2 novembre 2012
Il prof. Francesco Violi, presidente SIMI e Direttore della I Clinica Medica all’Umberto IAndrea Sigoni

Fibrillazione atriale, un semplice doppler misura il rischio infarto o ictus

Verificare in tempo reale se un paziente affetto da fibrillazione atriale è a rischio infarto o ictus è da oggi possibile: sono sufficienti un semplice doppler a ultrasuoni e appena 2-3 minuti di tempo.

Lo strumento viene utilizzato per  rilevare la pressione in una gamba dei pazienti affetti da questo disturbo cardiaco. In questo modo è possibile individuare il valore dell’indice fra la pressione degli arti inferiori e quello degli arti superiori. Il range di normalità è compreso fra 1 e 1.3. Se l’indice si abbassa, raggiungendo anche solo un valore pari a 0,9  il paziente è a rischio. Se poi lo stesso indice scende sotto il valore di 0,5 la probabilità di sviluppare un evento cardiovascolare importante aumenta pericolosamente ed è possibile che in futuro la gamba possa essere operata.

Questa importante scoperta è uno dei risultati della ricerca denominata  “Ara Pacis”, condotta su 2mila persone in 150 centri italiani e presentata in questi giorni a Roma, durante il Congresso della SIMI, Società Italiana di Medicina Interna. 

“In Italia –  spiega il prof. Francesco Violi, presidente SIMI e Direttore della I Clinica Medica all’Umberto I – soffre di fibrillazione atriale lo 0,8 % degli uomini e lo 0,7% delle donne. Si tratta spesso di pazienti con una storia clinica complicata da altre patologie cardiovascolari, nei quali spesso le conseguenze della fibrillazione atriale vengono sottovalutate dalla comune pratica clinica.  Questo metodo potrebbe davvero essere usato facilmente in qualsiasi centro, dato che non richiede che un doppler e nessun altra attrezzatura aggiuntiva. In questo modo una diagnosi semplice e molto precoce potrebbe salvare molte vite”.