Dialisi: benessere e libertà anche con insufficienza renale

di Redazione

Lo staff

Prende il nome da una membrana semipermeabile (dialisi) il processo di depurazione del sangue che sostituisce l’azione dei reni nei pazienti, generalmente sopra i 65 anni, con malattie renali croniche.

Attraverso il posizionamento di un catetere peritoneale permanente (nell’addome), la dialisi peritoneale rende lo scambio meno invasivo, concedendo al paziente la gestione dei ritmi quotidiani - anche in termini di alimentazione e assunzione di liquidi - e, quindi, un maggior benessere fisico.

La dialisi peritoneale garantisce al paziente una vita con meno limitazioni e con più libertà di spostamento e gli consente di evitare di recarsi 3 volte a settimana al Centro Dialisi di riferimento per scambi più complessi.

Il Prof. Gaspare Elios Russo spiega che “le metodiche adottate per la dialisi peritoneale possono essere di tipo manuale - effettuate dal paziente stesso nell’arco dell’intera giornata, con 3/4 scambi manuali di mezz’ora - o automatizzate -  che si avvalgono cioè di un macchinario semiautomatico per manovre di scambio notturne, di circa 8 ore, che lasciano piena libertà diurna al paziente e migliorano l’efficienza dialitica”.

Ad assicurare la qualità e l’efficacia della dialisi è il centro dialisi di riferimento, responsabile dell’addestramento dei pazienti e dei loro familiari, dei controlli mensili e della gestione di eventuali problematiche.

Le tecniche di dialisi, nonostante siano più economiche e adeguate a rispondere alla maggiore diffusione delle malattie renali, non sono omogeneamente diffuse e conosciute: l’Associazione Nazionale Dialisi Peritoneale (ANDiP) si dedica alla diffusione della conoscenza di questa metodica, per far fronte alla disparità informativa tra il Nord e il Centro-Sud d’Italia e per far sì che non sia il “posto in cui ci si ammala” a dettare la scelta della cura.