Abuso di alcol, siglato accordo cooperazione tra CRARL e Angola

di Roberta Manfredini

Da sinistra: il prof. Filippo Rossi Fanelli, il presidente dell'Angola Josè Edoardo dos Santos e il prof. Mauro Ceccanti

Il Dipartimento di Medicina Clinica dell'Università Sapienza di Roma, diretto dal Prof. Filippo Rossi Fanelli e il Centro di Riferimento Alcologico della Regione Lazio ( CRARL) che ha sede al Policlinico Umberto I di Roma, diretto dal Prof. Mauro Ceccanti, hanno firmato un importante accordo di cooperazione con la Fondazione Eduardo dos Santos (FESA), per contribuire al contrasto dei disturbi da abuso di alcol in Angola.

L'Angola, Repubblica Presidenziale nel sud ovest dell'Africa, ha una superfice di circa 1.246.700 km², quattro volte quello italiano. Conta circa 25.000.000 abitanti e la sua capitale Luanda si affaccia sull'oceano Atlantico. La lingua ufficiale è il Portoghese. Come è noto, dal 1975 ha ottenuto l'Indipendenza dal Portogallo e dal dicembre del 1976 fa parte dell'ONU. Il Presidente della Repubblica è Josè Edoardo dos Santos.
Dall'Inizio degli anni 90 in Angola sono state avviate politiche economiche tali da portare il PIL in crescita, passando dal 3,4% nel 2003 al 20% nel 2007 e la moneta nazionale (il Kwanza) si sta rivalutando rispetto al dollaro. In crescita anche gli investimenti pubblici e privati, nazionali ed esteri nel settore petrolifero, dei diamanti, dell'agricoltura, della pesca, dell'industria e delle opere pubbliche.

Negli ultimi anni al maggiore benessere economico ha fatto riscontro un preoccupante incremento  nel consumo di alcol, in particolar modo di vino africano. Nell'Ottica della prevenzione e del miglioramento delle cure, la Fondazione Eduardo dos Santos ha stipulato un accordo di collaborazione con l'Università 'La Sapienza? di Roma per rafforzare, in particolar modo, la cooperazione nel campo dell'Istruzione e della ricerca scientifica in medicina interna, immunologia clinica, nutrizione clinica, endocrinologia, gastroenterologia, clinica delle dipendenze quali l'Alcol e altre sostanze stupefacenti.

Il CRARL non è nuovo a queste iniziative. Il Prof. Ceccanti insieme ad alcuni componenti del suo team, si sono recati già in Angola per la Seconda Conferenza Internazionale sul Consumo di Alcol e Droghe, organizzata dalla FESA a Lubango-  cittadina della provincia di Huìla, nel sud dell'Angola - dal 29 giugno al primo luglio scorsi.

«In questo convegno internazionale, il cui slogan era Per un'Angola libera dalle droghe e dalla tossicodipendenza? -  ha sottolineato il Prof. Ceccanti ' erano presenti 12 Paesi di lingua portoghese, proprio per scambiare informazioni e conoscenze su queste problematiche e per poter intervenire al meglio. Il Centro medico per la cura dell'Alcolismo che abbiamo visitato in Angola è molto grande, si compone di 60 letti, 30 per uomini e 30 per donne, una grandissima mensa, ha una sorveglianza medica 24 ore su 24 ed è attrezzatissimo: dalla palestra ai campi da tennis, dalle stanze laboratorio forniti di personal computer, ai laboratori di radio-tecnica per insegnare a riparare apparecchiature elettroniche, delle schede madri alle schede dei telefonini e così via. Il Centro è una struttura pubblica e prevede una serie di interventi che vanno dal trattamento della fase acuta,  fino alla gestione della comunità vera e propria».

Prof. Ceccanti, è prevista anche una versione in portoghese delle Linee Guida?

«Al momento stiamo traducendo le Linee Guida in portoghese in modo tale che possano essere applicate con maggiore facilità. Stiamo per pubblicare anche la versione in inglese e in italiano su una rivista internazionale, raggiungibile con PABMED».

Il Prof. Filippo Rossi Fanelli  che ha accolto con piacere la proposta di collaborazione con la Fondazione Eduardo dos Santos,è convinto che l'Iniziativa sia positiva per entrambi i Paesi e si augura anche che «è [?] questa avventura, nella quale c'è un grosso supporto anche dell'Azienda Policlinico Umberto I, abbia fortuna e successo. Direi soprattutto fortuna che è ciò che veramente si merita, e mi auguro che questa collaborazione possa portare anche del bene e far ridurre, almeno per quanto riguarda l'Alcol, alcuni problemi anche in un Paese così lontano».