Nuova Normativa sui Vaccini, facciamo il punto

Approvato dal Consiglio dei Ministri il 19 Maggio scorso, il decreto legge in materia di prevenzione vaccinale per i minori da zero a 16 anni, è stato firmato il 6 giugno dal Presidente Mattarella.

di Regina Geloso

vaccinazione obbligatoria: la nuova normativa

Il decreto-legge, si legge in una nota ufficiale del Ministero, è diretto a garantire in maniera omogenea sul territorio nazionale le attività dirette alla prevenzione, al contenimento e alla riduzione dei rischi per la salute pubblica con particolare riferimento al mantenimento di adeguate condizioni di sicurezza epidemiologica in termini di profilassi e di copertura vaccinale, superando l’attuale frammentazione normativa. Recentemente, infatti, era stato lanciato l’allarme di un pericoloso calo delle coperture vaccinali, soprattutto a 18 anni quando il livello scende costantemente sotto il 70%, ma anche nei bambini fino ai 24 mesi di età. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda, infatti, di mantenere o raggiungere il livello di immunizzazione di almeno il 95% della popolazione totale.

Il raggiungimento di tale soglia consente di tutelare anche i soggetti fragili che, a causa delle loro condizioni di salute, non possono essere vaccinati.

Sono previste campagne informative sui contenuti del decreto, iniziative di formazione al personale docente e di educazione degli alunni e degli studenti coinvolgendo anche le associazioni dei genitori.
Ne abbiamo parlato con Prof. Vincenzo Vullo, Responsabile del DAI Medicina Interna e Malattie Infettive che ci ha presentato le principali novità della normativa e spiegato perché sia importante vaccinare i propri figli.

Cosa cambia

  • Le vaccinazioni obbligatorie e gratuite passano da 4 a 12: anti-poliomelitica; anti-difterica; anti-tetanica; anti-epatite B; anti-pertosse; anti Haemophilusinfluenzae tipo B; anti-meningococcica B; anti-meningococcica C; anti-morbillo; anti-rosolia; anti-parotite; anti-varicella;

 

  • la vaccinazione diventa prerequisito per l’ammissione all’asilo nido e alle scuole  dell’infanzia (per i bambini da 0 a 6 anni);

 

  • la violazione dell’obbligo vaccinale comporta sanzioni pecuniarie che oscilleranno tra i 500 e i 7.500 euro, proporzionalmente alla gravità dell’inadempimento (ad esempio: al numero di vaccinazioni omesse).

Cosa pensa complessivamente di questi cambiamenti? È veramente necessario vaccinare i propri figli contro tutte queste patologie?

Spiega Prof. Vullo: "La scelta di trasformare in obbligatorie, e quindi gratuite, vaccinazioni precedentemente facoltative risponde all’osservazione che l’attenzione verso patologie prevenibili è significativamente diminuita. Per altro le malattie vaccinabili non sempre hanno un decorso benigno e pertanto la vaccinazione abbatte il rischio legato alle possibili complicanze. Bisogna poi sottolineare che le vaccinazioni rappresentano una risorsa efficace non solo per proteggere il singolo individuo, ma più in generale una popolazione nella sua totalità mediante la cosiddetta immunità di gregge”. 

 

Come funziona

Le dodici vaccinazioni elencate devono essere tutte obbligatoriamente somministrate ai nati dal 2017. Per i nati dal 2001 al 2016 gli obblighi sono diversi e si attengono al Piano Nazionale Vaccini relativo all’anno di nascita.

I nati dal 2017, devono effettuare, oltre alle quattro vaccinazioni già imposte per legge, anche l’anti-morbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia, l’anti-pertosse, l’anti-Haemophilus influenzae tipo b, l’anti-meningococcica C, l’antimeningococcica B e l’anti-varicella, previste dal Calendario vaccinale incluso nel nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019

Ricorda Prof. Vullo: “Ma attenzione: 12 vaccini, non significa 12 iniezioni! Le iniezioni da fare sono quattro perché molti vaccini sono combinati:

  1. esavalente (anti-poliomelitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse e anti Haemophilus influenzae tipo B), viene fatto dal 60/mo giorno di vita in 3 dosi: a 3, 5 e 11-12 mesi di vita;
  2. anti-meningococcica B: viene fatta a distanza di 15 giorni dall'esavalente in 4 dosi: a 3, 4, 6 e 12-15 mesi
  3. quadrivalente ( anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite e anti-varicella): viene somministrato al 13/mo mese di vita, con un richiamo previsto a 5 anni di età;
  4. anti-meningococcica C: viene somministrata al 14/mo mese, con un richiamo tra gli 11 e i 18 anni".

decreto legge prevenzione vaccini

 

Devono vaccinarsi tutti?

Gli esonerati

Sono esonerati dall’obbligo di vaccinazione i bambini/ragazzi e bambine/ragazze immunizzati per effetto della malattia naturale, nel caso ad esempio in cui abbiano già avuto la varicella e chi, al contrario, si trova in specifiche condizioni cliniche, ad esempio documentando gravi reazioni allergiche pregresse al vaccino o ad uno dei suoi componenti.
 

Mio figlio sta male e non posso vaccinarlo. Come iscriverlo a scuola?

Quando i soggetti si trovano in specifiche condizioni cliniche documentate, attestate dal medico di medicina generale o dal pediatra di libera scelta, il vaccino viene posticipato. Ad esempio, quando versino in una malattia acuta, grave o moderata, con o senza febbre. In questo caso è sufficiente portare la relativa documentazione attestante la situazione clinica e la necessità di posticipare il vaccino.
 

Nati dal 2001 al 2016: come regolarsi
Il Ministero della Salute precisa che:

  • i nati dal 2001 al 2004, devono effettuare (ove non abbiano già provveduto) le quattro vaccinazioni già imposte per legge (anti-epatite B; anti-tetano; anti-poliomielite; anti-difterite) e l’anti-morbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia, l’anti-pertosse e l’anti-Haemophilus influenzae tipo b, raccomandate dal Piano Nazionale Vaccini 1999-2000.
  • i nati dal 2005 al 2011, devono effettuare, oltre alle quattro vaccinazioni già imposte per legge, anche l’anti-morbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia, l’antipertosse e l’anti-Haemophilus influenzae tipo b, previsti dal Calendario vaccinale incluso nel Piano Nazionale Vaccini 2005-2007.
  • i nati dal 2012 al 2016 devono effettuare, oltre alle quattro vaccinazioni già imposte per legge, anche l’anti-morbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia, l’anti-pertosse, l’anti-Haemophilus influenzae tipo b e l’anti-meningococcica C, previste dal Calendario vaccinale incluso nel Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2012-2014.

 

Niente scuola senza profilassi, ma non da quest’anno!

Per l’anno scolastico 2017-2018, sono dettate specifiche disposizioni transitorie. Per iscrivere il proprio figlio a scuola ecco come comportarsi nei vari casi:

  1. ho già vaccinato mio/a figlio/a: Il genitore può presentare un’autocertificazione dell’avvenuta vaccinazione. In tal modo ha tempo per presentare la documentazione comprovante l’avvenuta vaccinazione fino al 10 marzo 2018;
  2. siamo in lista d’attesa per la vaccinazione: la semplice presentazione alla ASL della richiesta di vaccinazione consente l’iscrizione a scuola, in attesa che la ASL provveda ad eseguire la vaccinazione (o a iniziarne il ciclo, nel caso questo preveda più dosi) entro la fine dell’anno scolastico. È sufficiente presentare copia della prenotazione.
  3. mio figlio è immunizzato: presentare all’atto dell’iscrizione idonea documentazione comprovante l’esonero per intervenuta immunizzazione per malattia naturale.
  4. mio figlio non è vaccinato: presentare all’atto dell’iscrizione idonea documentazione comprovante l’omissione o il differimento della somministrazione del vaccino.

decreto-legge-prevenzione-vaccini-2017

A chi mi devo rivolgere per vaccinare mio figlio?

Prosegue Prof. Vullo: "Ciascuna ASL è dotata di un ufficio vaccinale presso il quale è possibile ottenere sia informazioni dettagliate sia la vaccinazione".

Occorre, dunque, verificare quale sia la ASL di riferimento e recarsi presso l'ufficio vaccinale.