Maternità e depressione perinatale

Un'équipe di specialisti per un approccio multidisciplinare è la chiave vincente per supportare neomamma, neonato e coppia, in tutto il percorso diagnostico, terapeutico e riabilitativo

di Roberta Manfredini

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La maternità, già nel periodo prenatale, rappresenta un momento di grande vulnerabilità per la donna. I cambiamenti fisici si accompagnano, infatti, a cambiamenti nella sfera psicologica che le impongono di rielaborare non solo la propria corporeità, ma anche e soprattutto la propria sfera affettiva relazionale; in particolare la rielaborazione della relazione di coppia ed il passaggio alla genitorialità.

Ma nella storia personale di ogni donna possono nascondersi alcuni fattori che sono causa di conflittualità con se stessa, con il partner o con la famiglia d’origine; questo potrebbe scatenare una profonda ‘crisi identitaria’ e rappresentare fattori di rischio significativi per lo sviluppo di una depressione perinatale che colpisce il 10-20% delle madri.

Solo un approccio multidisciplinare di più specialisti (tra i quali psichiatri, psicologi, pediatri, ginecologi, ostetriche, assistenti sociali) con interventi integrati è la chiave vincente per il necessario supporto e sostegno alla donna, al neonato e alla coppia, in tutto il percorso diagnostico, terapeutico e riabilitativo.

Il Convegno sulla Depressione perinatale

Proprio su questi temi, oltre ai disturbi dell’umore nel periodo perinatale, la valutazione della relazione madre-bambino, la psicopatologia e l’intervento clinico multidisciplinare sono stati alcuni dei temi al centro del corso di formazione ECM, organizzato dalla Prof.ssa Franca Aceti, psichiatra del Policlinico Umberto I di Roma e Responsabile della ‘UOS Igiene Mentale delle Relazioni Affettive e del Post Partum’ che si è tenuto al Policlinico nel primo semestre 2017.

“Questa giornata – ha evidenziato la Dott.ssa Aceti – testimonia il nostro tentativo di integrazione, di apertura a saperi diversi su un tema che per struttura, per complessità e per delicatezza, richiede un intervento multidisciplinare".

Fortemente sensibile al problema il Direttore Generale, Dott. Domenico Alessio, che nel ringraziare gli organizzatori e tutti gli specialisti intervenuti, ha sottolineato come l’Azienda abbia sempre posto un’attenzione particolare alla salute mentale: “si tratta di patologie che coinvolgono tutti: principalmente le famiglie ma anche le Istituzioni e noi vogliamo essere vicini alle persone e alle famiglie”. In questo senso vanno i lavori di ristrutturazione realizzati nel reparto di neuropsichiatria infantile ed il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura.

La presenza della Dott.ssa Daniela Pezzi, Presidente della Consulta per la Salute Mentale della Regione Lazio (organismo di tutela e promozione della salute mentale, istituito con una Legge Regionale nel 2006), è stata importante perché ha portato a conoscenza degli operatori della Sanità quelli che sono veramente i problemi del settore.

“La Regione Lazio è l’unica che si è dotata di questo strumento di partecipazione dei cittadini: è un organismo che vede la presenza delle associazioni dei familiari, degli utenti, delle società scientifiche, delle associazioni di volontariato e di tre esperti del settore di nomina del Consiglio Regionale; questa giornata ha un valore aggiunto che è quello di aver fatto concretamente Rete”.

Infatti, hanno portato il loro contributo scientifico, oltre agli operatori della salute mentale, anche ginecologi, pediatri, operatori dei Servizi Territoriali, proprio perché la presa in carico della famiglia richiede il coinvolgimento di più competenze.

"Fare Rete", così si combatte la depressione post-partum

Per il Prof. Massimo Biondi, Direttore del Dipartimento Assistenziale Integrato (DAI) di Neuroscienze e Salute Mentale “è importante porre molta attenzione alla depressione perinatale che colpisce il 10-20% di donne; il punto chiave che ci interessa è quello di poter costituire, come Dipartimento del Policlinico Umberto I, una Rete Regionale, insieme a Tor Vergata ed al Policlinico Sant’Andrea, come punti di partenza per fare poi Rete anche con gli altri Dipartimenti presenti sul territorio. Questa è una tematica interdisciplinare, perché insieme alla figura dello psichiatra e del neuropsichiatra infantile, sono coinvolti anche la pediatria, l’ostetricia e ginecologia, l’assistenza sociale, a volte purtroppo anche aspetti di ambito medico legale e forense, quindi giudiziario. Creare una rete e un osservatorio in primis, ma anche far sapere a tutti i cittadini che esiste questo tipo di attività e costruire una mentalità per intervenire, forse fin da prima della nascita del bambino, attivando programmi di prevenzione per il riconoscimento precoce.”

Prevenzione e riconoscimento precoce: il caso dei corsi di accompagnamento alla nascita

Il ginecologo e l’ostetrica di solito sono i primi che entrano in contatto con le difficoltà della mamma in attesa e quindi possono essere strategici nell’identificare precocemente i disagi della gestante e della coppia che si prepara a diventare genitore. A supporto di questa tesi, dichiara la Prof.ssa Paola Ciolli, ginecologa del Policlinico e Ricercatrice della Sapienza.

“Credo veramente, e la letteratura in questo ci supporta, che i Corsi di Accompagnamento al Parto-Nascita ci consentano, in una dimensione più dialogica, di poter individuare le gestanti o le coppie a rischio e poter quindi, se fosse necessario, inviare la coppia a rischio presso l’ambulatorio ‘Turbe e dell’Umore in Gravidanza e nel Post-Partum’, con il quale collaboriamo ormai da diversi anni”.

Le strutture per la diagnosi e cura della depressione perinatale

Prevenzione dunque come i corsi di accompagnamento al parto-nascita, ma anche strutture per la diagnosi e cura, come quello di cui ha parlato nel suo itervento la Prof. Nicoletta Giacchetti della UOS di Igiene Mentale delle Relazioni Affettive e del Post-Partum del Policlinico Umberto I.

“Il nostro Servizio dedicato ai ‘Disturbi delle relazioni affettive del post-partum’ si occupa in particolare della diagnosi e del trattamento dei disturbi legati al periodo perinatale. Cerchiamo di indagare su come personalizzare l’intervento terapeutico e riabilitativo, dando la possibilità di avere uno spazio clinico per la mamma, per la diade madre – bambino e delle volte con il partner se c’è, impostando anche dei Gruppi d’incontro, fondamentali per il confronto tra donne rispetto a questa esperienza”.

Fare Rete sul territorio: Sportelli di Ascolto e Consultori

La necessità di fare Rete sul territorio è una esigenza condivisa, come ha evidenziato nel suo intervento la Dott.ssa Flavia Di Stefano, psicologa e psicoterapeutica presso l’ospedale ‘Cristo Re’ commentando i risultati positivi dello Sportello di AscoltoParlando con mamma e papà”, gestito insieme alle sue colleghe, la Dott.ssa Antonella Triggiani e la Dott.ssa Donatella Chiarelli. “Per noi essere qui è importante perché vogliamo essere in Rete! In una città molto grande come Roma è importante sapere cosa accade nei vari Centri Nascita, per collaborare al meglio delle nostre possibilità!”

Un altro aspetto da segnalare è il coinvolgimento del territorio, in particolare dei Consultori, come ha tenuto a precisare la Dott.ssa Anna Maria Adriatico, psicologa e psicoterapeuta, dei Consultori della ASL RM3 – “Quest’esperienza integrata che noi abbiamo avuto con l’università, ci ha portati a realizzare insieme quello che è stato questo protocollo sul campo, su alcuni casi trattati insieme. Noi dei consultori rappresentiamo un po’ quella che è il livello della prevenzione, della promozione della salute e, quindi, potrebbe essere importante creare dei percorsi di salute determinanti proprio per la salute delle donne, per l’integrazione con altri Servizi. È un po’ come dare voce a quello che può essere la salute della futura società”.

Purtroppo la depressione perinatale può avere e spesso ha gravi ripercussioni sull'intero nucleo familiare e può avere effetti anche sul bambino.