I 4 passi della prevenzione per la fertilità maschile

Il 15-20% di chi prova ad avere figli, non ci riesce. Intervista a Daniele Gianfrilli, Ricercatore in Endocrinologia, sull'infertilità e come prevenirla con semplici passi.

di Regina Geloso

Prevenzione infertilità maschile

Secondo dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, negli ultimi trent’anni l’infertilità maschile in Italia è raddoppiata: si stimano oltre 2 milioni di maschi ipofertili. Questo dato si aggiunge ad un secondo che fissa l’assicella dell’infertilità conclamata al 15-20%, tra le coppie che cercano di avere un figlio.

Ciò significa che ogni 100 persone, 15/20 hanno difficoltà o non riescono ad avere figli. Ma attenzione, contrariamente ad una credenza diffusa, il problema non è “femminile”: anche gli uomini sono direttamente coinvolti. Spiega Daniele Gianfrilli, ricercatore in Endocrinologia presso l’Università di Roma “La Sapienza”: “Si parla di infertilità quando, dopo almeno 12 mesi di rapporti sessuali non protetti e mirati, non si ottiene una gravidanza. Diverse le cause che possono portare a problemi di fertilità, di salute riproduttiva e sessuale in età adulta e spesso compaiono già in età giovane o proprio durante l’infanzia”.

L’apparato riproduttivo maschile, così come quello femminile, è molto complesso e delicato; la sua salute dipende da una concomitanza di fattori. Al Dr. Gianfrilli abbiamo chiesto come preservare la fertilità maschile e, al tempo stesso, quali siano i semplici passi che, con poco sforzo, ci consentono una prevenzione efficace o una diagnosi tempestiva.

 

Quali sono le situazioni “ad alto rischio” per cui è necessario effettuare un controllo immediato dallo specialista o intensificare la frequenza?

“Alcune patologie in corso o pregresse, sintomi specifici o l’essersi sottoposti a situazioni di rischio devono essere il campanello d’allarme. Il tuo caso rientra tra queste ipotesi? Il consiglio è prenotare una consulenza con l’esperto".

  • Bevi molti alcolici, fumi molte sigarette e/o marijuana, fai uso di cocaina e/o di altre droghe o farmaci. RISCHIO
  • Fai o hai fatto uso di sostanze anabolizzanti o “dopanti” usate per aumentare forza e massa muscolare: possono danneggiare gravemente la salute fisica, psichica, sessuale e riproduttiva. RISCHIO
  • Hai avuto rapporti sessuali non protetti per più di un anno senza che lei sia rimasta incinta. RISCHIO
  • Hai avuto la parotite dopo la pubertà: i testicoli potrebbero essere stati danneggiati. PATOLOGIA
  • Hai sofferto alla nascita di criptorchidismo. PATOLOGIA
  • Hai un testicolo più grande dell'altro, gonfiore inguinale, dolori ai testicoli o senso di peso allo scroto. SINTOMO
  • Hai un varicocele. PATOLOGIA
  • Fai spesso bagni in acqua molto calda o saune, o per lavoro stai per lunghi periodi in ambienti molto caldi: i testicoli possono subire danni dall’eccessiva esposizione al calore. RISCHIO
  • Hai avuto molteplici partner sessuali: potresti essere stato esposto ad infezioni sessualmente trasmissibili, spesso asintomatiche ma che possono causare sterilità. RISCHIO
  • Sei stato esposto a radiazioni e/o pesticidi e/o altri prodotti chimici per un tempo prolungato: potrebbero avere danneggiato gravemente testicoli. RISCHIO
  • Urini spesso e con bruciore, hai secrezioni uretrali, fastidi durante l’eiaculazione o dolori a livello genitale o perianale: potresti avere un’infezione. SINTOMO

 

Abbiamo parlato di alcuni campanelli d’allarme, ma preservare la nostra fertilità è davvero possibile o è solo un falso mito?

“Assolutamente si. Anzi la prevenzione è fondamentale, perché una volta che il danno si è verificato un intervento di riparazione è difficile, a volte impossibile. Prevenzione che si fa in 4 passi: prima di tutto curare il proprio stile di vita, in secondo luogo fare una semplice visita preventiva nelle principali tappe della vita che segnano il mutamento del nostro corpo (infanzia, pubertà, età adulta), tenere sotto controllo la salute degli organi genitali imparando ad eseguire l’autopalpazione, controllare eventuali infezioni dell’apparato genitale”.

 

Stile di vita sregolato e salute riproduttiva sono connessi?

"È importante ricordare che uno stile di vita scorretto è dannoso per l’organismo in generale, quindi anche per l’apparato riproduttore, in particolar modo vanno evitati sostanze stupefacenti e sostanze dopanti, come gli steroidi anabolizzanti, ma anche alcol, fumo e obesità. La quantità e qualità del cibo che mangiamo non vanno sottovalutate: se da una parte non è necessario eliminare cibi fritti e grassi, ma sono comunque da preferire, nell’alimentazione quotidiana, alimenti più ricchi di vitamine e sostanze antiossidanti, come la frutta e la verdura. L’obesità e il sovrappeso sono, infatti, responsabili di un innalzamento della fisiologica temperatura dei testicoli; questo può alterare lo sviluppo degli spermatozoi influendo negativamente sulla nostra fertilità".

 

A cosa serve l’autopalpazione? Come mi può aiutare un andrologo?

“Anche l’uomo come già fa la donna deve sapersi autocontrollare, ad esempio con l’autopalpazione, per la diagnosi precoce del tumore al testicolo e del varicocele che è una affezione che colpisce molti uomini, molti ragazzi. Deve imparare a rivolgersi al medico di medicina generale e allo specialista andrologo non solo nel sospetto di qualche patologia. La visita può essere il momento importante per il giovane anche per un confronto con l’esperto per porre domande, quesiti che magari non saprebbe a chi altro chiedere. Spesso, purtroppo, si svolgono ricerche su internet e ci si affida a fonti tavolta poco attendibili con il rischio di peggiorare il problema piuttosto che risolverlo”.

 

Quando devo andare dall’andrologo? 

“Molte delle patologie compaiono durante l’età dello sviluppo e della pubertà. Queste patologie, se non diagnosticate e curate tempestivamente, possono con il tempo portare a seri problemi di fertilità. Idealmente la prima visita dall’andrologo dovrebbe essere fatta già nell’infanzia per rilevare eventuali anomalie negli organi genitali, che si presentano già a quell’età. Purtroppo i tumori al testicolo colpiscono anche in giovane età compromettendo il progetto di genitorialità futura in quanto i trattamenti antitumorali possono avere un’attività più o meno tossica sull’ovaio e testicolo. L’andrologo deve diventare una figura di riferimento per il giovane.

Un controllo in età adulta è anche l’occasione per scoprire come possiamo preservare la salute dei nostri organi riproduttivi, difendendoci dalle malattie sessualmente trasmissibili e controllando le abitudini nocive per la vita sessuale”.