Il Centro anti veleni del Policlinico Umberto I

di Alessandra Binazzi

La prof.ssa Maria Caterina Grassi, responsabile del Centro Antiveleni

Cosa fare quando si sbaglia la posologia di un farmaco, oppure quando l'Insetticida spruzzato per allontanare insetti fastidiosi è andato a posarsi sui nostri vestiti o sulla pelle, oppure quando il nostro bambino ha ingoiato la pila di un orologio? E cosa si deve fare ora che la stagione estiva ci mette a rischio vipere sui sentieri di montagna e meduse nelle calde acque che bagnano le italiche coste? Oppure quando, alla comparsa delle prime piogge, andando per funghi ne mangiamo qualcuno che nella migliore delle ipotesi ci procura solo disturbi gastroenterici?

La cosa migliore, da fare nell'Immediatezza, è rivolgersi ad uno specialista nella diagnosi e nel trattamento delle patologie da causa tossica che, sulla base dei dati forniti ' tipo di evento, sostanze assunte, quantità, tempi intercorsi tra assunzione e richiesta di aiuto ' ci darà le indicazioni necessarie.

Per questo tipo di emergenza il Policlinico Umberto I di Roma ha un numero dedicato, 06.49978000, che risponde al territorio, ma opera anche su scala nazionale, ed è a disposizione h24 di medici, operatori sanitari, industrie, strutture pubbliche e privati cittadini che abbiano un problema con un'Intossicazione alimentare o da uso scorretto di farmaci o da interazione tra farmaci.

È il Centro Antiveleni (CAV), Servizio clinico che secondo l'Accordo Stato-Regioni del 2008 è riconosciuto come servizio essenziale del SSN perché svolge una funzione che nessun altro servizio fa. È il primo esempio di telemedicina nel mondo, realizzato a partire dal 1950 sulla base delle indicazioni dell'Oms, in risposta alla necessità di un reparto dedicato alla cura e alla prevenzione delle intossicazioni e degli effetti avversi delle sostanze chimiche. Medici qualificati nella diagnosi e nel trattamento delle patologie da causa tossica, prendono in carico, con autonomia gestionale e funzionale, i vari casi, effettuano analisi tossicologiche, attività di sorveglianza, ricerca scientifica, formazione e addestramento nelle aree della prevenzione, della diagnosi e del trattamento delle intossicazioni.

In Italia i CAV attrezzati, ciascuno con la propria dotazione di antidoti per le principali fonti di intossicazione, sono in tutto sette.

Quello del Policlinico Umberto I, sotto la direzione della professoressa Maria Caterina Grassi e con l'Aiuto di due medici tossicologi risponde 24 ore su 24 alle chiamate sia esterne, che dei colleghi della stessa struttura. Frequenti sono quelle per farmaci (39%): capita, ad esempio, che una persona anziana dimentichi di avere preso la compressa prescritta dal medico curante e ne prenda un'Altra. Diceva Paracelso che ogni farmaco può essere un veleno: è la dose che fa la differenza.

Ci sono inoltre richieste di aiuto per contatto o ingestione di sostanze caustiche (18%), quali ad esempio la varecchina ingerita da qualcuno che la scambia per acqua. Anche il balsamo per capelli se ingerito diventa tossico. Ci sono poi chiamate per abuso di droga (2%), per alimenti scaduti o mal conservati (botulino: 2%), per insetticidi e fitofarmaci, per contatto o ingestione di piante ed altro ancora.

La casistica è ricavata dalle 5500 chiamate registrate dal CAV dell'Umberto I nel periodo gennaio 2010 ? dicembre 2015.Un dato rilevante è che quasi la metà delle telefonate (circa 2500 unità) riguarda episodi in cui sono coinvolti soggetti di età inferiore ai 18 anni. Di queste, il 42% riguarda bambini: per il 30% di età al di sotto dei 3 anni, per il 12% tra i 3 e i 6 anni.

Indispensabile, prima che ai fini statistici, per dare aiuto agli utenti che si rivolgono al CAV è una raccolta dati che comprenda: informazioni sull'Evento, sulle sostanze assunte, sulle quantità, sui tempi, segni e sintomi iniziali e attuali. Solo quando le informazioni sono complete l'Operatore - che è sempre un medico specializzato - stabilisce il trattamento adeguato seguendo le linee guida riportate in un data base che racchiude le intossicazioni trattate più frequentemente come anche quelle più rare.

Raccogliere dati è importantissimo, tanto quanto la tempestività nell'Effettuare la chiamata subito dopo un episodio di intossicazione, vera o presunta. Esistono infatti rimedi attuabili anche senza bisogno di raggiungere l'Ospedale, come ad esempio il carbone attivo nel caso di intossicazione da farmaci, oppure la somministrazione di un antischiuma (Dimeticone) in caso di ingestione di schiumogeni. Nel caso invece di intossicazione causata da combustione (legno, plastica, materiale del computer, ecc.) la cosa da fare ancora prima della telefonata al Centro è quella di areare l'Ambiente spalancando tutte le finestre per evitare una possibile intossicazione da Cianuri.