Come affrontare la dipendenza da alcol: Progetto SAM edizione Rieti 2015

di Roberta Manfredini

Il prof. Mauro Ceccanti

Lo scorso 7 novembre, come da programma del Progetto SAM (Servizi Alcologia Mappati), si è tenuto l'Incontro informativo presso il Pc Servizi 'Club Medici? di S. Rufina - Cittaducale (RI), sul trattamento della dipendenza da alcol. L'Evento è stato organizzato dal Centro di Riferimento Alcologico Regione Lazio (CRARL) che ha sede al Policlinico Umberto I di Roma, in collaborazione con la SITAC (Società Italiana per il Trattamento dell'Alcolismo e le sue Complicanze).

Nel corso del convegno - al quale hanno partecipato numerosi operatori psico-socio-sanitari (medici, psichiatri, infermieri, psicologi, assistenti sociali, assistenti sanitari, tecnici della riabilitazione, farmacisti, biologi) e per i quali è stato richiesto il riconoscimento di crediti formativi ECM (Educazione Continua in Medicina) - oltre alla presentazione degli aspetti biologici, psicologici e psichiatrici della dipendenza da alcol e delle patologie correlate, sono stati presentati le fasi e i contenuti più importanti del Progetto SAM.

Fra gli obiettivi del Progetto SAM, particolare importanza riveste la divulgazione delle problematiche scaturite dall'abuso di alcol, il coinvolgimento degli operatori nell'Implementazione ed nell'Uso degli strumenti messi a disposizione dal CRARL, come le Linee Guida (LG) e la costruzione del sito web dedicato all'Individuazione dei Centri e dei Servizi presenti sul territorio laziale.

Grazie al sito www.crarl.it, il cittadino potrà infatti accedere alle informazioni di carattere generale, oltre a collegarsi direttamente con il Centro o il Servizio più prossimo al suo domicilio. Il portale inoltre permetterà agli operatori di collaborare in sinergia per offrire servizi alla persona in una rete psico-socio-sanitaria su tutto il territorio laziale.

Nella giornata del 7 novembre il CRARL ha stipulato Protocolli d'Intesa con l'Ordine dei Medici di Rieti e Provincia, il Collegio provinciale dell'IPASVI di Rieti e l'Associazione 'Insieme si può', per una collaborazione attiva finalizzata alla divulgazione delle Linee Guida e la messa in atto di tutte le misure necessarie ad offrire un servizio utile alla persona malata di alcolismo e alla sua famiglia.

«Il progetto si pone anche questo obiettivo ' ha dichiarato il Prof. Mauro Ceccanti, responsabile del CRARL - cioè quello di far si che i singoli Servizi, le associazioni e tutti gli attori coinvolti in qualche modo trovino un riscontro nella loro capacità operativa. Questo è un altro aspetto molto importante su cui ci adopereremo il più possibile finché la Regione ci sosterrà in quest'Opera».

Prof. Ceccanti, le Linee Guida sono state realizzate per una migliore integrazione bio-psico-sociale dei servizi offerti al cittadino?

Le Linee Guida si sono rese necessarie proprio per fare in modo che il percorso fosse lo stesso, a prescindere dal luogo dove si trovano i Servizi. Inoltre, il cittadino sul portale potrà accedere ad una sezione a lui dedicata proprio per personalizzare il percorso che dovrà fare, le varie tappe su come affrontare il problema alcol, i luoghi e i Servizi offerti per trovare una soluzione ai propri problemi. Ma è fondamentale che il cittadino sappia che bisogna cominciare dalla disintossicazione, dalla liberazione dall'Alcol.

All'Interno del Progetto SAM, il CRARL sta stipulando Protocolli d'Intesa con diverse associazioni e Ordini professionali, a quale scopo?

Sono convenzioni utili proprio per coinvolgere il più possibile tutti coloro che direttamente o indirettamente lavorano in questo ambito. Oggi abbiamo firmato con l'Ordine dei medici di Rieti, con l'IPASVI di Rieti che è il Collegio degli infermieri e con l'Associazione 'Insieme si può', un'Associazione che opera nel territorio ed è fatta da genitori di ragazzi tossicodipendenti. Stiamo per firmare un protocollo con la Federazione Nazionale delle ostetriche, con l'Ordine degli assistenti sociali, mentre con quello degli psicologi del Lazio è già stato firmato. Stiamo cercando di creare una Rete, cioè operatori e Servizi che, collaborando insieme, possono portare ad una migliore e una maggiore conoscenza del problema alcol.

Per il Prof. Dario Chiriacò , Presidente dell'Ordine dei Medici di Rieti e Provincia e Presidente della Federazione degli Ordini dei medici del Lazio, l'Accordo stipulato riveste un significato importante «perché l'Alcolismo non solo è un problema di salute e sociale, ma ha anche conseguenze sul piano economico, perché poi dover curare le steatosi, le cirrosi, le problematiche psichiatriche, etc., ha indubbiamente un grosso costo. Quindi è fondamentale il coinvolgimento di tutti gli operatori della sanità, medici in primis ovviamente e il fatto che in questo convegno di oggi ci sia una buona rappresentanza dei medici di Rieti mi ha fatto decisamente piacere. Io ho dato la mia disponibilità personale ma anche, dell'Ordine che presiedo e del Consiglio a iniziative di questo genere perché non possono che essere apprezzabili, Rieti è pronta, è disponibile, è collaborativa».

Il Prof. Ciriacò, in qualità di Responsabile Nazionale della Commissione per le Medicine non Convenzionali, ha sottolineato la possibilità di utilizzare un'Ulteriore arma «perché io credo che quando si fa una guerra e questa è la guerra all'Alcolismo, bisogna avere le potenzialità e la possibilità di utilizzare tutto quello che c'è a disposizione. Bene, esistono dei Protocolli, specialmente per quanto riguarda l?agopuntura proprio per affrontare questa tematica ed esistono dei farmaci omeopatici che possono essere utilizzati e, devo dire, che da parte dell'Attuale Ministro della Salute c'è una particolare attenzione a queste tematiche e, quindi, vuol dire che ci troviamo in un momento positivo».

La stipula del Protocollo è stata accolta con molta soddisfazione anche dalla Presidente del Collegio Provinciale IPASVI di Rieti, Felicia Stagno, per la quale «il Progetto SAM, è stato accolto dal Consiglio con molto interesse, per portare avanti questa problematica che è molto importante e che è sentita oggi come ieri. Andremo avanti con questa iniziativa, in modo tale da dare informazioni, e visibilità piena agli infermieri che poi sono quelli che stanno in prima linea. Poiché a volte ci si trova nell'Impossibilità di sapere cosa fare, chi chiamare, come comportarsi, le Linee Guida sono indispensabili e aiutano gli infermieri proprio perché nessuno di noi può improvvisare!».

«Ho scoperto tante cose che si possono fare senza alcol»- ha dichiarato Renato Carboni, Vice presidente dell'Associazione Insieme si può? - Grazie ai gruppi, specialmente quello a cui mi sono rivolto la prima volta che non è lo stesso che abbiamo adesso, ho ritrovato la mia sobrietà» - e ha aggiunto ' «non è che ho ritrovato ma, ho trovato la vita! Perché credo di non aver mai vissuto una vita degna di essere chiamata tale! Ho imparato molte cose, ho capito la malattia e quando incontro una persona alcolista veramente rivedo me stesso. Sono 22 anni che frequento i gruppi e ho capito tantissime cose e soprattutto chi ha questo problema, per guarire, non può assumere più nessun tipo di alcol! Non è una cosa terribile che ti fa dire: come faccio a mangiare senza bere un po? di alcol? E invece io mangio e sicuramente ho scoperto che è una bellezza, m'Ha ridato la vita! ».

Renato, chi desidera incontrarvi dove deve recarsi?

Siamo presenti a Poggio Mirteto, il lunedì alle 18.00, presso il Centro della Caritas.

Per la Dott.ssa Roberta Giordani, Assistente Sociale presso il Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura (SPDC) del Policlinico Umberto I di Roma che ha partecipato al Corso, «il problema dell'Alcolismo è un problema che investe l'Assistente sociale nella misura in cui bisogna integrare un intervento medico e psicoloico destinato, appunto, al paziente che comunque presenta anche una patologia, un disturbo legato all'Abuso dell'Alcol. Noi in particolare, insieme alle persone che aiutano il paziente, che costituiscono la rete familiare, la rete più prossima, siamo interessati e siamo parte attiva per facilitare la presa in carico e, soprattutto, la continuità di un trattamento che è sempre elemento nei nostri utenti che più viene in qualche modo ad essere fragile, a dover essere supportato».

«Questo convegno è particolare perché propone un modello che è sempre auspicato ma non sempre riesce a realizzarsi che è appunto l'Integrazione bio-psico-sociale. È una sfida, è un lavoro importante ed è in particolare il lavoro che interessa l'Assistente sociale: fare rete, costruire rete, sia con i Servizi che con gli operatori e promuovere il più possibile un'Adesione alla cura e all'Assistenza del paziente» ' ha concluso la Dott.ssa Giordani.

Sito CRARL - http://www.crarl.it/contatti/

Associazione 'Insieme si può?- Poggio Mirteto, il lunedì alle 18.00, presso il Centro della Caritas.

 

 

 

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