LCZ696, il farmaco che allunga la vita in caso di scompenso cardiaco

10.000 nuovi casi di scompenso cardiaco diagnosticati al giorno in Europa. LCZ696 è dimostrato diminuisca del 20% la mortalità cardiovascolare rispetto ai pazienti trattati con un ACE inibitore

di Alessandra Binazzi

Cosa fare quando il cuore non riesce a pompare ad ogni battito un’adeguata quantità di sangue per far fronte alle necessità dell’organismo? Come curare quello che, in termini più appropriati, viene definito scompenso cardiaco congestizio
Questa insufficienza dell’organo muscolare che costituisce il centro motore dell’apparato circolatorio del cuore può essere causata da molteplici fattori, come l’infarto o l’ipertensione, una disfunzione valvolare, ma anche da coronaropatia e da cardiopatie congenite.
C’è un nuovo farmaco, che in sigla suona come LCZ696 (Angiotensin Receptor Neprilysin Inhibitor, inibitore del recettore dell’angiotensina e della neprilisina).

Per quali pazienti con scompenso cardiaco è indicato?

La FDA (Food and Drug Administration, l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici) lo ha autorizzato già dal 2015 come Entresto (Novartis): sono compresse che servono per il trattamento dello scompenso cardiaco. Il prodotto è disponibile su prescrizione per i pazienti la cui patologia sia classificata NYHA classe II-IV ed è somministrato in associazione con altre terapie destinate al trattamento di questa patologia, in sostituzione di un ACE inibitore o altri farmaci che agiscono bloccando il recettore per l’angiotensina. 

LCZ696 cos'è?

In Europa ogni giorno 10 mila persone ricevono una diagnosi di scompenso cardiaco e 15 milioni invece già convivono con questa patologia, vale a dire con un elevato rischio di mortalità ma soprattutto con una limitata qualità di vita. LCZ696 è la prima molecola della nuova classe di farmaci che ha dimostrato in modo significativo la capacità di ridurre il rischio di morte cardiovascolare se confrontato con i farmaci comunemente utilizzati come l’Enalapril. Agisce inibendo la vasocostrizione e la ritenzione del sodio, con un profilo di tollerabilità sovrapponibile al farmaco finora prescritto.

Studio clinico al Policlinico Umberto I, parola all'esperto

Anche il Policlinico Umberto I di Roma intende adottare questa nuova molecola che è stata inserita nell'ambito di un vasto studio clinico sullo scompenso cardiaco, interrotto in anticipo grazie agli ottimi risultati che hanno mostrato una riduzione del 20% nella mortalità cardiovascolare rispetto ai pazienti trattati con un ace-inibitore.  
Il prof. Francesco Barillà, Direttore Responsabile della Uos UTIC B del Dipartimento Assistenziale integrato  Cardio Toraco - Vascolare, Chirurgia e Trapianti d'Organo ne ha annunciato l’utilizzo in un prossimo futuro:

“LCZ696 E’ un’associazione di due farmaci - il valsartan che già utilizziamo per il trattamento dei pazienti con ipertensione arteriosa, e il sacubitril che aumenta i livelli dei peptidi natriuretici – spiega -  Attendiamo di conoscere i prossimi risultati, però è importante che apriamo altri fronti di battaglia perché sicuramente ci saranno nuovi target terapeutici. Al momento dobbiamo cercare di migliorare la prognosi utilizzando LCZ696 al meglio in pazienti che hanno una seconda o terza classe funzionale. In attesa che nel futuro altri target terapeutici ci consentano di migliorare ulteriormente la prognosi di questi pazienti con scompenso cardiaco”.