Professioni Sanitarie e Paziente Complesso

Qual è il contributo del Dipartimento delle Professioni Sanitarie nella presa in carico del paziente complesso, nel passaggio dalla mono patologia alla comorbidità?

di Regina Geloso

Una giornata di studio in cui si è presentato il processo di integrazione delle Professioni Sanitarie del Policlinico Umberto I di Roma attraverso il programma di sviluppo delle competenze cliniche e della cultura organizzativa secondo metodi e strumenti coerenti con la strategia e la governance aziendale.
L'importanza di questo incontro risiede anche nell'analisi del processo di trasformazione della società, non solo da un punto di vista demografico ma anche epidemiologico:  un mutamento che ha comportato, tra le prime conseguenze per la salute,  il fatto che sempre più persone debbano convivere con più patologie (molte delle quali croniche), segnando così il passaggio dalla mono patologia alla comorbilità. Si parla in questi casi di pazienti complessi.
Ed è proprio in seno al quadro appena descritto che si inserisce questo appuntamento del mese della formazione 2017 con l'obiettivo di valorizzare i "nuovi" modelli di presa in carico del paziente, che è da definirsi complesso in una sempre più elevata incidenza di casi. 


Dalla mono patologia alla comorbidità: prestazioni integrate ed appropriate

Spiega a tal proposito la Dott.ssa Laura Tibaldi, Responsabile del Dipartimento delle Professioni Sanitarie: "Il fatto stesso di essere qui a presentare la struttura del Dipartimento delle Professioni Sanitarie ha il senso di voler rappresentare il contributo che le professioni sanitarie tutte (parliamo di più di 4000 persone all'interno del Policlinico) portano  - ciascuna con le proprie competenze specifiche - all'approccio del paziente con problemi complessi che necessitano di terapie integrate. Qui oggi si affronta la sfida di contribuire in modo operativo  a questa integrazione parlando anche di outcome, cioè "metterci in campo" affinché tutti, attraverso l'integrazione, possiamo rappresentare quella multiprofessionalità in grado di offrire una prestazione integrata, petinente ed appropriata ai pazienti e ai cittadini".

Il Dipartimento delle Professioni Sanitarie e Sociali è responsabile di programmare, gestire, organizzare, valutare e migliorare continuamente le prestazioni assistenziali garantite dal personale infermieristico, tecnico-sanitario, della riabilitazione, di ispezione e vigilanza, degli operatori di supporto e degli assistenti sociali sulla base degli obiettivi delineati dalla Direzione Aziendale ed integrandosi con i processi aziendali.

"L'istituzione del Dipartimento delle Professioni Sanitarie e Sociali – sottolinea la Presidente Collegio IPASVI di Roma Dott.ssa Ausilia M.L. Pulimeno - rappresenta un valore strategico all'interno delle organizzazioni sanitarie favorendo un monitoraggio continuo dei processi e delle risorse nell'ottica dell'appropriatezza assistenziale, organizzativa e allocativa attraverso il proficuo confronto con la Direzione Generale Aziendale".


L'esperienza del Policlinico Tor Vergata

A parlare dell'esperienza del Policlinico Tor Vergata di Roma è il Dott. Alessandro Sili, Dirigente Professioni Sanitarie del nosocomio: "Siamo un Policlinico molto più giovane del Policlinico: siamo nati nel 2000. In questo nuovo scenario in cui il paziente è sempre più un paziente complesso, pluripatologico abbiamo cercato con la Dirigenza di mettere a punto diversi modelli organizzativi che hanno sicuramente contribuito ad efficientare i percorsi all'interno dell'azienda".
Si perché il Dipartimento, nel suo intento, ha come obiettivi e modus operandi:

  • operare con attenzione alla persona, 
  • favorire l’integrazione multiprofessionale, 
  • migliorare la qualità dell’assistenza erogata,  
  • promuovere il processo di responsabilizzazione professionale.

L'auspicio di IPASVI

IPASVI - prosegue la Dott.ssa Pulimeno  - è la Federazione Nazionale Collegi degli infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari. Sta portando avanti da qualche anno l'idea di una organizzazione che faccia riferimento alle professioni sanitarie che inglobano ovviamente quella che è anche l'organizzazione infermieristica molto rappresentata in un'azienda sanitaria sia che sia ospedaliera sia che sia territoriale. L'auspicio è che questa idea diventi  virale anche all'interno di tutte le strutture sanitarie, per favorire il benessere della persona".