La lettura: strumento di benessere

Prendersi cura della propria salute senza consultare il medico? Si può fare! Un buon libro può essere strumento di automedicazione per guarire dal dolore della solitudine durante ricoveri prolungati.

di Alessandra Binazzi

La lettura come strumento di benessere

“Leggere un libro non è uscire dal mondo, ma entrare nel mondo attraverso un altro ingresso”. È quanto asserisce Fabrizio Caramagna, conosciuto come il re degli aforisti. Ma leggere un libro può significare molto di più: ad esempio, uscire dal proprio dolore, dalla sofferenza che condiziona anche i pensieri a riposo. Significa immergersi in realtà della fantasia che astraggono, rapiscono, appassionano al punto da perdere la cognizione del tempo e, soprattutto, del proprio malessere fino a diventare un antidoto efficace contro il dolore cronico, quello che persiste oltre i tempi ragionevoli di guarigione. Soprattutto se il racconto viene condiviso e commentato con altre persone.

Questi, in sintesi, i risultati di una ricerca condotta dall’Università di Liverpool e pubblicata sulla rivista ‘BMJ Journal for Medical Humanities’.

Ed è proprio la lettura come strumento di benessere e di condivisione/socializzazione la ragione che ha spinto il Policlinico Umberto I a creare, all’interno della propria enorme struttura, uno spazio dedicato esclusivamente ad una biblioteca; è a disposizione, per consultazione e prestito gratuiti, dei degenti, dei loro familiari, degli studenti, di tutto il personale dell’Azienda  e di coloro che a vario titolo collaborano con il Policlinico Umberto I.  

Il “Maggio dei Libri” con una eroina medioevale

Nel ‘Maggio dei Libri’, il mese dedicato alla lettura, aderendo alla campagna nazionale annuale nata nel 2011 con l'obiettivo di evidenziare il valore sociale della lettura nella crescita personale e collettiva, il nosocomio romano ha organizzato una vera e propria fiera del libro, con momenti di condivisione, drammatizzazioni e letture animate per i bambini ricoverati e per gli adulti.  “La lettura come strumento di benessere” è stato il tema conduttore proprio per presentare il libro come compagno di viaggio capace di far dimenticare il tempo trascorso in ospedale e di distrarre da malattie e preoccupazioni.

Ad animare quella che è stata una vera e propria festa, con l’ausilio anche delle Associazioni di volontari che con regolarità sono presenti nei reparti più delicati del Policlinico, sono intervenute due ragazze speciali: Arianna Mosconi e Valentina Marmini, coautrici di “Iolanda….e la sua passione per la scrittura” (2016 – Collana M.A.R.E.L., Associazione Movimento Riabilitative Espressive Ludiche): la prima una penna scorrevolissima, la seconda una matita felice che si sono incontrate nel racconto di un’eroina medioevale aspirante scrittrice in un periodo storico che alle donne non lasciava spazio in alcun campo. Riuscirà la coraggiosa e caparbia fanciulla nel suo intento? Certo, attraverso varie peripezie s’intende, ma diventerà famosa e riuscirà anche ad alfabetizzare le sue coetanee. Arianna ha dalla nascita qualche difficoltà nel coordinare i movimenti ma, come si può apprezzare leggendo il suo libro uscito qualche mese fa, il grande dono della fantasia che sa ben esprimere con le parole. Valentina, invece, non parla bene perché non sente, ma la sua forza è la facilità di comunicare le sue emozioni attraverso il disegno.

Una biblioteca con oltre 1500 testi disponibili

“Interessarsi di cultura è sempre importante” spiega Claudio Cola, presidente UICI (Unione italiana ciechi e Ipovedenti Consiglio Regionale Lazio onlus), che alla manifestazione di presentazione della nuova biblioteca del Policlinico già in grado di soddisfare le richieste dei ricoverati con oltre 1500 testi catalogati e in pronta consegna, ha manifestato la necessità di “dare anche a coloro che hanno problemi di vista, attraverso le tecnologie disponibili,  la possibilità di accedere al sapere e coltivare i propri interessi” attraverso un buon libro. Oggi gli strumenti a disposizione per persone cieche o ipovedenti sono molteplici: dalla più che conosciuta scrittura in braille ai libri parlati, gli audiolibri in formato cd, mp3 o apposita app.

Finalmente il Policlinico è riuscito a realizzare quello che per anni è stato il sogno chiuso in un cassetto, grazie al contributo gratuito di tanti – case editrici, associazioni onlus e privati, ma soprattutto di chi l’ha fortemente voluto, in particolare la Direzione dell’ospedale universitario - e presto sarà in grado di soddisfare anche richieste di piccoli lettori con esigenze di fruizione particolari.

Perché il sogno non è finito qui: va terminato, auguriamoci presto, ampliando l’offerta di lettura attraverso le tecnologie digitali. Per una piattaforma più ricca, completa e, perché no, in rete a livello nazionale.