Allergia al nichel: attento a ciò che mangi!

L'allergia al nichel è molto diffusa: non solo dermatite, ma anche mucosite allergica da contatto. Quest'ultima deriva dagli alimenti che mangiamo. Come riconoscerla? Ne parla Prof. Antonio Picarelli

di Regina Geloso

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C’è un crescente interesse nei confronti delle reazioni avverse che l’organismo può avere nei confronti dei metalli; tra questi il Nichel che, negli ultimi anni, si è rilevato essere responsabile di diversi problemi, non solo cutanei ma anche gastrointestinali. LItalia è uno dei Paesi con la più alta prevalenza di persone con allergia al nichel, che può entrare in contatto con l’organismo per:

  • inalazione
  • contatto con la pelle
  • ingestione

Si tratta, spiega Prof. Antonio Picarelli, Dipartimento di Medicina Interna e Specialità Mediche del Policlinico Umberto I, Università Roma Sapienza, ai microfoni di Rai Radio1, di “un elemento di transizione presente sulla crosta terrestre (poco meno dell’1% della crosta terrestre è costituito da nichel), motivo per cui è presente in moltissimi alimenti di derivazione animale e vegetale che riescono ad incamerare nelle loro strutture il metallo stesso, per assorbimento. Inevitabilmente un suolo a maggiore concentrazione di nichel, come le aree vulcaniche, comporta una maggiore concentrazione dello stesso negli alimenti”. La presenza di nichel nel cibo è anche dovuta al suo impiego nella conservazione o lavorazione degli alimenti, così come nei fertilizzanti. “Ulteriore possibile fonte di assorbimento del metallo per l’uomo – prosegue il Professore - deriva dal suo utilizzo in alcune strumentazioni mediche, come ad esempio le protesi”.

L'allergia al nichel è un'allergia da accumulo, ovvero una reazione scatenata da una concentrazione elevata di nichel nel corpo, ed è legata alla sensibilità della persona, più o meno tollerante, all’elemento. Come già detto, il nichel è un metallo naturalmente presente nel nostro corpo (responsabile di alcuni processi biologici) e in natura; per questo motivo è quasi impossibile parlare di dieta senza nichel, quanto piuttosto a basso contenuto di nichel.

Nichel e alimenti

“Il nostro principio base è la dieta mediterranea che è caratterizzata da molti alimenti ad alto contenuto di nichel come i legumi e i pomodori. Si trova in alta concentrazione in frutta come ananas e fichi, nel cacaco, nei cereali integrali ad alto contenuto di crusca. In alcune persone un eccesso di quantità nichel provoca una reattività di tipo immunologico, ma ritardato. Si traduce in sintomi quali gonfiore addominale e sensibilità specifica, gastrite, colite o stipsi, stanchezza e malessere generale spesso imputati erroneamente ad altri fattori”.

In questo caso, come per la cute si parla di dermatite allergica da contatto, Prof. Picarelli ci spiega possa definirsi mucosite allergica da contatto proprio perché ad entrare in contatto con il nichel è la mucosa: “abbiamo verificato che ci sono delle reazioni strutturali della mucosa intestinale in seguito ad ingestione di nichel”.

Quali sono gli alimenti a maggior contenuto di nichel? Decalogo.

Riporteremo un decalogo riassuntivo degli alimenti notoriamente riconosciuti come a maggior contenuto di nichel. Tuttavia è bene ricordare che indicazioni specifiche relative alla concentrazione di microgrammi per grammo non può essere sempre certa, avendo in apertura spiegato come diversi fattori possono influenzarla.

  1.  Cacao e cioccolato: il cacao ha una altissima concentrazione di nichel; ne deriva che in primis il cioccolato fondente ed in misura minore il cioccolato al latte ne sono ricchi;
  2. Frutta secca: soprattutto anacardi, ma anche noci, nocciole e mandorle.
  3. Vegetali:i pomodori sono senza dubbio l’ortaggio ad avere maggior concentrazione di nichel, ma è presente in quantità rilevanti anche in spinaci, verza, fagiolini, diversi tipi di insalata, sedano, carote, cavoli, asparagi e molti altri.
  4. Tè e caffè
  5. Legumi
  6. Frutta essiccata: attenzione perché contiene quantità di nichel maggiori rispetto alla frutta fresca.
  7. frutta: tra queste ananas, avocado, fichi, pere e prugne
  8. Cibi in scatola: prestare attenzione al materiale di cui è costituito il contenitore (latta, lattina, barattolo). Attenzione anche alle pentole in alluminio e alle padelle in teflon.
  9. Cereali: soprattutto se integrali
  10. Frutti di mare e pesce: soprattutto ostriche, gamberi e cozze.

Come fare la diagnosi della mucosite allergica da contatto?

L'allergia al nichel viene diagnosticata tramite anamnesi dello specialista e patch test. Prof. Picarelli ha messo a punto un patch test specifico per la mucosite allergica da contatto in cui si applica il nichel direttamente sulla mucosa intestinale, utilizzando la mucosa labiale come sito su cui testare.

Spiega il Professore: “L'esposizione al nichel attraverso la mucosa intestinale, quindi ingerendo cibi contenenti nichel, può provocare diarrea, dolore addominale e gonfiore. Lo scopo della ricerca condotta era studiare la relazione tra questi sintomi e l'assunzione di nichel mediante un nuovo patch test per la mucosa orale. Ottantanove pazienti con sintomi intestinali correlati all'ingestione di alimenti contenenti nichel sono stati sottoposti a patch test epicutanei e della mucosa orale per il nichel. Tutti i pazienti con risultati positivi al patch test della mucosa orale sono stati sottoposti ad una dieta a basso contenuto di nichel e monitorati nel tempo. Dopo 2 mesi di dieta a basso contenuto di nichel, 52 dei 53 pazienti (98,1%) hanno mostrato un miglioramento dei loro sintomi. Si è riscontrata una correlazione significativa tra il tempo di risposta del patch test della mucosa orale e la latenza dei sintomi dopo l'ingestione di alimenti contenenti nichel. Di conseguenza, questo test può essere utilizzato per riconoscere e studiare gli effetti avversi dell'esposizione al nichel nell’alimentazione, che si può definire mucosite allergica da contatto. Una dieta a basso contenuto di nichel è dimostrato essere un trattamento efficace per questa condizione”. 

Attenzione: la dieta deve sempre essere prescritta da uno specialista.