Mamma, il mio futuro è nelle tue mani

di Alessandra Binazzi

Non sono le mani dell'Artigiano la cui bravura può consegnare splendidi oggetti all'Eternità, né quelle del miglior chirurgo plastico che opera il suo 'Miracolo? ogni qualvolta riesce a ricostruire parti del corpo devastate da incidenti o malattie.

Sono mani ben più preziose, che si mettono in moto subito dopo il primo vagito del proprio bimbo per accarezzarlo e accudirlo in tutte le funzioni quotidiane. Sono le mani di ogni mamma nelle quali è riposto il futuro di ogni essere fin dal concepimento. Perché ogni nuova vita ha inizio nel grembo materno e il benessere della mamma e del figlio sono così dipendenti l'Uno dall'Altra che atteggiamenti pericolosi della donna possono compromettere in modo pesante la salute del nascituro. Come quello di assumere alcol. Perché anche solo un bicchiere di vino non fa bene alla creatura concepita: la espone a gravi rischi come difetti congeniti, disturbi comportamentali, disabilità cerebrali di grado più o meno elevato.

Si chiama Sindrome alcolico fetale (Fas) ed è la più grave delle patologie del feto indotte dal consumo di alcol durante la gravidanza. Si tratta di un importante fenomeno sociale che secondo uno studio epidemiologico condotto a livello nazionale, solo nel Lazio fa nascere ogni anno 30 mila bambini con patologie correlate alla sindrome, 5-6 mila di questi con forma gravissima.

Ma degli effetti dell'Alcol sul nascituro, che nei casi più gravi possono procurare aborto o morte del feto, o più frequentemente anomalie strutturali e vari danni d'Organo, non si parla che da tempi abbastanza recenti. Senza dilungarci sulle antiche 'Prescrizioni? di qualche bicchiere di vino per evitare il parto prematuro, nella letteratura medica moderna le prime segnalazioni degli effetti nocivi del consumo di alcol in gravidanza risalgono alla fine degli anni Sessanta. Per molto tempo, infatti, si è ritenuto che le anomalie dello sviluppo dei neonati fossero imputabili alla cattiva qualità degli spermatozoi, a fattori ereditari o ambientali, mentre ora sappiamo con certezza che una vita che nasce teme l'Alcol e proteggerla è una responsabilità sì della madre, ma anche un impegno che la società non può ignorare. Per questo è importante, anzi fondamentale, curare la formazione delle figure professionali preposte a seguire la donna dal concepimento alla nascita della sua creatura -ginecologo e ostetrica - nonché di tutti gli operatori che si devono occupare della salute di madre e figlio ' pediatri, infermieri, assistenti sanitari, assistenti sociali -. Curare la formazione significa in questo caso parlare di temi ancora poco sviluppati, come la sindrome feto alcolica, ma che sono già opportunamente corredati di numeri statistici e ricerche scientifiche che ne evidenziano la gravità.

Alla Sapienza, un'Intera giornata di novembre è stata dedicata alla Fas e alle problematiche correlate. Un meeting organizzato dal Policlinico Umberto I insieme all'Università, alla Sitac (Società italiana per il trattamento dell'alcolismo) e al Crarl (Centro di riferimento alcologico della Regione Lazio), con l'obiettivo precipuo di creare un gruppo di studio nazionale in grado di affrontare tutti gli aspetti legati al consumo di alcol in gravidanza. L'Incontro è stato particolarmente importante perché come ha sottolineato Luigi Frati, ex rettore della Sapienza e presidente onorario della Conferenza permanente del corsi di laurea delle professioni sanitarie 'Ha proprio l'obiettivo di unire chi fa scienza con chi fa sanità". Una giornata che ha fatto il punto della situazione ed ha discusso anche dell'Opportunità di inserire nei diversi corsi di studio argomenti che riguardino gli stili di vita - l'Alcol, in questo caso ' di aumentare il livello di conoscenze e competenze di tutti gli operatori, formando professionisti in grado di individuare situazioni a rischio e diagnosticarle precocemente. Tutto questo per intervenire preventivamente su una patologia, come 'Purtroppo in Italia ancora poco conosciuta, soprattutto misconosciuta alle autorità istituzionali'. Una patologia che anche dal punto di vista economico, oltre che sanitario, pesa sull'Intera società:'Tutti i bambini con Fas completa creeranno anche dal punto di vista economico e sanitario problemi gravi al nostro Stato: costi elevati e scarsi contributi allo sviluppo della società'. E? un "sottobosco" che "deve essere affrontato e compreso" e che riguarda anche le adozioni di bambini provenienti dai paesi (Europa orientale e Sudamerica) dove il consumo di alcol è elevato: 'Dobbiamo sapere che cosa facciamo ' dice ancora Ceccanti - anche perché i genitori si troveranno a dover combattere, perché è un vero e proprio combattimento, con bambini che hanno queste difficoltà. Se saranno preparati, potranno farli crescere il meglio possibile, altrimenti sarà drammatico".

Ecco perché, come ha ricordato nel suo intervento la psicoterapeuta Maria Rita Parsi, centrare l'Obiettivo significa attenzione particolare al periodo gestazionale: "Nel superiore interesse del minore, riconosciuto a livello internazionale, rientra anche l'attenzione alla vita prenatale, laddove il benessere della madre e del bambino sono fondamentali'.

Più considerazione quindi per quei nove mesi su cui poggia la vita di ciascuno: noi saremo da adulti anche in funzione di ciò che avremo maturato nella vita prenatale.