Come riconoscere i sintomi della tiroide che funziona male

In età adulta, le donne sono molto più soggette alle malattie tiroidee rispetto agli uomini: una donna ha il 20 per cento di possibilità di sviluppare problemi alla tiroide nel corso della sua vita.

di Regina Geloso

tiroide patologie

La tiroide è una ghiandola endocrina, situata nella regione anteriore del collo, che sintetizza principalmente due ormoni: la triodotironina (T3) e la tiroxina (T4) che influenzano fortemente tutto il nostro organismo, ed anche un terzo ormone chiamato calcitonina importante nella regolazione del calcio e del fosforo.

Gli ormoni tiroidei T3 e T4 hanno nell'organismo due effetti principali: aumento del metabolismo nella sua totalità e stimolazione nella crescita del bambino.

La tiroide può ammalarsi per eccesso o difetto della produzione ormonale, che può dipendere da processi infiammatori cronici (Tiroidite cronica autoimmune o di Hashimoto), da precedenti trattamenti chirurgici o medico-nucleari, o da errori congeniti della sintesi degli ormoni tiroide; come anticipato nella premessa, è una patologia che colpisce soprattutto le donne.

La corretta funzione della ghiandola tiroidea è assicurata da un adeguato apporto nutrizionale di iodio. Lo iodio, sotto forma di ioduro, viene assorbito dalla tiroide e combinato chimicamente con l’aminoacido tirosina per sintetizzare l’ormone tiroideo.
La carenza di iodio, uno dei più gravi problemi di salute pubblica secondo stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, si traduce in diverse patologie, più o meno gravi a seconda dell’età e del sesso, come l’iper o l’ipoproduzione di ormone tiroideo da parte della ghiandola.

L’alterazione del funzionamento della tiroide ne comporta delle modifiche nella forma, nel volume e nel peso - tra cui il cosiddetto gozzo tiroideo - dando luogo ad asintomatici noduli unici o multipli.

Si parla, dunque, di:

  • ipotiroidismo, ovvero una produzione di ormoni inferiore alle necessità dell’organismo;
  • ipertiroidismo, ovvero una produzione eccessiva di ormoni, che stimolano eccessivamente le funzioni dell’organismo sotto il controllo della tiroide.

Ne abbiamo parlato con Prof. Salvatore Sorrenti, medico chirurgo nella UOC Chirurgia Generale A del Policlinico Umberto I coordinata da Prof. Angelo Filippini e Professore Associato “Sapienza” Università di Roma che ha condotto diverse attività di ricerca nel campo della Chirurgia Endocrina, con particolare riferimento ai tumori della ghiandola tiroidea e paratiroidea

Quali sono i segni e i sintomi di una patologia della tiroide?

I segni e sintomi da valutare sono di tipo fisico-anatomico, spesso difficilmente riscontrabili alla palpazione, e di tipo neurovegetativio, legati al funzionamento.

Spiega Prof. Sorrenti: “La tiroide è una ghiandola a forma di farfalla che, a livello del collo, viene a contatto con delle strutture anatomiche particolari; bisogna conoscerle per comprendere segni e sintomi che possono rivelare un aumento di volume della tiroide: in particolare l’esofago, il nervo laringeo inferiore (quello che ci fa parlare), la trachea (su cui si appoggia per 180°).

La compressione di queste strutture porta a :

  • disfagia, difficoltà a deglutire
  • vellichio, sensazione di solletico
  • tosse stizzosa
  • disfonia, alterazione del tono e del timbro della voce.

Sono da valutarsi anche segni e sintomi neurovegetativi, da funzionalità tiroidea".

Vediamo insieme quali sono.

Sintomi di ipertiroidismo:

  • Dimagrimento ingiustificato
  • Intolleranza al caldo e sudorazione
  • Tachicardia
  • Diarrea
  • Nervosismo
  • Debolezza muscolare
  • Tremore alle mani
  • Irregolarità del ciclo mestruale
  • Occhi sbarrati o sporgenti (esoftalmo), solo nei casi gravi

 

Sintomi di ipotiroidismo:

  • Aumento di peso
  • Stanchezza
  • Maggiore sensibilità al freddo
  • Depressione
  • Sonnolenza diurna
  • Battito cardiaco rallentato
  • Difficoltà nella concentrazione
  • Perdita di memoria
  • Crampi muscolari
  • Stipsi
  • Voce roca
  • Gonfiore del viso

Carenza di ormone tiroideo in gravidanza: i danni al feto

Il Ministero della Salute mette in guardia le donne in gravidanza: una carenza di ormone tiroideo durante la vita fetale e neo natale, può avere effetti diversi fino all’arresto irreversibile della maturazione dell’encefalo con gravi conseguenze sullo sviluppo intellettivo, configurando ritardo mentale, sordomutismo e paralisi spastica.
Il fabbisogno di iodio è quindi particolarmente elevato per le donne in gravidanza e per i bambini. Secondo le stime attuali, un neonato su 3mila nasce con una forma di malattia tiroidea. 

Un nodulo può essere doloroso?

Risponde Prof. Sorrenti: “Nella maggior parte delle volte, non fa male il nodulo in sé e per sé. Alcuni noduli insorgono su dei processi che qualcuno tende a definire inafiammatori e sono in realtà tiroiditi autoimmuni: è la tiroidite a dare dolore. In altri casi può dare dolore sia il nodulo neurovegetativo da compressione sia di superficie”.

Un cattivo funzionamento della tiroide può causare infarto?

"L'ipertiroidismo è sicuramente un fattore di rischio, perché l'iperfunzionamento della tiroide può contribuire alla tachicardia e alla tachiaritmia, ponendo il cuore ed il corpo ad un elevato stress".