Tumore dell'ovaio ed endometriosi: un aiuto dall'esperto

L'ovaio è un organo importante, deputato alla riproduzione. Prof. Pierluigi Benedetti Panici ci parla delle patologie con particolare attenzione alla prevenzione, che deve iniziare in giovane età.

di Regina Geloso

dolori addominali: tumore ovaio ed endometriosi

Le ovaie sono due organi femminili responsabili della produzione di ormoni sessuali femminili e di ovociti, le cellule riproduttive femminili. Si trovano una a destra e una a sinistra dell’utero a cui sono collegate dalle tube. La fertilità della donna è, quindi, legata anche al corretto funzionamento e buona salute dell’ovaio.

“Esistono diverse patologie legate a quest’organo, dalle infezioni sino al tumore ovarico – spiega Prof. Pierluigi Benedetti Panici, Direttore del Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia del Policlinico Umberto I – ed in tutti questi casi le migliori armi a nostra disposizione sono la prevenzione, la diagnosi precoce o tempestiva, la terapia”.

Il cancro all'ovaio è dovuto alla proliferazione incontrollata delle cellule dell'organo, il più delle volte a partire dalle cellule epiteliali (ovvero non da quelle che producono gli ovuli). Anche le cellule germinali possono però essere all'origine di una forma tumorale.

Il Registro Tumori 2016 stima che il cancro ovarico rappresenti circa il 30% di tutti i tumori maligni dell’apparato genitale femminile e occupi il decimo posto tra tutti i tumori femminili con circa 5.200 casi diagnosticati (3% del totale) in un anno.

1 donna su 74 rischia di sviluppare nella propria vita un tumore dell’ovaio

A causa della sintomatologia aspecifica e tardiva, circa il 75-80% delle pazienti presenta al momento della diagnosi una malattia già in fase avanzata (III-IV stadio); ben più raro (10%) è il riscontro iniziale di una neoplasia limitata agli annessi (stadio I), il più delle volte scoperta occasionalmente durante i controlli ginecologici routinari. Nel restante 10% dei casi la diagnosi viene effettuata quando la malattia è ancora circoscritta alla pelvi.

“Il tumore dell'ovaio purtroppo non dà sintomi nelle fasi iniziali. Per questo è difficile identificarlo precocemente. Alcuni campanelli d’allarme possono essere costituiti da addome gonfio, aerofagia, bisogno di urinare frequente”.

Da cosa dipende e come si può curare?

Le evidenze scientifiche identificano tre categorie di fattori di rischio:

  • ormonali,
  • ambientali,
  • eredo-familiari.

“Per quanto riguarda il Tumore Ovarico - spiega Prof. Benedetti Panici - è stato verificato come il 10-15% dei casi sia legato a fattori di familiarità, per questo una forma di “prevenzione” è legata proprio all’attenzione che la giovane donna pone in un fattore di rischio come questo: lo studio delle mutazioni legate al gene BRCA (BRCA1 e BRCA2) offre oggi la possibilità di andare ad identificare le pazienti che possono beneficiare di alcune specifiche terapie. La chirurgia citoriduttiva di precisione rimane un pilastro imprescindibile, integrata con chemioterapie e farmaci biologici sempre più efficaci, soprattutto se somministrati per via peritoneale con nuove tecniche”.

Migliorano però le aspettative di vita, rispetto al passato

"Nel trattamento dei tumori dell’ovaio ma anche del collo dell’utero e della vulva, la radicalità chirurgica si è rilevata parte fondamentale nella prognosi delle pazienti. Su questo tema sono stati pubblicati studi che evidenziano l’imprescindibile importanza di una modulazione della radicalità dell’intervento chirurgico in base ai fattori di rischio, in modo da minimizzare il tasso di complicanze, senza in alcun modo compromettere il risultato terapeutico. Con un’attenzione particolare alla preservazione della fertilità, soprattutto nelle giovani donne affette da tumori ginecologici. Se non c’è residuo della malattia, la soluzione migliore è proseguire con la chemioterapia”.

 

Ma il tumore dell’ovaio non è la sola patologia a mettere in pericolo la salute di quest’organo e, più in generale, la fertilità della donna. Endometriosi o infezioni trascurate possono diventare un problema serio. Per questo Prof. Benedetti Panici ribadisce l’importanza della prevenzione sin dalla giovane età.

Prevenzione primaria: no al fumo!

“Per prima cosa vorrei parlare di prevenzione primaria: mantenere uno stile di vita sano è il primo fattore che aiuta a diminuire i fattori di rischio. Penso, ad esempio, al fumo responsabile della diminuzione della capacità riproduttiva dell’ovaio; il fumo influisce anche sull’aumento del rischio dell’insorgenza di tumori ginecologici. Fumare oltre 20 sigarette al giorno, più in generale, è dimostrato diminuisca l’aspettativa di vita di ben 13 anni”.

Ragazze, non trascurate i “doloretti”

“Occorre prestare la giusta attenzione a doloretti o dolori che insorgono nell’area pelvica spontaneamente o durante i rapporti sessuali, quando si vanno a sollecitare parti che sono vicine all’ovaio e alle tube. Questi dolori potrebbero essere sintomo di una infezione a livello dell’ovaio e della tuba; infezione che può essere di tipo ascendente, ovvero quando i germi risalgono dalla vulva dai genitali esterni, lungo la vagina, lungo l’utero. Proteggetevi con il profilattico durante i rapporti sessuali da tutte le malattie sessualmente trasmesse!”

Endometriosi, cosa fare

“Il 10-12% delle giovani donne è affetta da endometriosi. Purtroppo in questi casi la prevenzione si può fare poco in quanto l’insorgere di questa patologia è prevalentemente legata all’inquinamento. L’endometriosi può causare dolore, a volte anche molto forte, e mettere a serio rischio la fertilità. Fortunatamente esistono trattamenti efficaci che possono contrastarla. Innanzitutto in caso di sintomi che possano indicare l'endometriosi, occorre consultare un medico e sottoporsi ad esami clinici quali l’ecografia. Un dolore pelvico cronico o molto forte può essere attribuibile a diverse cause: una diagnosi precoce consente di evitare complicazioni e dolori non necessari”.

In conclusione Professore, ci spiega quali sono i sintomi più comuni dell’endometriosi?

“Le pazienti affette da endometriosi lamentano dolore pelvico soprattutto in concomitanza del ciclo mestruale. Dolore e crampi che possono iniziare prima del ciclo e continuare per diversi giorni, ma anche estendersi alla parte bassa della schiena. Altre sintomatologie dolorose si possono presentare durante i rapporti sessuali, la minzione o i movimenti intestinali”.

La complicazione principale dell'endometriosi è la possibile infertilità. Circa un terzo delle donne con l'endometriosi hanno difficolta a rimanere incinte

Ringraziamo il Professore per la disponibilità. Contatti: pierluigi.benedettipanici@uniroma1.it