Idrosadenite suppurativa: sembra acne ma è più grave!

Patologia rara, di natura infiammatoria, cronica e ricorrente caratterizzata dalla formazione di cisti nelle pieghe che procurano molto dolore.

di Roberta Manfredini

idrosadenite suppurativa o acne inversa

Circa l’1% della popolazione mondiale soffre di Idrosadenite Suppurativa (HS) o acne inversa (perché colpisce le zone delle pieghe del corpo, come ascelle, inguine, ecc.), una malattia di natura infiammatoria della quale non si conosce la causa e, ad oggi, non esiste una terapia specifica risolutiva.

Al momento, si sa solo che nel processo infiammatorio è coinvolta l’unità pilo-sebacea, con occlusione dell'infundibolo (una porzione specifica del follicolo pilifero), che porta alla formazione di cisti (per mancato drenaggio del secreto sulla pelle che, invece, si accumula nella ghiandola che si rigonfia e s'infiamma, favorendo la formazione di noduli dolorosi). Queste cisti, se non diagnosticate e trattate in tempo, diventano suppurative.

Nonostante il meccanismo di formazione delle cisti nell’HS sia stato descritto per la prima volta nel lontano 1854 da Auguste Stanislas Verneuil (da quì anche il nome di malattia di Verneuil), è una patologia poco conosciuta e c’è poca attenzione per la ricerca clinica e scientifica. Per la prevenzione degli esiti cicatriziali e per le forti ripercussioni psicologiche e sociali per il paziente, è fondamentale fare diagnosi precoce.

Ne abbiamo parlato con la Prof.ssa Daniela Bianchini, Responsabile dell’Ambulatorio Acne e Idrosadenite del Policlinico Umberto I di Roma, Centro di Riferimento presso la Clinica Dermatologica, Diretta dal prof. Stefano Calvieri.

Prof.ssa Bianchini l’HS è una malattia infettiva?

“L' Idrosadenite suppurativa è una malattia cronico-ricorrente, a patogenesi sconosciuta, che coinvolge l'unità pilo-sebacea. Dall'alterazione di questa segue l'infiammazione, con coinvolgimento dell'immunità innata e rilascio di molecole pro-infiammatorie.
Il ruolo dei batteri è del tutto secondario rispetto all'infiammazione. L'HS non è, quindi, una malattia infettiva benché la sovrapposizione batterica possa complicare la suppurazione”.

A che età si ha una incidenza maggiore e quale dei due sessi viene più colpito?

“Può partire dall’adolescenza ma spesso non viene diagnosticata e, poiché è una patologia cronico ricorrente, può peggiorare nei suoi stadi di gravità con il tempo e può perdurare tutta la vita. La donna sicuramente viene più colpita dell’uomo, probabilmente perché nella donna vi sono molte comorbidità specifiche che portano la malattia a progredire; una di queste è l’iper-androgenismo che occorre nella sindrome dell’ovaio policistico. Tra le comorbidità che possono contribuire al peggioramento della malattia, troviamo anche le patologie infiammatorie dell’apparato digerente, la sindrome dismetabolica, le patologie autoimmuni e alcune condizioni come l’obesità o il fumo”.

L’HS può essere confusa con l’acne?

“L’idrosadenite suppurativa si presenta con lesioni a sede cutanea e sottocutanea che sono noduli infiammatori e ascessi dolenti che vanno incontro a suppurazione. È frequente il riscontro i comedoni  'a coppia'. Le lesioni infiammatorie esitano in cicatrici ipertrofiche e cordoni fibrotici che compromettono la funzionalità del distretto anatomico coinvolto.
Viene chiamata anche ACNE INVERSA perché colpisce le cosiddette parti inverse del corpo cioè le pighe come le ascelle, l'inguine e la zona perianale, ma può essere localizzata anche in altri distretti cutanei.
Succede spesso che l'HS venga confusa con una forma grave di acne o follicolite e, per questo motivo, i pazienti giungono all'osservazione del dermatologo quando la malattia è ad uno stadio avanzato”.

Cos’è il comedone?

“E’ il classico punto nero, per esempio nella zona sternale (nelle donne nel solco intermammario), oppure sotto le ascelle: noi non ci aspettiamo di trovare comedoni sotto le ascelle! Il comedone è già una lesione patognomonica di idrosadenite suppurativa ma, purtroppo, non sempre viene diagnosticata nella sua fase iniziale e, con il tempo, può cronicizzarsi. Ci può essere un paziente che neanche sa di averla perché non intervengono le comorbidità di cui abbiamo parlato o i fattori scatenanti o aggravanti la malattia”.

Per la diagnosi precoce cosa è importante?

“Purtroppo i pazienti arrivano da noi in uno stato di gravità già avanzato della malattia. Anche per questo motivo abbiamo aderito alla Campagna Nazionale di sensibilizzazione sull’idrosadenite suppurativa “Che nome dai alle tue cisti?” che ha lo scopo di aiutare chi soffre di questa patologia nella diagnosi e nel percorso curativo”.

Per una diagnosi precoce sono necessari:

  • l’informazione, non solo per i pazienti ma anche per gli operatori sanitari. “Far conoscere la malattia è importante perché dobbiamo far sì che sia riconoscibile per il paziente, per gli operatori sanitari e per il medico curante in uno stadio iniziale, nella fase in cui può essere confusa con la follicolite, con un acne, come reazione per esempio ad indumento non idoneo quando è presente nei glutei”.
  • la sensibilizzazione. “In questo senso il 21 settembre prossimo, presso Dermatologia del Policlinico, faremo visite gratuite”;
  • l’attenzione a fattori di rischio quali la familiarità “abbiamo dei casi in cura di padre e figlia (o addirittura due figlie), o due fratelli, anche in stadi diversi di gravità ovviamente. Per questo è importante che in tutti quei casi in cui sia stata diagnostica la patologia, i familiari prestino la massima attenzione, consultando il medico e sottoponendosi a controlli medici in caso di dubbi”.

La Campagna Nazionale di sensibilizzazione è organizzata con il Patrocinio di Inversa Onlus (Associazione italiana per i pazienti affetti di idrosadenite suppurativa) che è molto impegnata affinché tutti i pazienti possano ricevere cure adeguate in tutti gli ospedali italiani e proattiva nel sensibilizzare le istituzioni e il mondo scientifico per la ricerca clinica.

Appuntamento con il Policlinico Umberto I di Roma il 21 settembre 2017 per ricevere visite gratuite dalle ore 15.00 alle ore 19.00, presso la Clinica Dermatologica. La visita va prenotata esclusivamente al numero 392 8077216 tutti i giorni dal lunedì al venerdì, dalla 9.00 alle 17.00.