Daniela, dal trapianto alla medaglia olimpica

Ad un anno e mezzo dal trapianto di rene, a 13 anni è campionessa olimpica di nuoto a Malaga!

di Roberta Manfredini

Daniela, dal trapianto alla medaglia olimpica

Un grande successo per lo sport ma anche per la medicina: il trapianto che ridà la vita e la grinta per vincere tante medaglie! Una campionessa super speciale alle Olimpiadi per Trapiantati che si sono svolte a Malaga.

Daniela De Rossi, 13 anni e portabandiera della squadra italiana, è la sportiva più piccola che si è presentata a questi giochi; ha vinto quattro medaglie olimpiche nel nuoto, due d’oro, una d’argento e una di bronzo. Inizialmente si era creata un po' di confusione, ma a fare chiarezza ci pensa mamma Monica: "queste le medaglie vinte da Daniela: oro per 100 stile libero e 50 dorso, argento nei 50 delfino e bronzo nei 50 stile libero". La campionessa è una piccola paziente del Policlinico Umberto I di Roma, seguita per un’insufficienza renale cronica da circa quattro anni dal Prof. Riccardo Lubrano, Responsabile della Nefrologia Pediatrica e sottoposta a trapianto di rene due anni fa dal Prof. Pasquale Berloco, Direttore del Dipartimento Assistenziale Integrato di Cardio Toraco-Vascolare e Trapianti e Direttore della UOC Trapianti D’Organo.

“Il caso della piccola Daniela dimostra che il trapianto fatto con un’idonea preparazione e con un idoneo follow-up riporta i bambini nefropatici ad una vita pienamente normale!” ha sottolineato il prof. Lubrano. Presso la nefrologia pediatrica del Policlinico vengono seguiti circa 2.000 bambini – ha continuato il Prof. Lubrano - “nella maggioranza dei casi per uropatie malformative del neonato e un’altra parte per malattie glomerulari. Daniela che già prima di ammalarsi faceva sport agonistico, quest’anno ci ha chiesto di poter partecipare ai campionati mondiali per trapiantati e, visti i buoni risultati del trapianto e dopo tutti gli accertamenti, abbiamo garantito per la sua idoneità fisica.”

Ancora più incisive le parole del Prof. Berloco:

Il trapianto ridà la vita! Questa bambina che era in dialisi da qualche anno e che tre giorni alla settimana veniva attaccata ad una macchina, con il trapianto di rene, ricevuto dalla mamma, ha ripreso completamente le sue attività fisiche e funzionali. Al Policlinico abbiamo trapiantato più di 50 bambini, con un’età che va da tre a sedici anni. In circa il 50% circa dei casi, il trapianto è stato fatto da donatore vivente, i genitori molto spesso. La lista d’attesa dei bambini in dialisi, in Italia, è molto breve: esiste un Programma Nazionale di precedenza ai trapianti e, quindi, sono bambini che facilmente oggi ricevono un trapianto, anche perché spesso il donatore è un genitore; ciò permette di evitare il trauma della dialisi.”

Ma quale emozioni avrà provato Daniela?

“Pensavo che la mia vita sportiva fosse finita per sempre ed invece, grazie a mia mamma donatrice del rene, sono rinata e ho potuto partecipare a questi mondiali. Quando sono salita sul podio l’emozione che ho provato è stata indescrivibile! Non mi sembrava vero di essere tornata a gareggiare e tantomeno essere riuscita a vincere… Spero che la mia partecipazione ai mondiali per trapiantati possa essere presa come esempio per tutti i ragazzi e gli adulti, e fa ricredere chi non è ancora convinto che donare è vita!

Complimenti e grazie a Daniela per aver onorato i colori della bandiera italiana!

Noi invece dovremmo onorare l’esempio di Daniela e ricordare a tutti che un gesto semplice come quello della donazione d’organi salva la vita e che, il più delle volte, restituisce la vita a più persone contemporaneamente!