L’attenzione ai malati di tubercolosi - Insieme alle consorelle, Suor Agostina fin dall’agosto 1887 assisteva gli infermi dell’Ospedale S. Spirito in Sassia e, nell’ultimo periodo della sua vita, si era fatta assegnare al reparto di quelli che nessuno voleva avvicinare perché malati di tubercolosi, pazienti che proprio per l’alta contagiosità e poca possibilità di guarigione, il più delle volte venivano abbandonati a loro stessi!

 

Il brutale assassinio - Votata alla missione di fede e assistenza agli infermi gravi, suor Agostina, le cui spoglie mortali riposano nel suo Paese natale, a soli 30 anni muore assassinata a Roma, pugnalata più volte da un malato di tubercolosi che, fino a qualche giorno prima, aveva ricevuto le sue cure amorevoli.

Sulla motivazione di questo atto criminoso molti convengono sul fatto che quell’uomo, convinto che la responsabile del suo allontanamento dall’ospedale (che all’epoca voleva dire essere abbandonati in strada!) fosse proprio la suora tanto gentile e apparentemente premurosa, decise di vendicarsi accoltellandola a morte!

La mattina del 13 novembre del 1894, mentre suor Agostina si recava dai malati, nonostante avesse capito l’identità dell’aggressore e quasi esangue, compie un gesto di carità verso quell’uomo, lo perdona! Il giorno dopo furono in molti a Roma a rendere omaggio alla salma della suora ‘martire della carità’.

 

Il difficile contesto storico - Quelli di suor Agostina erano anni particolari: Roma era sede del potere Temporale del Papa ma anche Capitale del Regno d'Italia; erano anni molto difficili per il popolo che se riusciva ad avere un posto in ospedale, dove mangiare e dormire gratis, voleva dire sopravvivere alla povertà; un po’ tutti gli ospedali furono laicizzati.

In particolare all’ospedale Santo Spirito in Sassia dove prestava sevizio suor Agostina, fondato da Papa Innocenzo III alla fine del XII secolo per l’assistenza gratuita agli infermi e laicizzato dopo il 1870, vennero tolti tutti i crocifissi e le immagini sacre; sulle porte dei reparti di degenza furono messi cartelli con la scritta ‘Libertà di coscienza’; i 37 padri Concezionisti che curavano l’assistenza spirituale vennero espulsi; alle suore che rimasero fu vietato di pregare in pubblico, di parlare di Dio ai pazienti e di proporre loro i conforti religiosi.

 

Nel maggio 2003, S. E. Cardinale Vicario Camillo Ruini dichiarò: “Auspico che tutti gli operatori del mondo sanitario riconoscano in Santa Agostina una figura ispiratrice e una testimone esemplare per la loro professione. Ricorrendo alla sua intercessione potranno trovare sostegno e aiuto nel loro impegno al servizio degli ammalati”.