10 ottobre 2012
Preparazione di un test allergologicoAndrea Sigoni

Allergia ai farmaci: i rischi delle prove allergologiche

La reazione allergica non è prevedibile, è indipendente dalla dose e può provocare un quadro clinico molto grave. La diagnosi di allergia da farmaci è un problema complesso: la pseudoallergia è una reazione con manifestazioni cliniche simili a quelle dell’allergia di tipo immediato, ma nella quale non sono dimostrabili meccanismi immunologici.

Ma qual è la fascia d’età più colpita da patologie allergiche?

“I nostri studi sul territorio – ci risponde la Prof.ssa Teresa Grieco  – e sui pazienti che afferiscono al nostro Centro, ci confermano che negli ultimi anni, non solo si è assistito ad un aumento dell’incidenza delle patologie allergiche (sensibilizzazioni e polisensibilizzazioni) ma che, contrariamente a quanto si pensava, è aumentato anche il range d’età, coinvolgendo oltre l’età pediatrica e quella adulta, anche l’età senile. Da gennaio di quest’anno ad oggi, abbiamo effettuato circa 1.600 prime visite allergologiche e, mediamente, eseguiamo circa 700 patch test al mese.”

Qual è la procedura per la valutazione della patologia allergica?

“Sappiamo che, con le variazioni ambientali e climatiche, si è purtroppo assistito ad un aumento dell’incidenza e nella positività di alcuni allergeni importati anche da regioni molto lontane dall’Italia.  Presso il nostro Centro, abbiamo l’opportunità di aiutare i pazienti nello studio e nel percorso delle varie patologie allergiche, tra cui quelle alimentari, relative agli aereo-allergeni o ai farmaci. Lo studio della patologia allergica deve essere rigoroso e riferibile a quelle che sono le Linee Guida internazionali: attualmente i nostri pazienti eseguono test secondo gli stessi standard utilizzati nei più accreditati Centri d’Europa e degli stati Uniti. Esiste quindi un linguaggio comune fra gli specialisti che si occupano di questa delicatissima diagnostica, che si effettua in vivo sul paziente e che quindi non è esente da rischi. Lo screening allergologico, secondo le più recenti Linee Guida indicate dal «British Medical Journal», deve partire dallo studio di base, che va fatto a tutti i pazienti, con una valutazione dei test da contatto tramite Patch Test o Test epicutanei ; deve essere corredato anche dagli Skin Prink Test e, successivamente, da uno studio sul sangue, che è un test indiretto e quindi privo di rischi per il paziente.

Cosa si può fare in caso di allergia ai farmaci?

“I farmaci (come anche gli alimenti) danno a volte reazioni “pseudo-allergiche”, cioè i test specifici risultano negativi ma non è detto che non provochino poi reazioni pericolose al paziente: in questo caso si parla di reazione avversa ai farmaci (codificato anche dalla farmacovigilanza come R.A.F.). L’intra-dermo-reazione con farmaci “sospetti”, che precedentemente hanno provocato al paziente reazioni sistemiche come edema della glottide o shock anafilattico, è bene evitarli se possibile. Anche per i test di scatenamento, che prevedono l’inoculazione di dosi crescenti del farmaco fino alla dose terapeutica, va valutato il rischio molto attentamente e, in ogni caso, va previlegiata sempre la sicurezza del paziente.”

Quando si fanno i test di scatenamento per i farmaci?

“Noi, in genere, non li facciamo, perché la negatività non ha un valore predittivo, mentre nel 100% dei casi il test mette in pericolo il paziente. Quella per i farmaci deve essere una diagnostica il più possibile non invasiva (esistono test di scatenamento su campione di sangue, i cosiddetti baso-test), va eseguita in ambiente ospedaliero e con l’assistenza del rianimatore. Anche a livello europeo, attualmente, esistono dei dubbi sull’eseguire o meno il test di scatenamento o altri test particolarmente rischiosi per il paziente.

Quali consigli per i pazienti?

“Ovviamente, nell’assunzione successiva dei farmaci è indispensabile avere prudenza; esistono Protocolli validati a livello internazionale che spesso salvano la vita e che noi rilasciamo ai nostri pazienti perché lo consegnino sempre al Medico di Base e nel caso dovessero essere sottoposti a pratiche mediche/chirurgiche”.