Scoperto un rarissimo gruppo sanguigno

La Asl di Pescara, dove era ricoverata una paziente che necessitava di trasfusione di sangue, ha identificato un gruppo sanguigno con caratteristiche rarissime

di Regina Geloso

Laboratorio centro trasfusioni sangue

Pochi giorni fa una giovane donna di origine africana ha dato alla luce il suo bimbo nell’ospedale del capoluogo abruzzese. Purtroppo la situazione si è complicata quando i medici le hanno rilevato un’anemia post parto per la quale si paventava la necessità di una trasfusione.

Ed è proprio nella fase degli accertamenti clinici che è emersa, nel suo gruppo sanguigno, la presenza di anticorpi contro l’antigene U, fenotipo semi-sconosciuto di globulo rosso. Questa rarissima caratteristica, inesistente nella popolazione caucasica e presente in meno dell'1% di quella nera, apre nuovi scenari sul fronte della ricerca sia per lo studio di gruppi sanguigni rari, sia per lo studio medico-antropologico relativamente al progressivo aumentare dell’incidenza di casi come questo.

"Con il fenomeno delle migrazioni - evidenzia il direttore del Centro trasfusionale locale Patrizia Accorsi - la frequenza di richieste di gruppi sanguigni non perfettamente collimanti con quelli della popolazione caucasica è in costante aumento. Quello della donna rappresenta sicuramente un caso di studio che continueremo ad approfondire".

 

Gruppo sanguigno, come si determina?

Il sistema comunemente in uso per determinare il gruppo sanguigno, è quello ABO che identifica i gruppi A, B, AB e 0 sulla base della presenza o meno degli antigeni A e B. La loro comparsa, nella formazione del globulo rosso, è su base genetica, quindi non può variare nel corso della vita di un individuo. Sostanzialmente nel gruppo A i globuli rossi hanno sulla loro superficie solo l'antigene A, il gruppo B l'antigene B, mentre persone che hanno sia l'antigene A che l'antigene B sono di gruppo AB; chi non possiede né l'antigene A né il B è di gruppo 0.

Il fattore Rh, o fattore Rhesus, si riferisce alla presenza di un antigene (Rh+) o assenza (Rh-), in questo caso di una proteina, sulla superficie dei globuli rossi o eritrociti.

 

La trasfusione di sangue

Per una corretta trasfusione, è fondamentale conoscere il gruppo sanguigno del paziente e sapere da chi può riceverlo. Tornando al caso della giovane mamma di cui abbiamo parlato in apertura, in Italia era presente una sola scorta congelata di quel tipo di sangue ma, alla fine, la paziente è stata trattata farmacologicamente e la situazione si è risolta.

"Un episodio - commentano il manager della Asl Armando Mancini e la dott.ssa Accorsi - che dimostra come le nostre strutture, grazie a sistemi evoluti, siano in grado di identificare gruppi sanguigni rarissimi e come il nostro personale sappia muoversi anche nelle situazioni più particolari".