Le novità della Legge Gelli in campo sanitario

Riconoscimento del diritto alla sicurezza delle cure, attraverso gli strumenti di prevenzione e gestione del rischio sanitario. Questi i punti chiave della Legge 24/2017

di Gabriella Facioni

Legge Gelli responsabilità medica

Sicurezza delle cure e responsabilità professionale di medici e sanitari; questo il cuore della riforma Gelli L24/2017 di cui si è discusso nel corso di aggiornamento tenuto lo scorso 21 giugno nell’Aula Biblioteca del Policlinico Umberto I dove il Direttore Generale dott. Domenico Alessio e il Rettore prof. Eugenio Gaudio hanno accolto il Rettore dell’Università S. Raffaele prof. Enrico Garaci ed una équipe di esperti.

L’argomento, già era stato trattato nel decreto legge n.158 del 13 settembre 2012 (c.d. ''decreto omnibus'' per la Sanità) messo a punto dall’ex Ministro della Salute, Renato Balduzzi. Un decreto però discusso che ha cercato di trovare un equilibrio con la riforma Gelli Legge numero 24/2017 sulla responsabilità medica.

A presentarci le novità introdotte dalla Legge Gelli, ufficialmente in vigore dal primo aprile, è un’illustre commissione di Giuristi e specialisti del settore, dal prof. Luca Di Donna, il prof. Guido Alpa, la prof.ssa Giovanna Capilli, l’Avv. Monica De Rita, il dott. Massimo Moricone giudice, il prof. Gianluca Scarchillo ed il dott. Alberto Rigoni.

Sicurezza delle cure

Innanzitutto viene introdotto il principio fondamentale: "la sicurezza delle cure è parte costitutiva del diritto alla salute ed è perseguita nell'interesse dell'individuo e della collettività" mediante l'insieme di tutte le attivita' finalizzate alla prevenzione e alla gestione del rischio connesso all'erogazione di prestazioni sanitarie e l'utilizzo appropriato delle risorse strutturali, tecnologiche e organizzative.

Introduzione di nuovi organi di tutela

Viene introdotto un Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza nella sanità a cui faranno capo i Centri per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza del paziente, che dovranno essere istituiti da ogni Regione senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Viene, inoltre, istituita la figura del Garante per il diritto alla salute che ha il compito di rappresentare le associazioni dei pazienti e fornire loro un supporto tecnico.

Trasparenza

Viene nuovamente normato l'obbligo di trasparenza, che da sempre ha caratterizzato il fronte amministrativo, a cui sono soggette le prestazioni sanitarie erogate dalle strutture pubbliche e private, nel rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali (d. lgs. n. 196/2003), obbligando la direzione sanitaria a fornire in tempi rapidi la documentazione sanitaria relativa al paziente. In termini pratici diventano più rigidi tempi e scadenze. Le aziende sanitarie devono fornire, dietro richiesta dell’interessato, entro sette giorni dalla stessa, la documentazione sanitaria disponibile e le informazioni sulla vicenda clinica del richiedente; per le integrazioni sono previsti trenta giorni al massimo. 

Responsabilità medica

La Legge Gelli modifica anche la responsabilità medica sia penale (l’articolo 6 introduce nel Codice penale il nuovo articolo 590-sexies - “Responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario”) sia civile, creando due percorsi paralleli: uno per la responsabilità contrattuale della struttura sanitaria e l’altra quella extracontrattuale del medico dipendente.

Assicurazione

L’obbligatorietà dell’assicurazione viene estesa a molteplici fattispecie sia per quanto riguarda la struttura sanitaria sia per il medico professionista. Questo tema viene disciplinato, in particolare, negli articoli 7 e 10 a cui si rimanda per le specifiche.

Conciliazione obbligatoria

Sin da subito, inoltre, diventa obbligatorio il tentativo di conciliazione mediante Accertamento Tecnico Preventivo. E’ previsto il tentativo di mediazione anche quando è già stata avviata una vera e propria causa avente ad oggetto la responsabilità del sanitario. A tal proposito le compagnie di assicurazioni devono avvisare in tempi brevissimi il medico nel caso in cui sia stata avviata una controversia nei loro confronti. Se la comunicazione venisse fornita oltre i dieci giorni da inizio causa anche se stragiudiziale, l’azienda sanitaria o la compagnia assicurativa perdono il diritto di agire in rivalsa, in quanto questa è sopposta a vincoli temporali, tempo che risponde ad un anno.

Il 30 luglio indica la data per l’elaborazione delle linee guida. Una vera e propria guida contenente importanti raccomandazioni ma che contiene anche i criteri di valutazione per gli operatori sanitari.